Tupini: "Chi salva il mondo è sempre un bambino". Quando nella reciprocità il figlio fa emergere nell’adulto un lato diverso, buono e amorevole
- La Redazione

- 53 minuti fa
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"Quando si diventa genitori, non si fanno i conti solo con gli aspetti positivi di questo ruolo, ma soprattutto, con gli aspetti che l’adulto deve imparare a tollerare..."

"Il bambino ha una forma di amore nei confronti della madre, il suo bisogno è un amore, se noi glielo blocchiamo lui non amerà più”, dichiara la psicologa Gabriella Tupini. L’esperta in un suo intervento ci spiega l’importanza della reciprocità nei rapporti, soprattutto nel rapporto tra genitori e figli.
Continua: “La reciprocità non vuol dire uguaglianza di comportamenti o di sentimenti, ma di similarità. I nostri comportamenti, ma soprattutto i nostri sentimenti, devono essere basati sulla reciprocità”. Il concetto di similarità, parlando di rapporti in linea generale, non vuol dire che dovremmo amare sempre e nello stesso modo l’altro. Ma vuol dire che quando percepiamo un sentimento benevolo automaticamente la nostra risposta viene ingentilita anche quando dobbiamo affermare qualcosa di sgradevole. Dunque la reciprocità e la similarità dei sentimenti ci permettono di avere rapporti migliori in termini di qualità. Ritornando alla madre e al bambino, l’esperta afferma: “Chi salva il mondo è il bambino. Il salvatore del mondo è sempre il bambino o la bambina”.
Un bambino, infatti, nella maggioranza dei casi riesce, senza troppe strategie, a far uscire fuori dall’adulto un lato diverso, buono e amorevole. Ma quando si diventa genitori, non si fanno i conti solo con gli aspetti positivi di questo ruolo ma, soprattutto, con gli aspetti che l’adulto deve imparare a tollerare. Non dobbiamo mai dimenticarci che la madre, il padre prima di essere tali sono esseri umani con debolezze e vulnerabilità e, quando la responsabilità della cura diventa grande, queste possono emergere più facilmente. Infatti, continua Tupini: “Ci sono genitori che sono seccati dal comportamento molto dipendente dei figli, dei bambini piccoli soprattutto, perché continuamente cercano la mamma. Magari la madre è presa da problemi suoi, sta male, è ansiosa e non ha la pazienza o l'amore necessario per il figlio e allora può reagire male. Deve però pensare che al figlio dovrebbe una reciprocità, perché il bambino ha una forma di amore nei confronti della madre, il suo bisogno è un amore, se noi glielo blocchiamo lui non amerà più. Non amerà più nella vita e gli facciamo molto del male”.
Possiamo evitare questo? Secondo Tupini sì, semplicemente con la chiarezza di cui questo ruolo ha necessariamente bisogno: “Se non siamo in grado di badare a lui, dobbiamo almeno fargli capire che la colpa non è la sua. Perché in genere i bambini pensano che se i genitori non gli vogliono bene la colpa è loro e praticamente li condannate. Non sono dalla parte dei “figli contro i genitori”, perché i genitori sono stati a loro volta figli”.
I genitori affrontano l’esperienza da madre e da padre con il proprio bagaglio emotivo, in alcuni casi è più pesante ma bisogna evitare che questo peso venga traslato sul figlio, perché come afferma Tupini, “la parte debole è il figlio e va protetta”.
Per te, lettore che ci segui, quanto consideri importante la reciprocità nei rapporti, soprattutto in quello tra genitori e figli?
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di Natalia Sessa




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