Galimberti: "Abbiamo rinunciato alla felicità per un po’di sicurezza. Ma abbiamo ancora un sogno da realizzare?"
- La Redazione

- 28 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Felicità, libertà e paura di osare: Galimberti riflette sul prezzo della sicurezza e sul significato più profondo dei sogni dimenticati...

“Abbiamo barattato un po' di felicità per un po' di sicurezza’ diceva Freud nei primi anni del Novecento. Un secolo dopo, di felicità se ne vede in giro davvero poca, mentre le leggi, le norme e i sistemi di sicurezza sono aumentati a dismisura. Risultato: la nostra libertà decresce”, attraverso tali considerevoli parole il filosofo, saggista e psicoanalista Umberto Galimberti esorta ad una profonda riflessione.
Dunque, abbiamo smesso di coltivare le nostre ambizioni, le nostre passioni, di esaudire i nostri sogni, pur di preservare quella sicurezza tipica di una civiltà il cui prezzo è l’assedio dell’anima, privandoci al contempo anche della felicità.
Per tale motivo preferiamo non osare, prediligendo quelle abitudini che ci rassicurano, non esponendoci ad alcun rischio o incertezza: “non riusciamo a evitare lo stress da lavoro perché in Occidente bisogna essere benestanti, le fatiche delle diete e delle palestre perché bisogna essere magri, i sonniferi perché bisogna dormire, i week-end fuori casa perché bisogna riposare”, così come spiegatoci molto dettagliatamente dal filosofo.
Per poter essere accettati occorre uniformarsi, rinunciando alla propria identità e raggiungendo livelli standard di benessere e di presentabilità: ciò che conta veramente non è chi siamo realmente ma solo come appariamo, curando morbosamente il nostro aspetto esteriore e trascurando, invece, quell’interiore.
Con il passare del tempo, pertanto, assistiamo ad una profonda metamorfosi: “siamo tutti funzionari di apparati i cui unici regolatori sono produttività ed efficienza, in un deserto di senso, per cui capire cosa ci facciamo al mondo è un’impresa ardua, che solo la routine del lavoro quotidiano attutisce”.
Ed allora l’appello è alla nostra forza: “Quanta ne abbiamo per cambiare il mondo? Sappiamo ancora guardare un cielo e scoprire le stelle nelle nostre città illuminate? Sappiamo ancora concederci il tempo nelle nostre giornate indaffarate? Disponiamo ancora di un orizzonte aperto e non murato dagli edifici di fronte? Abbiamo ancora un sogno che solo la nostra debolezza ci impedisce di realizzare? Davvero abbiamo barattato quasi tutta la nostra possibile felicità per un po’di sicurezza?”, questi gli interrogativi che Umberto Galimberti si pone senza alcuna esitazione ma anzi con grande forza e determinazione.
È importante, dunque, invertire la rotta, facendo riemergere una forza interiore che non immaginavamo neppure di possedere ma che ci permetterà di volgere lo sguardo oltre l’orizzonte, riscoprendo la bellezza di chi nella vita non ha mai smesso di lottare per realizzare se stesso, per esaudire i suoi sogni, perché “il sogno non è il luogo dove ci perdiamo ma il luogo dove torniamo a casa”.
Ognuno di noi merita di essere felice ed è per tale motivo che occorre concedersi del tempo per coltivare le proprie passioni, ambizioni, realizzando quei sogni che ci permetteranno di vivere intensamente e pienamente così da ritrovarci senza mai perderci.
E tu, lettore che ci segui, pensi davvero che si possa barattare la felicità in cambio della sicurezza? Per poter essere felici bisogna riscoprire la forza di chi nella vita non si è mai arreso e ha sempre lottato per esaudire i suoi sogni…e tu sei riuscito a realizzarli nonostante le difficoltà?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA




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Ci ho provato, 3 anni fa. Oggi ne ho 60, ma è come se fossero 600. Ha ragione il Maestro Galimberti. Ho provato a prendermi cura del Bambino che ho trascurato in nome del dovere e della "tranquillità" esteriore, senza capire, che,la " tranquillità " interiore è alla base di tutto. Il famoso senso della Vita,secondo me, è stare bene con se stesso. Guardarsi allo specchio ed essere orgogliosi di quello che hai fatto,quotidianamente, per Te e per gli altri. L'equilibrio è difficile da trovare, poiché i sensi di colpa,ti riportano nella gabbia del criceto. Almeno,così è stato per me. Ho smesso di Sognare, in nome della tranquillità, non c'è l'ho fatta, sto cercando di perdonarmi. Spero di riuscire. Tuttavia,cerco,…
Non è apparire perché con il tempo ti sei resa conto che il tempo lo hai dedicato ad a altri e il tempo non torna indietro
Io penso che la felicità sia fatta di attimi e non di cose , è un sentimento che non è durevole ma passeggero , non si può rincorrere ma solo vivere quando si presenta , perché benché tutti abbiamo a qualcosa , ad un nome, un titolo , un buon stipendio , una bella casa .. beh tutto ciò è solo un illusione , perché ciò che illumina l' anima è qualcosa che non si tocca con mani , ma che si sente quando ci attraversa .. quando trovi il coraggio di rialzarti dopo una brutta caduta , o riesci a sorridere guardando un tramonto , quando il cuore è in mille pezzi perché la vita ti ha tolto qualcun…
Non commento quanto detto dal Dottor Galimberti ma faccio riferimento al racconto biblico della creazione e della successiva cacciata dall'Eden spogliandolo del Divino, spogliandolo del trascendente, senza volere essere irriverente. L'uomo viveva in un mondo dove tutto pioveva dall'alto, aveva tutte le sicurezze possibili e immaginabili al prezzo della rinuncia ad ogni libertà. Per la libertà ha rinunciato all'Eden. Oggi gli uomini stanno percorrendo un cammino a ritroso con rinuncia della libertà e ricerca della sicurezza e dell'immortalità.
mi permetto di osservare che, nonostante l'ammirevole insegnamento del prof Galimberti, bisogna discernere tra diverse fasce di età perché se i sogni sono pane quotidiano per i giovani, o perlomeno lo sono stati, con l'avanzare dell'età subentra il desiderio di conservare più a lungo e meglio ciò che è rimasto da preservare a cominciare dall'integrità mentale. Il bagaglio di esperienze accumulate poi, in termini di gratificazione umana non solo professionale, è poi un altro importante fattore di stabilità, superati i 60. Da giovani si può sfidare tutto credendo di poter sbagliare per poi ricominciare da anziani si sfoglia l'album dei ricordi sapendo che le energie sono preziose quindi devono essere centellinate e spesso indirizzate prevalentemente alle necessità primarie. Sono d'accordo…