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Cambiare scuola superiore: addio esami nei primi due anni, basta un colloquio. Ecco le nuove regole

Il Ministero dell'Istruzione fissa al 31 gennaio la scadenza per cambiare indirizzo. Nel triennio restano i test obbligatori.

Chi ha scelto la scuola superiore sbagliata e vuole cambiare indirizzo ha tempo fino al 31 gennaio per presentare la domanda. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti stabilito che questa scadenza dovrà essere rispettata in tutta Italia. La grande novità preparata dal Governo riguarda i ragazzi dei primi due anni: per loro scompaiono i vecchi esami integrativi.


Se uno studente del biennio decide di passare a un’altra scuola, dovrà affrontare soltanto un colloquio con i nuovi insegnanti. Una verifica utile per capire quali materie non sono state studiate in precedenza e per individuare le eventuali carenze da recuperare, senza però il peso di un test formale. La questione cambia per gli studenti più grandi. Chi vuole cambiare percorso scolastico durante gli ultimi tre anni (il triennio) non avrà sconti: l’esame integrativo sulle nuove discipline rimane obbligatorio. Queste prove andranno superate al termine dell’anno scolastico in corso, e comunque sempre prima che suoni la campanella dell’anno successivo.


Nessun esame extra è previsto per chi frequenta i vecchi percorsi sperimentali di quattro anni e per gli adulti iscritti ai corsi serali, categorie per le quali rimangono valide le vecchie abitudini. Il nuovo schema detta regole precise anche per chi sceglie la nuova filiera tecnologico-professionale, che dura quattro anni invece dei tradizionali cinque. Durante il biennio i trasferimenti tra le due tipologie di scuola sono flessibili: per passare dal percorso di cinque anni a quello di quattro serve solo il via libera del nuovo consiglio di classe, che dovrà valutare se i programmi didattici sono compatibili. Nel triennio, invece, le maglie si stringono. Se un ragazzo vuole abbandonare il percorso di quattro anni per tornare a quello classico di cinque, deve superare per forza gli esami integrativi.


Al contrario, un passaggio inverso è vietato: chi si trova negli ultimi tre anni di un istituto quinquennale non può in alcun modo trasferirsi nella filiera quadriennale. Tutto questo pacchetto di novità nasce da una precisa sentenza dei giudici, datata aprile 2024. I magistrati avevano chiarito che una materia così delicata come gli esami integrativi non poteva essere gestita con semplici atti amministrativi, ma aveva bisogno di una legge vera e propria. Il Parlamento ha quindi corretto il tiro, dando al Ministero il compito di scrivere le nuove regole operative. Resta però aperto un dibattito sulle tempistiche di partenza: il Governo vorrebbe far scattare le nuove norme già a partire dall’anno 2025/2026, ma i rappresentanti dei lavoratori della scuola chiedono di rimandare tutto al 2026/2027 per dare più tempo agli istituti di organizzarsi.


di Leandro Castagna





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