Oriana Fallaci: "È incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Eppure le sue ferite sono assai più profonde e pericolose, non guariscono e ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare"
- La Redazione
- 11 ore fa
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La maggior parte delle persone preferisce fermarsi in superficie ed è per tale ragione che spesso ci si convince, erroneamente, che il...

“È incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche”, con tali significative parole la giornalista e scrittrice italiana Oriana Fallaci coglie l’occasione per iniziare la sua ragguardevole disamina.
Dunque, in una società in cui l’apparenza prevale sull’essenza e nella quale la superficialità fa da padrona, sono davvero rare le persone sensibili ed empatiche, capaci ancora di immedesimarsi, così da comprendere fino in fondo il dolore altrui, soprattutto se si tratta di un dolore profondo come quello dell’anima.
La maggior parte delle persone, infatti, preferisce fermarsi in superficie ed è per tale ragione che spesso ci si convince, erroneamente, che il dolore, quello vero, sia solo quello fisico: ci si accorge, a stento, che una persona sta male quando la sua gamba si rompe oppure quando la sua ferita da arma da fuoco continua a sanguinare, mentre nessuno presta attenzione a chi ha il cuore a pezzi e non riesce a proferire una parola.
“Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”, in tal modo Oriana Fallaci continua la profonda ed importantissima riflessione.
Dunque, esistono ferire apparentemente invisibili agli occhi che però sono molto gravi e pericolose, ferite che non riescono mai a rimarginarsi e così ricominciano a sanguinare quando meno ce lo aspettiamo.
La sofferenza dell’anima, quella interiore, provoca un dolore così grande da non potersi paragonare a nessun altro dolore fisico: eppure, nella maggior parte dei casi, questa sofferenza non viene riconosciuta, non viene presa in considerazione, ma anzi sottovalutata o ignorata e chi ha più bisogno di cure ed attenzioni viene lasciato completamente da solo.
Ecco perché molto spesso chi soffre interiormente preferisce tacere, non riuscendo ad esternare un dolore che logora fortemente ma che nessuno è in grado di capire, di affrontare, di vedere: più semplice ignorare chi sta male, fingendo che tutto vada bene.
Ma il dolore dell’anima non può essere ignorato e chi sta male deve essere ascoltato, supportato, capito, perché quelle ferite meritano di essere curate, e potranno rimarginarsi solo quando permetteremo al nostro dolore di riemergere così da lasciarlo andare, finalmente riacquistando la nostra serenità e ritornando a sorridere senza aver più paura di star male.
E tu, lettore che ci segui, hai trovato lungo il cammino della vita qualcuno capace di capire il tuo dolore dell’anima senza ignorarlo o sottovalutarlo? Pensi che esistano ferire apparentemente invisibili agli occhi che però sono molto gravi e pericolose, ferite che non riescono mai a rimarginarsi e che ricominciano a sanguinare quando meno ce lo aspettiamo?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di Valentina Tropea




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