Crepet: “Perché tuo figlio resta chiuso in casa?”. La straordinarietà nasce quando trova il coraggio di mettersi in gioco, di fare nuove esperienze e rialzarsi dopo ogni caduta
Aggiornamento: 29 lug
Paolo Crepet riflette sulla mancanza di fiducia nei confronti dei propri figli e sulla condizione di troppa agiatezza nella quale vivono...

"Alcaraz o Sinner sono alieni? No, sono ragazzi come tuo figlio! Ma perché tuo figlio non fa un accidente e lui vince a Wimbledon?" Una critica pungente quella di Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, nei confronti dei genitori. L’esperto sottolinea la mancanza di fiducia verso i propri figli e la condizione di troppa agiatezza nella quale vivono.
L'esperto, durante una recente intervista, mette in evidenza una profonda contraddizione: i genitori, comodamente sdraiati sul divano, fanno il tifo per due giovani campioni come Sinner e Alcaraz, ammirandone la dedizione, il sacrificio e la passione. Accanto a loro, però, ci sono figli ai quali non viene trasmessa alcuna spinta a mettersi in gioco, a fare esperienze o a inseguire qualcosa di importante. Quegli atleti vengono ammirati, ma non indicati come possibili modelli da seguire, quasi che ai genitori andasse bene vedere i propri figli fermi e al sicuro al loro fianco. Continua, sempre in riferimento alla carriera di Sinner: "Perché non sarebbe potuto esserlo anche tuo figlio? Perché non fa il velista? perché non fa il viaggiatore? perché non se ne va in Alaska a vedere se c'è un posto di lavoro? Ma che ci fa a casa tua?".
Crepet sottolinea un fatto importante: la straordinarietà non accade per caso, ma è frutto di un lavoro quotidiano, di fatica, impegno e anche di delusioni.
Crepet fornisce una spiegazione forte sul comportamento dei genitori. I genitori sono consapevoli delle poche capacità che, secondo loro, avrebbero oggi i giovani, non perché questi ultimi non riuscirebbero davvero, ma perché non hanno neppure la spinta iniziale per provarci: "Non ci fidiamo di loro, questo è poco ma sicuro! Non ci fidiamo di loro, andiamo a prenderli a scuola... Un genitore una volta m'ha detto: «Ah, perché sennò chissà dove va!». Capito cosa pensiamo? Che tuo figlio sia così intelligente che non tornerebbe a casa ma andrebbe in Papuasia...".
Una vita troppo facile, troppo comoda, ma molto poco vissuta. Continuando di questo passo, non si permette loro di vivere esperienze. Alle meraviglie del mondo i giovani preferiscono restare chiusi in casa a ordinare una pizza. Neppure la possibilità di incontrarsi al tavolo di una pizzeria con gli amici, i compagni o i primi amori sembra riuscire a spingerli fuori di casa. Il parallelismo proposto da Crepet dovrebbe far riflettere: molti anziani, che in gioventù hanno avuto meno occasioni di svago e libertà, oggi continuano a uscire finché possono, mentre tanti giovani, pur avendo maggiori possibilità, sembrano rinunciarvi. Conclude, infatti, Crepet: "La pizza non la prende l'ottantenne, perché l'ottantenne, se ce la fa, va in pizzeria, perché è ancora un po' sano di mente. Perché con la sua meravigliosa moglie vanno lì a ricordarsi dei bei tempi e dicono: «Ti ricordi la prima pizza insieme?»".
E tu, lettore che ci segui, pensi che molti genitori, pur ammirando il talento e il coraggio dei grandi campioni, preferiscano tenere i propri figli al sicuro anziché incoraggiarli a mettersi alla prova? E perché tanti giovani, pur avendo maggiori possibilità, sembrano rinunciare a fare esperienze?
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di Natalia Sessa




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È vero,oggi i genitori non hanno fiducia nei loro figli,ma non perché pensano che non abbiano le capacità di fare le cose,ma perché i primi sono loro a non trasmettere il coraggio di osare nelle giuste regole. Avendo un'attività vedo tanti genitori che si comportano con i figli in maniera troppo apprensiva,che è giusto nei limiti. La rovina,per me, sono proprio i genitori. Ho due figli, ormai grandi,ma non sono andata mai ad accompagnarli a scuola da piccoli,tranne i primi giorni,poi andavano da soli. Il figlio maggiore dopo il diploma ha deciso di fare il militare volontario. Io più che felice. Sono andati via da casa appena maggiorenni. Gli si forma il carattere e imparano cosa è veramente affrontare la…