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Gesù: “Dio chiama a lavorare nella sua vigna a tutte le età, sfugge ai nostri meschini calcoli umani ed agisce secondo la Sua giustizia e la Sua misericordia"

57 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Dio Padre chiama sempre, bisogna solo lasciarsi assumere, anche, all’ultima ora della propria esistenza, come il buon ladrone!

Di Don Vincenzo Carnevale

Dio chiama e manda a lavorare nella Sua vigna (Regno) a tutte le ore della giornata, a tutte l’età, sfugge ai nostri meschini calcoli umani ed agisce secondo la Sua giustizia e la Sua misericordia: le Sue vie ed i Suoi pensieri sovrastano i nostri, quanto il cielo la terra! Dio non è un padrone ma, Padre di tutti e di ciascuno. Egli ci invita a liberarci da ogni pretesa, gelosia, invidia e calcolo meschino per aprirci alla gioia della condivisione di quel poco che siamo ed abbiamo!

Il comportamento del padrone della vigna di dare a tutti, dall’assunto della prima ora, fino a quello, chiamato e mandato a lavorare all’ultima ora, contrasta con tutti i modelli retributivi di allora e di oggi! Del resto, che Dio la pensa diversamente dalla logica umana e che i Suoi pensieri e le Sue vie sono diverse dalle nostre, è affermato da sempre (prima Lettura), e Gesù lo rende comprensibile nelle Parabole del Regno: il seme gettato su tutti i terreni, il lasciare che la zizzania cresca insieme al grano, lasciare novantanove pecore e mettersi alla ricerca di una smarrita, nel proclamare e dire beati quelli che il mondo costringe al pianto...

Lo scandalo-reazione degli operai della prima ora, non si è fermato alla mentalità contemporanea di Gesù, ma è presente nel mondo di oggi e rispunta, qua e là, anche nella Chiesa. La contestazione e la rivendicazione degli operai della prima ora è molto peccaminosa non tanto perché reclamano il compenso maggiore, ma, perché si sentono equiparati a quelli dell’ultima ora i quali non hanno “sopportato come loro il peso della giornata e del caldo”! La stessa contestazione-opposizione l’ha ricevuta Gesù (Lc 4,24-30) dai Suoi, quando apre il Vangelo della salvezza ai pagani, alle genti, ai peccatori e ai pubblicani.

Particolare non trascurabile! È il padrone della vigna che va a ricercare i lavoratori, che stanno oziando in piazza, mentre quelli dell’ultima ora, sono ancora lì, perché “nessuno li ha presi a giornata”, perché non ritenuti idonei e produttivi! Sono gli “scartati” di ogni tempo! Insegnamenti e Conseguenze della Parola Nessuno deve sentirsi discriminato, abbandonato, condannato, perduto da parte di Dio, misericordioso e provvidente. La nostra relazione con Dio non può essere secondo la logica del contratto e della ricompensa: l’essere stato chiamato nella Sua vigna è già ricompensa da parte del Signore perché “essere assunto” è un Suo dono! Dio è Padre e la Sua giustizia è nella Sua infinita misericordia: Egli dona il premio, ciò che è giusto a ciascuno, non per contratto, ma, nella ricchezza della Sua misericordia per infondere e suscitare fiducia e speranza! Ogni ora è buona per il padrone: Egli chiama sempre, bisogna solo lasciarsi assumere, anche, all’ultima ora della propria esistenza, come il buon ladrone!

Il Vangelo mostra chiaramente la distanza tra i criteri dell’uomo e i criteri di Dio. Le attese e le previsioni dei lavoratori della prima ora sono completamente ribaltate e deluse. L’agire di Dio è così innovativo e completamente diverso rispetto al nostro, che può sembrare ingiusto e inaccettabile! Dio ci chiede di passare dalla logica del merito e delle pretese, a quella del dono e della gratuità. Tutto è dono Suo: la vigna, la chiamata, il lavoro, il caldo, la fatica, la stessa paga. La prima Lettura afferma che Dio si mantiene libero da ogni tentativo umano di catturarlo ed è accessibile solo nell’atteggiamento di fede che è ricerca e non sicurezza, è attesa e non manipolazione. Noi possiamo cercare Dio perché “si fa trovare” e perché ci sta cercando e lo possiamo invocare perché “è vicino”. Paolo nella seconda Lettura comunica tutta la sua gioia di appartenere a Cristo e di essere Suo Testimone e invita la Comunità a vivere la stessa esperienza di gioia per aver scelto Cristo e la esorta a “comportarsi in modo degno del vangelo di Cristo” e di seguirLo in un servizio umile ed obbediente. Paolo ci mostra che non solo è possibile, ma, anche è bello vivere così: confessando e professando: “Per me vivere è Cristo”!




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