Alda Merini: “Chi ti conosce bene non ti fraintende mai. Quando gli altri ti capiscono nel modo sbagliato, non perdere tempo a giustificarti. Volta pagina e goditi la vita”
- La Redazione

- 27 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Quando qualcuno ci fraintende o ci giudica male senza alcun motivo, spesso giustificarsi non serve, ma occorre avere il coraggio di…

“Chi ti conosce bene non ti fraintende mai”: queste le significative parole utilizzate dalla poetessa e scrittrice italiana Alda Merini che offrono senz’altro ottimi spunti di riflessione.
Dunque, esistono persone che ci conoscono così bene da comprenderci al volo, senza troppe spiegazioni, perché capaci di andare oltre e di arrivare fin nel profondo della nostra anima: si tratta di quelle persone speciali che stanno al nostro fianco senza chiedere nulla in cambio, senza giudicarci o sindacare il nostro operato, ma anzi accettandoci per ciò che siamo realmente senza pretendere di cambiarci.
Ecco perché, in tali circostanze, le parole appaiono superflue e basta uno sguardo per capirsi, basta un attimo per ritrovarsi sulla stessa lunghezza d’onda così da far emergere una complicità ed un’intesa particolare.
Purtroppo ciò non si verifica molto frequentemente e spesso ci si ritrova ad essere giudicati ingiustamente, superficialmente, senza avere diritto di replica.
D’altronde è sempre più semplice giudicare che immedesimarsi ed ogni nostro comportamento può essere frainteso o interpretato in malo modo.
Ecco allora che in tale prospettiva appare considerevole riportare i versi della poetessa dei Navigli che in tale occasione esprime il suo pensiero in tal modo: “Quando gli altri ti capiscono nel modo sbagliato, non giustificarti. Volta pagina e goditi la vita. Perché chi ti conosce bene non ti fraintende mai”.
In una società come la nostra, nella quale si preferisce uniformarsi ed omologarsi piuttosto che differenziarsi, un giudizio negativo può diventare destabilizzante: le persone più sensibili, quelle che non hanno ancora piena consapevolezza di se stesse, tenderanno a giustificarsi oltremodo, pensando di ottenere così l’approvazione di chi continuerà a mettere loro in discussione, fraintendendo ogni comportamento.
Alle volte, infatti, qualsiasi spiegazione o giustificazione appare vana: per quanto ci si impegni nel cercare di essere compresi, ci sarà sempre qualcuno che si fermerà in superficie, giudicandoci frettolosamente e criticando ogni nostra scelta.
Il messaggio che vuole trasmetterci Alda Merini appare nitido e cristallino: quando qualcuno continua a fraintenderci o a giudicarci male senza alcun motivo, spesso giustificarsi non serve, ma occorre avere il coraggio di andare oltre perché non bisogna ricercare insistentemente l’approvazione altrui ma è importante avere maggiore consapevolezza di se stessi e del proprio valore.
Non dimentichiamo, infatti, che ci saranno sempre persone pronte a giudicarci, a criticarci, a sindacare il nostro operato, ma saremo noi a fare la differenza, non permettendo loro di ferirci, ma semplicemente voltando pagina e godendoci la vita, perché le persone che contano veramente, quelle che ci conoscono profondamente, rimarranno al nostro fianco e ci capiranno senza troppe spiegazioni e soprattutto senza mai giudicarci.
E tu, lettore che ci segui, pensi che spesso si venga giudicati male e frettolosamente ed in tal caso sia inutile giustificarsi oltremodo ma anzi sia più opportuno voltare pagina, godendosi la vita e lasciando che solo chi ci conosce veramente ci comprenda fin nel profondo?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA




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...detto francamente, l'opinione e il parere altrui, non lo ascolto nemmeno. Sono giunta alla conclusione, che se l'unico modo di esprimerti, è giudicare e opinare, significa che stai solo riversando su di me, il nulla...ergo, non ti sto neanche a sentire...e ovviamente, vado oltre.
Parole sante
Quello che loro pensano di me dice tanto di loro ma un c....o di me
Ho scoperto soltanto durante la pandemia la mia vocazione epistemologica, ma l'ho posseduta da sempre.
Fin da bambino ciò che destava la mia curiosità mi portava ad approfondirne la natura dell'argomento in causa, e tutte le volte che qualcuno mi ha rivolto una domanda, su un argomento da me conosciuto, la mia risposta generava più che un'informazione preziosa, il sottolineare l'ignoranza altrui, generando così astio e critica nei miei confronti, sentendomi additare in maniera negativa come un tuttologo e così via.
Persino in famiglia in giovane età quando capitava di argomentare mi veniva chiesto di smetterla e che non interessava nessuno.
Oggi a 60 anni di vita, ho la fortuna di avere degli amici, alcuni mi tollerano, altri mi apprezzano,…
Dipende dalla tua situazione, nella mia situazione posso dire che dopo aver passato una vita cercando di capire le altre persone senza avere mai lo stesso indietro,senza che le altre persone volessero mai capirmi,so che non cominceranno ora,bisogna proteggersi e chiudere i rapporti definitivamente con quelle persone altrimenti rischi che ti "rigirino la frittata" e poi continuino come prima.tutto dipende da chi hai davanti e da quanto tempo va avanti questa storia.io ho smesso semplicemente di parlarci soprattutto perché avevo a che fare con persone con cui non ci si poteva ragionare quindi cercare di farlo era inutile.e' passivo o passivo aggressivo difendere il proprio io e il proprio spazio da persone che non hanno mai voluto capirti o ti…