GPS 2026/27, 150 preferenze ed elenchi regionali: chi rischia il depennamento, come funzionano le nuove regole e cosa sapere prima della domanda
- La Redazione

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Dalle 150 preferenze agli elenchi regionali, fino alla mini call veloce: attenzione a scadenze, depennamento GPS, sanzioni e nuove regole dell’algoritmo...

Estate decisiva per migliaia di docenti precari tra elenchi regionali, 150 preferenze, possibili immissioni in ruolo da GPS sostegno e mini call veloce. Le procedure per il prossimo anno scolastico sembrano correre più velocemente rispetto al passato e, proprio per questo, nelle ultime settimane stanno aumentando dubbi, interpretazioni sbagliate e aspettative spesso poco realistiche.
Uno dei punti più discussi riguarda gli elenchi regionali introdotti dal Decreto n. 68 del 22 aprile 2026, ma è importante chiarire subito un aspetto: non si tratta di un nuovo concorso e non garantisce automaticamente l’assunzione.
Gli elenchi regionali raccolgono infatti docenti che hanno già superato precedenti procedure concorsuali ma che non sono ancora stati immessi in ruolo. Il docente può scegliere una sola regione, che può coincidere con quella del concorso svolto oppure essere diversa.
Tuttavia, l’inserimento negli elenchi regionali rappresenta soltanto un’opportunità aggiuntiva. Per arrivare a queste liste devono prima esaurirsi GaE, graduatorie dei vincitori e anche gli idonei rientranti nella quota del 30%. Solo se restano ancora posti disponibili per quella specifica classe di concorso o tipologia di posto, allora si potrà procedere con gli elenchi regionali.
Attenzione alla scelta della regione e alle sanzioni
La scelta della regione va fatta con molta attenzione. Non basta individuare il territorio con più disponibilità: bisogna scegliere una regione in cui si sarebbe realmente disposti ad accettare il ruolo.
Infatti, in caso di proposta di assunzione da elenco regionale, il docente ha 5 giorni di tempo per accettare o rifiutare. Anche il silenzio viene considerato rinuncia. In quel caso si viene cancellati dall’elenco regionale. C’è poi un altro aspetto che molti stanno sottovalutando: quando si arriva agli elenchi regionali, i posti rimasti disponibili sono spesso quelli non assegnati nelle fasi precedenti. Questo significa che il docente potrebbe essere destinato in qualsiasi provincia della regione scelta.
Gli elenchi vengono formati seguendo l’ordine cronologico delle procedure concorsuali, partendo da quelle più vecchie fino ad arrivare alle più recenti. All’interno della stessa procedura viene data precedenza a chi ha svolto il concorso nella stessa regione per cui chiede l’inserimento. Altro nodo importante riguarda il punteggio. Negli elenchi regionali non vengono valutati né titoli culturali né anni di servizio: contano esclusivamente i punteggi ottenuti nelle prove concorsuali, quindi scritto, eventuale pratica e orale. Per quanto riguarda invece le riserve, l’unica prevista è quella della Legge 68/99 relativa alle categorie protette. Non basta però avere un verbale di invalidità: serve anche l’iscrizione al collocamento mirato.
Ricordiamo che hanno potuto inserirsi negli elenchi regionali i docenti che hanno superato concorsi ordinari dal 2020 in poi, purché le graduatorie siano state pubblicate entro il 10 dicembre 2025. Rientrano, ad esempio, concorso ordinario 2020, STEM, straordinario 2020, educazione motoria primaria, PNRR1 e PNRR2. Diversa invece la situazione del PNRR3. Anche chi ha superato positivamente le prove non ha potuto inserirsi negli elenchi regionali perché mancava la pubblicazione delle graduatorie di merito, atto che chiude formalmente la procedura.
150 preferenze, GPS e rischio depennamento
Altro tema centrale di questa estate sarà quello delle 150 preferenze. La finestra prevista dovrebbe andare dal 16 al 29 luglio, mentre la mini call veloce dovrebbe aprirsi dal 14 al 18 agosto. Su questo punto stanno circolando molte informazioni scorrette, soprattutto riguardo al rischio cancellazione dalle GPS.
Per la domanda delle 150 preferenze, infatti, va ricordato che quanti hanno aggiornato, confermato o inserito la propria posizione nelle GPS resta in graduatoria anche se decide di non compilare le 150 preferenze.
In quel caso il docente non parteciperà all’attribuzione informatizzata delle supplenze annuali da bollettino per quell’anno scolastico, ma non verrà cancellato dalle GPS.
Il depennamento riguarda invece chi non ha presentato né la domanda GPS né quella delle 150 preferenze. In questa situazione il sistema interpreta la doppia mancata domanda come assenza di interesse alla permanenza in graduatoria e dispone la cancellazione per il biennio di riferimento.
Nomina finalizzata al ruolo e mini call veloce
Le 150 preferenze serviranno anche per indicare le sedi utili alle eventuali nomine finalizzate al ruolo da GPS prima fascia sostegno.
Questa procedura riguarda esclusivamente gli specializzati sul sostegno inseriti a pieno titolo nella prima fascia GPS: docenti già specializzati, candidati con titolo estero pienamente riconosciuto oppure coloro che conseguiranno il titolo entro il 30 giugno sciogliendo la riserva.
La nomina finalizzata al ruolo non equivale a una semplice supplenza. Formalmente il docente riceve un contratto annuale al 31 agosto durante il quale svolge l’anno di prova. Dopo il superamento dell’anno di formazione e prova, il contratto viene trasformato a tempo indeterminato.
Anche questa procedura, però, dipende dai posti residui rimasti dopo tutte le altre fasi: graduatorie dei vincitori, idonei entro il 30%, elenchi regionali e scorrimenti precedenti.
Ed è proprio qui che entra in gioco anche la mini call veloce, considerata l’ultima fase possibile delle assunzioni. Si attiva soltanto se, dopo l’utilizzo della GPS prima fascia sostegno in una provincia, restano ancora posti vacanti. In quel caso possono candidarsi docenti inseriti nella prima fascia sostegno di altre province.
Si tratta quindi di una procedura straordinaria e residuale, basata sui posti rimasti dopo tutti gli altri scorrimenti.
Algoritmo supplenze, cambia il meccanismo
Tra le novità più attese c’è anche il possibile ritorno dell’algoritmo “che torna indietro”.
In pratica, se un docente non riceve nomina nel primo turno perché nelle preferenze indicate non risultano disponibilità, potrà essere recuperato nei turni successivi nel caso in cui si liberi una cattedra compatibile con le preferenze espresse.
Da una parte questo sistema potrebbe offrire più opportunità agli aspiranti presenti nelle GPS. Dall’altra, però, potrebbe rendere molto più lunghi i tempi di scorrimento delle graduatorie, proprio perché l’algoritmo dovrebbe continuamente recuperare candidati precedentemente saltati.
Resta poi un ultimo problema pratico: quando si aprirà la finestra delle 150 preferenze, molto probabilmente non sarà ancora disponibile il quadro completo dei posti vacanti per le supplenze. Prima dovranno infatti concludersi mobilità, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale di ruolo.
Per questo motivo la compilazione delle preferenze richiederà prudenza e attenzione. Elenchi regionali, GPS, nomine finalizzate al ruolo e mini call veloce possono rappresentare opportunità importanti, ma solo se affrontate con consapevolezza e senza aspettative irreali.
di La Redazione




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