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Bruzzone: "L'ascolto è forse la medicina più potente che esista. Sentirsi ascoltati davvero può cambiare un'intera traiettoria di vita"

51 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

"Spesso, quando vediamo una persona che all'apparenza non sembra avere bisogno di nessuno, questo atteggiamento potrebbe nascondere tutt'altro significato..."


“Ascoltateli, l’ascolto è forse la medicina più potente che esista. L’ascolto cambia la mente. Sentirsi ascoltati davvero può cambiare un’intera traiettoria di vita”. Con queste parole Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa forense, richiama l’attenzione sul bisogno di ascolto.

Si rivolge in particolare ai genitori, invitandoli ad ascoltare davvero i propri figli. Soprattutto durante l’adolescenza, si può credere di conoscerli fino in fondo, salvo poi scoprire emozioni e difficoltà rimaste nascoste. Continua Bruzzone: “Non parlo solo degli adolescenti, ma anche degli adulti. Fermatevi, ascoltateli. Hanno bisogno di voi anche quando sembra che siano il più lontano possibile”.

Spesso, quando vediamo una persona che all’apparenza non sembra avere bisogno di nessuno, questo atteggiamento potrebbe nascondere una realtà diversa. Mostrarsi “invincibili” può essere una forma di autoprotezione: anche chi sembra forte può avere bisogno di essere ascoltato. I carichi delle incombenze quotidiane e i pesi emotivi possono diventare difficili da sostenere, soprattutto per chi tende a farsi carico di tutto.

Questo vale per gli adulti, ma anche per gli adolescenti, che vivono emozioni e difficoltà che meritano attenzione. Continua Bruzzone: “Dovete saper leggere quella sofferenza in quelle parolacce, in quelle offese, in quell’isolamento”.

Bruzzone, in definitiva, invita a guardare oltre l’atteggiamento di chi vuole far credere di non avere bisogno di nessuno. È difficile e richiede coraggio, perché trovarsi di fronte a un adulto o a un adolescente poco collaborativo, che risponde male oppure si isola, non è affatto semplice da gestire. Eppure, anche dietro il comportamento più difficile può esserci una persona che merita di essere ascoltata.

Conclude l’esperta: “Hanno bisogno di essere ascoltati. Hanno una mente che non sanno governare. Dovete insegnargli a dare un nome a quello che provano, altrimenti li perderete per sempre”.

Lasciare un figlio, o qualsiasi persona, in balia delle proprie emozioni e dei propri sentimenti può aumentare il suo senso di solitudine. A volte basta anche solo sedersi accanto, senza parlare, per far capire all’altro che non è solo ad affrontare la vita. Un gesto semplice, che richiede la disponibilità a provare a comprendere ciò che l’altro sta vivendo.

E per i genitori può essere utile ricordare di cosa avevano bisogno durante l’adolescenza e quale adulto avrebbero voluto davvero accanto.

Per te, lettore che ci segui, quale adulto avresti voluto accanto durante l’adolescenza? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri genitori che ogni giorno affrontano le stesse sfide educative.



di Natalia Sessa

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