Tupini: "I figli vogliono solo essere amati". Chi non riesce ad amare spesso nasconde una ferita antica
- La Redazione

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Una riflessione profonda sul bisogno dei figli di sentirsi visti e su come l’amore mancato possa attraversare le generazioni...

In un mondo in cui si ricerca costantemente il consenso e l’approvazione degli altri, nel quale l’apparenza prevale sull’essenza, ogni genitore preferisce mostrarsi sempre perfetto, impeccabile, celando le proprie insicurezze e vulnerabilità, non accorgendosi alle volte di dedicare poco tempo ai propri figli, disinteressandosi di quello che provano e di come stanno realmente.
Spesso, infatti, “noi ci sentiamo al centro del mondo e non vediamo gli altri, per cui non vediamo le emozioni degli altri, non vediamo il dolore degli altri”, ed è proprio da tale assunto che parte la profonda riflessione della psicologa Gabriella Tupini.
“Noi non vediamo gli altri, noi non vediamo i figli, non vediamo se sono felici o infelici. Il fatto che noi non vediamo gli altri deriva dal fatto che non abbiamo visto i nostri genitori. E noi non vediamo i nostri genitori perché abbiamo un processo naturale che hanno tutti i bambini, per cui se i genitori ci fanno del male nell'infanzia, noi lo cancelliamo. Quindi possiamo anche dire che ci hanno fatto del bene, che ci hanno voluto bene. Possiamo raccontarci quel che vogliamo, perché non sappiamo quello che ci hanno fatto i genitori. Però la nostra vita dipende da quello, da quell'imprinting di bambini. Se non andiamo a vedere chi sono i nostri genitori, non riusciamo a capire niente di chi sono gli altri, perché abbiamo perduto la possibilità di guardare, non riusciamo più a vedere gli altri”, queste le significative parole utilizzate dalla psicologa per esprimere il suo pensiero in merito.
I figli, pertanto, necessitano di genitori capaci di amarli, di riconoscerli, di “vederli”: sentirsi visti, amati, apprezzati e desiderati, è l’unico modo per crescere serenamente e presupposto imprescindibile per diventare ben presto adulti maturi e consapevoli, capaci di dare e ricevere amore.
D’altronde amare incondizionatamente un figlio significa in primis prendersene cura, dedicandogli le giuste attenzioni, così da comprendere fino in fondo quali sono le sue passioni, ambizioni ed inclinazioni personali, permettendogli al contempo di esprimere al meglio le proprie emozioni e di avere accanto qualcuno che lo supporti e lo sostenga nei momenti più difficili.
Ma non sempre ciò si verifica e sembra non esserci spazio per le emozioni che vengono inevitabilmente considerate come marginali e di poco conto.
“Sento genitori che dicono: ‘I miei figli mi rifiutano, non mi chiamano mai’, e chissà perché. Perché non gli hai dato niente. Quello che volevano loro è essere amati, e questo raramente glielo diamo. Non è un fatto di colpe, perché non amiamo e non sappiamo amare perché non siamo stati amati a nostra volta. Però abbiamo messo al mondo degli infelici senza chiederci se era giusto o meno mettere figli al mondo. Sul perché i figli vengono su in certo modo, vengono su a seconda di come li abbiamo allevati noi”, in tal modo la psicologa Gabriella Tupini culmina la sua considerevole disamina.
I figli, pertanto, hanno bisogno di genitori che li amino profondamente e privarli di questo amore significa privarli sin da piccoli di un’infanzia felice: quell’amore tanto desiderato e non ricevuto non permetterà loro di crescere serenamente ed anche da grandi quelle ferite dell’anima spesso non riusciranno a rimarginarsi perché ci si sentirà ancora non desiderati e non voluti.
E tu, lettore che ci segui, pensi che ogni figlio per essere felice abbia bisogno di genitori presenti capaci di amarlo ed apprezzarlo per ciò che è realmente, dedicandogli le giuste attenzioni?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



.jpg)
.jpg)

















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Senz' altro sarà vero perché io ,ancora a 86 anni ,sono insicura di me stessa per risposte affettuosamente sbagliate dei miei genitori quando ero adolescente. Le loro risposte erano volutamente dette per non darmi troppa importanza,secondo loro,e quindi essere troppo sicura di me stessa. Io non li condanno perché erano tempi di grande capovolgimento nel rapporto genitori-figli.
Ho trovato in me caparbietà nel deciderete cose importanti e contraria do mia madre ma avendo la libertà di scelta da parte di mio padre. La cosa importante è stato aver amato ed essere amata dall'uomo giusto per me ed io per lui.Mi ha fatto credere in me stessa,mi ha incoraggiata,mi ha stimata,mi ha fatta sentire parte importante della nostra vita. A mi…
Si. Purtroppo è vero : se non si riceve amore poi non si è in grado di darlo perché nessuno ce lo ha insegnato.