Tupini: "I figli sono l’ultima spiaggia, perché l’amore vero è presenza e non buone intenzioni"
- La Redazione

- 28 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 30 apr
Nel suo nuovo libro, la psicologa riflette sul rapporto tra genitori e figli e sul rischio di confondere l’amore con le buone intenzioni, ricordando che amare significa esserci davvero...

La psicologa Gabriella Tupini, volto noto sul web, è sempre molto attenta ad analizzare le dinamiche del rapporto tra genitori e figli. Nel capire l’origine delle fratture di questa relazione e nel tentativo di farne prenderne maggiore consapevolezza sia agli uni che agli altri. La consapevolezza, infatti, in alcuni casi è l’unico rimedio.
Nel suo nuovo libro “Come crescere figli sereni” racconta un breve aneddoto, i genitori credono sempre di amare nel modo giusto, ma è davvero così?
“Ricordo di un medico senza frontiere che aveva dedicato la vita agli altri in terre lontane, per giunta morendo in terre straniere, lasciando però i figli a casa senza padre. Mentre tutti osannavano la bontà di quest’uomo che si era adoperato per tutti, i figli erano invece molto arrabbiati perché per aiutare gli altri aveva trascurato loro. Le opere buone si fanno anzitutto ai figli, altrimenti non sono opere buone, sono voglia di evadere”.
Un racconto che mette a nudo una verità scomoda, essere genitori è prima di tutto responsabilità, è prima di tutto presenza. L’esempio riportato dall’esperta non è molto lontano dallo scenario contemporaneo nel quale viviamo oggi. Ogni giorno, infatti, assistiamo a scene nelle quali i genitori sono sempre più lontani dai figli, riducendo questo rapporto al minimo, schiacciati da impegni, distrazioni e priorità che spesso non lo sono davvero..
Essere un genitore non è solo un dovere da portare a termine, ma ha bisogno di mente, cuore, anima, voglia di conoscere chi abbiamo davanti anche se questo è nostro figlio. Non basta esserci fisicamente: occorre restare emotivamente presenti, disponibili, responsabili. “Per chi non avesse ancora compreso. Chi non ama i figli non ama il partner, gli amici, i genitori e così via. I figli sono l’ultima spiaggia, se non li amiamo non siamo capaci di amare, né loro, né noi stessi, né altri”, afferma Tupini.
In questa prospettiva, l’amore verso un figlio non è una possibilità tra le altre, né una voce dell’elenco delle priorità. È l’ultima spiaggia. È il luogo in cui si misura la nostra reale capacità di amare. Se veniamo meno lì, non è il mondo a tradirci ma siamo noi ad aver smarrito il senso più profondo delle relazioni, degli affetti, persino di noi stessi. Perché amare un figlio significa restare, anche quando sarebbe più facile andare via.
Per te, lettore che ci segui, nella tua esperienza di vita ti è mai capitato di accorgerti di essere stato poco presente con un figlio, o di aver sentito la mancanza di un genitore quando ne avevi più bisogno? Quando hai capito che l’amore, come ricorda Gabriella Tupini, non è un’idea astratta ma una presenza concreta?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri genitori e figli a riflettere e a non sentirsi soli.
di NATALIA SESSA




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Non ricordo se ero bambina o alle medie, nei miei pensieri,ma erano solo tali,avrei voluto essere morta per vedere se mia madre avesse pianto per me,pensavo anche di essere adottata perché evidentemente gia percepivo di non essere trattata da figlia,il che è tutto dire.
Lei ha avuto una vita in una famiglia borghese con una sorella più grande stra amata da sua madre mentre lei trattata come cenerentola,non mi ha mai menzionato come si rapportava suo padre con lei.
Sta di fatto che dopo tante angherie e derivazioni subite alle quali non ha voluto o saputo reagire a 36 anni si è sposato con mio padre, di origine contadina ma non per questo uomo stupido ma purtroppo debole, assistevo a…
Ho amato profondamente i miei genitori nonostante i loro limiti e i miei che succedeva si scontrassero ora mi mancano come l'aria che respiro ho 2 splendidi figli che chissà se un giorno capiranno tutti i sacrifici che ho fatto lasciando lavori per non lasciarli soli ed essendo sempre presente per tutte le loro necessità spero che un giorno mi apprezzeranno lascerei e ricomincerei altri mille lavori per non lasciarli soli
Ho sempre vissuto per i miei figli gli ho dato e fatto tutto quello che era nelle mie capacità nessuno ti puo insegnare a fare la mamma sono stata presente nonostante lavorassi tutto il giorno gli ho sempre o quasi risolto tutti i problemi almeno quelli di cui mi hanno portato a conoscenza ho costruito una casa con tanti sacrifici adesso non mi parlano quasi piu e loro due non si parlano. Che tristezza che amarezza chissa dove ho sbagliato di sicuro gli ho sempre dimostrato di esserci sempre e di amarli co tutta me stessa
Ho preferito andarmene quando mi sono accorta che non venivo apprezzata come madre per gli sforzi che avevo fatto e facevo per fare del mio meglio. La goccia che fece traboccare il vaso e spingermi alla scelta dura che ho fatto fu quando mi sentii dire da mia figlia: Possiamo fare tranquillamente a meno di te!
Mia madre è stata molto dura con me.Cercava 1 dialogo solo x saper a tutti I costi tutto d me,non x 1 reale esigenza. Non sapeva starmi vicino, lo faceva solo coi soldi, diceva che le costava sta cosa,intanto oggi che non c'è più, questa ed ancora altre cose costano a me.Avrei voluto qualche brava in più, infatti cerco approvazione ancora oggi.Ma soprattutto mi è mancata quando aspettavo le mie figlie, che inizialmente non accetto',e dovetti anche x questo al mio papà, con cui avevo 1 ottimo rapporto, ma c son cose in cui una figlia vuol proprio la sua mamma, ecco.Con lei ho recuperato alla fine,ma c son cose del passato che non riesco a lasciar andare.