Giuliana De Sio: "Se una persona si siede vicino a te lo senti se è piena o vuota. Lo senti subito! Basta guardarla negli occhi"
- La Redazione

- 1 giorno fa
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"L'intelligenza non si ottiene solo studiando sui libri, ma viene fuori anche dalle esperienze della vita. In tutte quelle circostanze nelle quali abbiamo sofferto, combattuto, amato..."

"Ho bisogno d'intelligenze vicino a me". Sembra una frase banale quella dell' attrice e vincitrice di due David di Donatello Giuliana De Sio, ma le sue parole possono essere veramente apprezzate solo se all'intelligenza associamo la profondità d'animo. Essere selettivi nella vita, non vuol dire isolarci o praticare l'indifferenza, ma stabilire, per il nostro bene, chi può trasmetterci energia positiva, chi può starci vicino perché percepiamo una presenza che nutre e non umilia.
"L'intelligenza è un rumore: se una persona si siede vicino a te, anche se non ti ha parlato, tu senti se vicino c'è un pieno o c'è un vuoto. Lo senti subito! Basta guardarla negli occhi un attimo; poi dice due parole e capisci qual è il grado di densità della persona". Le persone "vuote" sono quelle che non colgono i segnali che l'altro vuole trasmettere, sono quelle pronte a giudicare o puntare il dito quando si ritrovano davanti ad una personalità spigolosa, semplicemente non vanno oltre ma si fermano a guardare la superficie, l'apparenza.
Per essere "piene" invece bisogna avere un alto grado di empatia, di anima, di cuore. L'intelligenza non si ottiene solo studiando sui libri, ma viene fuori anche dalle esperienze della vita. In tutte quelle circostanze nelle quali abbiamo sofferto, combattuto, amato e da ognuno di queste abbiamo tratto sempre un insegnamento, oltre all'intelligenza in questo modo faremo anche esperienza della saggezza, che è proprio il concetto che esprime l'attrice aggiungendo: "Purtroppo questa densità che io cerco, non si trova facilmente, è sempre più rara".
La società ci ha resi sfuggenti, distratti, poco attenti alle esigenze e ai bisogni dell'altro e forse questo cambio di rotta ci sta rendendo anche sempre più vuoti. Infatti, conclude De Sio: "Noi stiamo andando avanti verso ormai un collasso dell'intelligenza; una deriva dell'intelligenza, della classe, dell'eleganza, della bellezza, della cultura, della profondità, del senso dell'umorismo; però fondamentalmente siamo al collasso. Quindi, trovare delle persone che contengano queste cose, non è facile". Ritornare ad essere pieni non è semplice, dovremmo cambiare il nostro modo di vivere, disabituarci all'indifferenza, all'arroganza dovremmo tornare a vedere e a sentire cosa accade nella vita dell'altro, comprendere che ogni cosa può essere utile e che per diventare profondi serve andare oltre, perché l'apparenza, la superficie, spesso, ingannano le nostre percezioni.
Per te, lettore che ci segui, riesci a fare subito la distinzione tra una persona "vuota" e una persona "piena"? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri individui.
di Natalia Sessa




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Tutti che si lamentano, a partire dalla Sig.ra de Sio...nessuno che dica: devo essere IO La prima/il primo a mostrare empatia e ad ascoltare...
Ps La Sig.ra de Sio ha detto tante cose giustissime...chissà se chi si siede vicino a lei, sente " Il rumore della SUA intelligenza " oppure il silenzio assoluto...
Purtroppo mi sembra che ascoltare sia diventato sempre più raro....tutti che vogliono liberarsi di quello che sentono dentro, ma non pensano minimamente ad ascoltare in modo attivo ed empatico il prossimo.
Lavoro in ambiente ospedaliero ormai da tanti anni, una veterana di corsia e la dote migliore che mi si osserva è l'empatia. Una dote innata che non dipende dal ceto sociale ma bensì da un grande senso di umità e derivato a sua volta dell'intelligenza emotiva. La ritengo una "formula magica" utile nella vita che purtroppo viene ancora applicata da persone rare. Andrebbe proprio insegnata anche a chi non svolge il mio stesso mestiere e soprattutto ai giovani d'oggi.
La gente corre non ha più tempo per una chiacchierata informale, raramente si riesce a intrattenersi...Solo con l' esperienza di vita che si raggiunge con l' avanzare di età ....si può capire se chi ti sta di fronte sia una persona vuota o piena.
Credo che l'affermazione "tu senti se vicino c'è un pieno o c'è un vuoto. Lo senti subito!" e poi l'altra affermazione " l'apparenza, la superficie, spesso, ingannano le nostre percezioni" siano, almeno apparentemente, in contraddizione.
Penso che tutti esprimiamo un giudizio immediato e spesso involontario che classifica chi ci sta vicino per la prima volta: è spesso una forma antica e automatica di "sopravvivenza" che è rimasta anche nella modernità. Piú difficile, ma necessaria, la capacità di cambiare opinione, cercando il meglio da ogni relazione.