Commerciante aggredito a Treviso, coinvolti tre ragazzi. CNDDU: “Segnale preoccupante”
- La Redazione

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Dopo l’episodio avvenuto in provincia di Treviso, il Coordinamento richiama il ruolo di scuola, famiglia e istituzioni nella prevenzione della violenza...

A seguito di un episodio di aggressione che ha coinvolto tre minorenni in provincia di Treviso, il CNDDU propone una riflessione sul rapporto tra devianza giovanile, responsabilità educativa e funzione preventiva delle istituzioni. Nel comunicato si evidenzia la necessità di rafforzare gli strumenti formativi e di collaborazione tra scuola, famiglia e territorio per promuovere la cultura della legalità.
"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime viva e motivata preoccupazione per il grave episodio di aggressione verificatosi in data 27 aprile 2026 a Mignagola di Carbonera in provincia di Treviso, che ha visto coinvolti tre soggetti minorenni responsabili di condotte violente reiterate ai danni di un esercente commerciale, con esiti lesivi documentati e successivi atti di danneggiamento aggravato.
La vicenda, per le modalità con cui si è sviluppata e per la reiterazione delle condotte, richiama direttamente l’attenzione sui principi fondamentali sanciti dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, che impongono la tutela inviolabile della persona, il rispetto dell’eguaglianza sostanziale e la protezione dell’integrità fisica e psichica. Al contempo, essa si colloca nell’ambito applicativo delle norme penali vigenti in materia di lesioni personali e danneggiamento, nonché delle disposizioni specifiche relative alla responsabilità penale del minore, disciplinata dal D.P.R. 448/1988, che orienta l’intervento giudiziario a finalità eminentemente educative e rieducative, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 27, comma terzo, della Costituzione.
Tuttavia, l’inquadramento giuridico del fatto, pur necessario, non appare di per sé sufficiente a cogliere la complessità del fenomeno. L’episodio evidenzia infatti una preoccupante difficoltà, da parte di alcuni adolescenti, nel riconoscimento dei limiti normativi e nella interiorizzazione delle regole di convivenza civile, elementi che costituiscono il presupposto stesso dell’ordinamento democratico. In tale prospettiva, il diritto non può essere inteso esclusivamente nella sua dimensione sanzionatoria, ma deve essere ricondotto alla sua funzione primaria di strumento di regolazione sociale fondato sulla responsabilità e sulla consapevolezza.
La condotta posta in essere, aggravata dalla reiterazione e dalla dimensione gruppale, sollecita una riflessione sul ruolo delle agenzie educative e sulla necessità di dare piena attuazione alle finalità dell’educazione civica, come ridefinite dalla Legge 92/2019, che individua nella conoscenza della Costituzione, dei diritti umani e dei principi di legalità uno dei cardini del percorso formativo. In tale contesto, l’educazione ai diritti non può ridursi a enunciazione formale di principi, ma deve tradursi in pratica quotidiana di riconoscimento dell’altro, gestione non violenta del conflitto e assunzione di responsabilità.
Appare altresì imprescindibile valorizzare il principio di corresponsabilità educativa, che trova fondamento nell’interazione tra scuola, famiglia e istituzioni territoriali, nonché nel ruolo delle forze dell’ordine, tra cui l’Arma dei Carabinieri, chiamate a operare non soltanto sul piano repressivo, ma anche in una prospettiva di prevenzione e presidio della legalità democratica. In questa direzione, risulta necessario rafforzare strumenti di intervento precoce e percorsi di accompagnamento che consentano di intercettare situazioni di disagio prima che esse degenerino in condotte penalmente rilevanti.
Il CNDDU ribadisce che la sicurezza e la dignità della persona costituiscono beni giuridici primari e non negoziabili, la cui tutela richiede un equilibrio tra certezza della risposta sanzionatoria e investimento strutturale nei processi educativi. Solo attraverso una visione integrata, che coniughi diritto, educazione e responsabilità sociale, sarà possibile prevenire il ripetersi di episodi analoghi e rafforzare la coesione civile".
di LA REDAZIONE



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