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Lucangeli: "L’adulto non basta". I giovani “sentinella” sono coloro che si accorgono di come stanno gli altri

"Dunque, in questo senso l’adulto da solo non basta, perché un adolescente conosce alla perfezione lo stato d’animo del suo compagno, quali emozioni sta provando in quel momento..."

“In adolescenza purtroppo non basta che sia l'adulto - ad accorgersi di ciò che non va - è necessario che siano insieme tra pari a sapere che possono contare l'uno sull'altro”. Queste sono le parole dell’esperta di Neurosviluppo Daniela Lucangeli che in un suo recente intervento pone al centro gli adolescenti, una categoria fragile e ribelle allo stesso tempo, e le relazioni che gravitano attorno a loro.

Gli adulti in generale, dagli insegnanti ai genitori, hanno sempre i riflettori puntati quando si tratta di ragazzi, ma Lucangeli spiega che una relazione fondamentale per gli adolescenti è soprattutto quella tra pari, tra adolescenti stessi. Continua: “Se avete un figlio adolescente, se lavorate con gli adolescenti, se insegnate agli adolescenti, sapete che questo è un periodo in cui veramente è il caso di dedicare un'attenzione speciale ai loro bisogni, perché sono in un tempo estremamente complesso e l'emozione di solitudine che li caratterizza e, contemporaneamente, di rabbia che sfocia è talmente evidente in tutti i fatti di cronaca quotidiana”.

Lucangeli lavora a stretto contatto con i giovani, conosce in primis da esperta e poi da persona attiva sul campo, quali sono le problematiche che li preoccupano, ma in uno dei suoi progetti l’obiettivo principale è quello di “renderli consapevoli che loro sono la risorsa, il Mirror, lo specchio attraverso cui incoraggiare i propri compagni a stare meglio”. 

Una società come la nostra, segnata da violenza, ansia e frustrazione ha bisogno di “ragazzi che si impegnano a testimoniare attraverso la presenza degli amici ai propri amici, dei pari ai propri pari. L'attenzione necessaria del “come ti senti tu?”. Dobbiamo tornare a riconoscere un'antica consapevolezza, “parlami di te. Io ci sono per te”. Questa è la base di tutto quello che le neuroscienze sociali oggi ci dicono” afferma Lucangeli.

Dunque, in questo senso l’adulto non basta, perché solo un adolescente conosce alla perfezione lo stato d’animo del suo compagno, quali emozioni sta provando in quel momento e quali timori quest’età provoca. Infatti, conclude Lucangeli “le sentinelle sono coloro che si accorgono di come stanno gli altri e in qualche modo avvertono che siamo tutti uno stormo e che quando in volo ne perdiamo anche solo uno di dibattito di ali ci sono tutti gli altri che possono soccorrere perché lo stormo vada fino alla meta prevista”.

I giovani sono una risorsa preziosa e le “sentinelle”, questi animi sensibili, attenti e premurosi che si accorgono delle carenze altrui sono coloro che sostengono l’intera struttura. Comprendono, curano e rimproverano se necessario, ma restano un punto saldo di questa generazione. Spesso non ci si accorge della loro presenza e importanza perché agisco in maniera silenziosa ma consentono a tutti di andare avanti e di tenere il passo. Inoltre, le sentinelle con il loro lavoro generano altre sentinelle capaci di prendersi cura a loro volta. Ed ecco che ripetiamo che l’adulto da solo non basta ma forse è anche giusto così, che alcuni spazi restino solo dei giovani. 


E tu, lettore che ci segui, dalla tua esperienza da genitore o insegnante hai mai incontrato le "sentinelle" ? Come hanno cambiato il modo di vivere della classe o della famiglia?

Scorri in basso e raccontaci il tuo parere, anche in forma anonima.




di Natalia Sessa

2 commenti


Ospite
3 ore fa

Sono una collaboratrice scolastica di un liceo scientifico: la scorsa settimana un ragazzo è uscito dalla classe dopo una prova sbagliata in preda al panico, non riusciva a parlare. Quando gli ho chiesto se potevo chiamare un suo compagno o compagna è riuscito a dirmi il nome di una amica. Appena è arrivata l' ha abbracciata, si è sciolto in pianto e piano piano con le parole dell' amica si è ripreso. Una sentinella discreta e preziosa questa ragazza, come altre ed altri. L' alternativa sarebbe stata chiamare a casa, misurare pressione, chiamare l'ambulanza. In questo caso non si è reso necessario. Grazie dottoressa per il suo prezioso contributo!

C.

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Emanuela Giustra
5 ore fa

I giovani, nella vita odierna, sono delle sentinelle, da educatrice, mi fermo a osservarli e dico che sono meravigliosi.

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