Studentessa di 12 anni adescata online, un 29enne a processo. La madre scopre le foto intime della figlia
- La Redazione

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
I Carabinieri hanno identificato due adulti accusati di aver raggirato una dodicenne anconetana su Instagram. Mentre un sospettato campano ha già patteggiato, per il secondo...

Le indagini condotte dai Carabinieri hanno portato all'identificazione di due uomini adulti, accusati di aver agganciato e raggirato una ragazzina di appena dodici anni attraverso Instagram. Per uno dei due soggetti coinvolti, un venticinquenne residente in Campania, la posizione giudiziaria si è già chiusa in precedenza attraverso un patteggiamento.
Per il secondo, invece, lo scorso 8 giugno è iniziato il processo con rito ordinario presso il tribunale di Ancona. Si tratta di un ventinovenne di origini albanesi residente in Lombardia, il quale deve ora rispondere formalmente dell'accusa di adescamento di minore. I contatti illeciti, secondo i dettagli diffusi dall'agenzia di stampa Ansa, sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021.
A far scattare l'inchiesta dei militari dell'Arma è stata la madre della vittima, residente in un comune della provincia anconetana.
Notando da tempo atteggiamenti anomali, la donna ha deciso di sorvegliare la figlia, sorprendendola infine nel bagno della propria abitazione mentre si stava scattando delle fotografie intime. I genitori hanno immediatamente requisito il dispositivo elettronico utilizzato dalla ragazzina, scoprendo al suo interno le conversazioni tenute di nascosto con i due adulti, e si sono recati subito a sporgere denuncia.
Il mezzo per accedere alla rete e cadere nella trappola era un tablet, che la famiglia le aveva fornito in precedenza esclusivamente per lo svolgimento delle attività scolastiche.
Proprio su questo aspetto si è concentrata la deposizione del padre, ascoltato in aula durante la prima udienza del dibattimento, che proseguirà nelle prossime settimane con l'esame degli altri testimoni. L'uomo ha confermato davanti ai giudici il forte disagio manifestato dalla figlia in quei mesi: un mutamento di comportamento che l'aveva portata ad allontanarsi dal resto della famiglia e a isolarsi progressivamente in se stessa, assorbita dallo schermo di quel dispositivo.
di Leandro Castagna




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