Galimberti: "Abbiamo rinunciato alla felicità per un po’di sicurezza. Ma abbiamo ancora un sogno da realizzare?"
- La Redazione

- 2 ore fa
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Felicità, libertà e paura di osare: Galimberti riflette sul prezzo della sicurezza e sul significato più profondo dei sogni dimenticati...

“Abbiamo barattato un po' di felicità per un po' di sicurezza’ diceva Freud nei primi anni del Novecento. Un secolo dopo, di felicità se ne vede in giro davvero poca, mentre le leggi, le norme e i sistemi di sicurezza sono aumentati a dismisura. Risultato: la nostra libertà decresce”, attraverso tali considerevoli parole il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti esorta ad una profonda riflessione.
Dunque, abbiamo smesso di coltivare le nostre ambizioni, le nostre passioni, di esaudire i nostri sogni, pur di preservare quella sicurezza tipica di una civiltà il cui prezzo è l’assedio dell’anima, privandoci al contempo anche della felicità.
Per tale motivo preferiamo non osare, prediligendo quelle abitudini che ci rassicurano, non esponendoci ad alcun rischio o incertezza: “non riusciamo a evitare lo stress da lavoro perché in Occidente bisogna essere benestanti, le fatiche delle diete e delle palestre perché bisogna essere magri, i sonniferi perché bisogna dormire, i week-end fuori casa perché bisogna riposare”, così come spiegatoci molto dettagliatamente dal filosofo.
Per poter essere accettati occorre uniformarsi, rinunciando alla propria identità e raggiungendo livelli standard di benessere e di presentabilità: ciò che conta veramente non è chi siamo realmente ma solo come appariamo, curando morbosamente il nostro aspetto esteriore e trascurando, invece, quell’interiore.
Con il passare del tempo, pertanto, assistiamo ad una profonda metamorfosi: “siamo tutti funzionari di apparati i cui unici regolatori sono produttività ed efficienza, in un deserto di senso, per cui capire cosa ci facciamo al mondo è un’impresa ardua, che solo la routine del lavoro quotidiano attutisce”.
Ed allora l’appello è alla nostra forza: “Quanta ne abbiamo per cambiare il mondo? Sappiamo ancora guardare un cielo e scoprire le stelle nelle nostre città illuminate? Sappiamo ancora concederci il tempo nelle nostre giornate indaffarate? Disponiamo ancora di un orizzonte aperto e non murato dagli edifici di fronte? Abbiamo ancora un sogno che solo la nostra debolezza ci impedisce di realizzare? Davvero abbiamo barattato quasi tutta la nostra possibile felicità per un po’di sicurezza?”, questi gli interrogativi che Umberto Galimberti si pone senza alcuna esitazione ma anzi con grande forza e determinazione.
È importante, dunque, invertire la rotta, facendo riemergere una forza interiore che non immaginavamo neppure di possedere ma che ci permetterà di volgere lo sguardo oltre l’orizzonte, riscoprendo la bellezza di chi nella vita non ha mai smesso di lottare per realizzare se stesso, per esaudire i suoi sogni, perché “il sogno non è il luogo dove ci perdiamo ma il luogo dove torniamo a casa”.
Ognuno di noi merita di essere felice ed è per tale motivo che occorre concedersi del tempo per coltivare le proprie passioni, ambizioni, realizzando quei sogni che ci permetteranno di vivere intensamente e pienamente così da ritrovarci senza mai perderci.
E tu, lettore che ci segui, pensi davvero che si possa barattare la felicità in cambio della sicurezza? Per poter essere felici bisogna riscoprire la forza di chi nella vita non si è mai arreso e ha sempre lottato per esaudire i suoi sogni…e tu sei riuscito a realizzarli nonostante le difficoltà?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



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Anche se condivido in parte l'analisi penso che gli esperti di fama sono troppo pessimisti. Io ho avuto ed ho la fortuna di svolgere il lavoro per cui ho studiato e sono molto felice. Ho avuto problemi di salute per cui non è che sia andato tutto liscio, ma formandomi anche a livello religioso, grazie alla mia bellissima famiglia e con un bel po' di amici con cui coltivo rapporti profondi sono proprio felice ed appagato.