Pellai e Papuzza: "Inutile e fuorviante contrapporre mondo reale e realtà virtuale". La realtà digitale al centro della seconda prova della Maturità 2026 ( Scienze Umane )
- La Redazione

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La traccia invita i candidati a superare la contrapposizione tra mondo fisico e virtuale analizzando gli scritti degli esperti. Agli studenti è richiesta una riflessione multidisciplinare su...

"Inutile e fuorviante contrapporre mondo reale e realtà virtuale, la seconda è ormai parte integrante della prima e l'ha profondamente cambiata." È uno dei passaggi più significativi del brano proposto agli studenti del Liceo delle Scienze Umane. Gli autori invitano a superare una distinzione che per molti anni ha accompagnato il dibattito sulle tecnologie digitali.
Un tempo, internet, social network e smartphone erano una dimensione separata dalla vita quotidiana; ora, invece, sono diventati componenti stabili della realtà nella quale adolescenti e adulti costruiscono relazioni, esperienze e identità. A questo si aggiunge un'alterazione profonda di come percepiamo il mondo e noi stessi: il testo proposto sottolinea come il digitale abbia mutato irreversibilmente il nostro rapporto con il tempo e con lo spazio, ridefinendo alla radice il nostro stesso senso identitario.
"Forse è meglio parlare di realtà digitale piuttosto che di realtà virtuale, perché virtuale sembra in contrapposizione a reale." La riflessione si spinge ancora oltre. Secondo Pellai e Papuzza il digitale costituisce una delle forme attraverso cui oggi la realtà stessa viene vissuta e interpretata, e non più come un’alternativa alla realtà.
Per questo motivo capire il mondo online significa comprendere una parte essenziale dell'esperienza contemporanea. Il testo inquadra inoltre la realtà come una vera costruzione culturale, un dispositivo invisibile capace di agire come una specie di "inconscio culturale", che ci fa percepire il mondo in un determinato modo senza che ce ne rendiamo conto.
"La realtà non sta ferma nella storia, cambia, il principio di realtà muta nel tempo." Un'affermazione che richiama il carattere storico e culturale dei cambiamenti sociali. Così come altre innovazioni hanno trasformato le generazioni precedenti, anche la rivoluzione digitale sta modificando il modo di comunicare, apprendere, costruire relazioni e percepire sé stessi. Per molti non è semplice riconoscere il digitale come parte integrante della realtà vissuta: questo cambiamento può suscitare spaesamento e alimentare atteggiamenti di rifiuto.
"Tale vera e propria rivoluzione sta suscitando reazioni opposte, fra entusiasmo e rifiuto, aspettative di progresso e diffidenze". È probabilmente uno dei punti più attuali dell'intera traccia. Da una parte c'è chi vede nella tecnologia opportunità straordinarie di conoscenza e partecipazione; dall'altra chi teme isolamento, dipendenza e perdita di relazioni autentiche. Gli autori in questo scenario invitano a prendere coscienza del fenomeno e a comprenderne la complessità.
"Si è aperto ormai da anni un nuovo campo di indagine." La rivoluzione digitale, spiegano gli autori, non riguarda soltanto la tecnologia. Psicologia, pedagogia, sociologia, neuroscienze, filosofia e diritto sono chiamate a interrogarsi sugli effetti di una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della vita umana. In questo vasto contesto di dialogo tra discipline diverse nessuno può vantare certezze assolute: ogni branca del sapere può solo provare a illuminare, con la propria lente, una singola faccia di quello che gli autori definiscono un "poliedrico diamante in ombra". È proprio questa complessità che il Ministero ha deciso di portare nella seconda prova delle Scienze Umane, chiedendo agli studenti di riflettere sul rapporto tra identità, crescita e mondo digitale.
di Leandro Castagna




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