Schettini: In estate no compiti, meglio lavoretti con il nonno, lunghe chiacchierate e movimento all’aperto
- La Redazione

- 9 giu
- Tempo di lettura: 3 min
"Sembra assurdo che ad un giovane bisogna consigliare di muoversi, eppure la tecnologia negli ultimi anni ha ridotto notevolmente il tempo trascorso all’aperto tra partite..."

Per l’estate gli studenti possono lasciare libri, quaderni e penne da parte. Gli unici compiti da fare sono: lavori manuali, chiacchierate e un po di sano movimento. L’esperto di fisica Vincenzo Schettini decide di uscire fuori dagli schemi e rivolgendosi ai ragazzi afferma: “La scuola è finita. Vi do tre cose. Tre parole, ragazzi, che mi auguro veramente vi spingano in questi tre mesi”.
Molti esperti, soprattutto negli ultimi tempi, si sono interrogati spesso sul tema dei compiti per le vacanze, la platea è abbastanza divisa, ma certamente protrarsi per troppo tempo questi libri infiniti per poi concentrare tutto il carico nell’ultima settimana non è proprio il miglior modo per gestirli, tralasciando: il caldo, la scarsa voglia e il lento recupero degli studenti. A tal proposito l’esperto di fisica cambia il modo di pensare i compiti per le vacanze e renderli coinvolgenti e interattivi: “La prima: lavoretti. Se vi capita che qualcuno vuole una mano quest'estate, che sia un nonno, uno zio, ad esempio tuo nonno dice: “Vieni in campagna, dammi una mano che devo togliere l'erba” fatelo. Se vi capita che vi offrono di fare qualche lavoretto, io, ad esempio, vedo tanti ragazzi che fanno i bagnini, i camerieri. Fatelo ragazzi! Perché lavorare dà un senso a quello che si è, completamente diverso, ti cambia”.
I lavori manuali sono quelli che ti insegnano il sacrificio, la responsabilità, l’impegno e, in alcuni casi, i primi approcci con il denaro. Non è importante il tipo di attività, ma è importante esserci, concentrarsi e iniziare a porsi qualche domanda sul proprio futuro. “Seconda cosa: le lunghe chiacchierate. Le sedie di plastica, che sono quelle che c'abbiamo in estate in tutte le campagne. Fatevi lunghe chiacchierate seduti alla sedia di plastica con gli altri. In estate avrete molto più tempo per parlare, quindi fatelo”.
Il secondo consiglio di Schettini è forse anche il più semplice e, allo stesso tempo, uno dei più trascurati: parlare. Le lunghe chiacchierate estive con gli amici, con i nonni o con la famiglia permettono di confrontarsi, ascoltare punti di vista diversi e imparare qualcosa che nessun cellulare può insegnare. “Terza cosa importante: il movimento. Ragazzi, muovetevi! Che sia una passeggiata, che sia una partita di calcio, che sia un gioco sulla spiaggia... muovetevi, fate movimento”.
Sembra assurdo che ad un giovane bisogna consigliare di muoversi, eppure la tecnologia negli ultimi anni ha ridotto notevolmente il tempo trascorso all’aperto tra partite di pallone e tuffi in acqua. Ma per quale motivo Schettini sente l’esigenza di consigliare queste parole? Come abbiamo anticipato il timore dell’esperto è quello che la tecnologia rubi ai giovani l’estate e non solo, infatti conclude: “Se volete uscire dalla prigione del cellulare, queste sono le tre cose da fare. Se volete rimanere in quella prigione: benvenuti, in bocca al lupo, vi imprigionerà sempre di più, vi renderà sempre più schiavi. Non glielo permettete! Sfruttate l'estate per fare queste cose, ragazzi”.
E tu, lettore che ci segui, quale dei tre consigli di Schettini ritieni più importante per i ragazzi durante l'estate? I lavoretti, le lunghe chiacchierate o il movimento?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, credi che oggi i giovani riescano ancora a staccarsi quanto basta dal cellulare per godersi davvero l'estate?
di Natalia Sessa




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Condivido in pieno i 3 consigli del professor Schettini: praticità, empatia e movimento.....aggiungerei il guardarsi negli occhi....la gentilezza.....il saluto....il sorriso
Bravissimo professore!!! Saggi consigli!
Non solo i ragazzi sono schiavi ..questa mattina in spiaggia intorno a me tre donne stese al sole con il cellulare sempre in mano per due ore non hanno fatto altro che parlare e chattare...ognuna per conto proprio......ma cosa siamo diventati?..
Noooo, ai compiti in estate. Si lavora in classe, durante l'inverno, in maniera seria ed efficace. Condivido esperienze di qualsiasi tipo: movimento con passeggiate, escursioni, giochi organizzati, caccia al tesoro... Conversazioni con gente adulta. Gli anziani sono fonte inesauribile e preziosa, di esperienze, non lo scarto della società.... Si, anche a lavoretti di qualsiasi tipo, per far capire ai ragazzi che il ilavoro è sacrificio e anche fonte di guadagno per vivere... Non lasciare i ragazzi in ozio, noooooo ai cellulari, stanno rovinando grandi e piccoli,.Un appello alle famiglie, soprattutto ai genitori: non lasciate i figli da soli... Seguiteli con interesse, senza assillarli... Sono stata insegnante per 43 anni... a contatto con gli alunni e e inserita in un lavoro…
Ciao sono Antonella,mamma di 4 figli tra cui adolescenti, preadolescenti e una bambina...Sono d'accordo con l'idea del prof. in quanto vedo i miei figli sempre con i cellulari in mano... Infatti dico sempre loro d'uscire e x quest'estate i ragazzi devono anche lavorare...Io parlo con loro e non mi rispondono nemmeno...Sono schiavi del cellulare...