Schettini: "La vera forza non sta nell’arrivare prima, non siamo macchine perfette. Ogni passo può avere valore, se fatto con consapevolezza. E solo chi sa fermarsi, sa davvero vivere"
- La Redazione

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“L’illusione più pericolosa è quella di potersi comportare come strumenti: efficienti, infallibili, sempre attivi. Ma non siamo macchine. Non siamo la Ferrari. E non serve cercare di esserlo…”

“A furia di rincorrere mete future, perdiamo il presente sotto i piedi. Ogni passo accelera, ma nessuno si ferma a guardare dove si trova: e intanto la vita passa, senza che ce ne accorgiamo davvero. L’urgenza costante di arrivare da qualche parte sembra ormai una condizione abituale. La giornata è piena, i pensieri corrono, il corpo segue.
Non ci si interroga più sulla direzione, ma solo sulla velocità. Ogni spazio si riempie, ogni momento si consuma in fretta, come se la lentezza fosse un lusso inutile o, peggio, una colpa. Eppure, dietro questa fretta si nasconde una profonda inquietudine”, queste le significative parole del professore di Fisica Vincenzo Schettini grazie alle quali poter iniziare la sua profonda riflessione. Ecco allora che in una società come la nostra, nella quale predomina incontrastata l’idea di dover raggiungere risultati ottimali nel minor tempo possibile, sembra non esserci più tempo per assaporare ciò che si ha, tutto è dato per scontato e più si accelera più si diventa ciechi, incapaci di guardare il mondo con occhi curiosi e disincantati.
Ma “correre non significa solo muoversi rapidamente: significa farlo senza attenzione, senza ascolto, senza cura. Quando tutto è urgente, nulla è davvero importante. E così si vive come se ci fosse sempre qualcosa di più in là, più avanti, da raggiungere a ogni costo”.
Tuttavia, riuscire a raggiungere i propri obiettivi in tempi così rapidi e veloci spesso non è un merito ma si trasforma in una trappola.
Bisogna, per tale motivo, recuperare la qualità del tempo lento: quando si rallenta, infatti, si ha l’opportunità di apprezzare le cose belle che la vita ci pone dinanzi ogni giorno senza neppure accorgercene, riscoprendo il calore di un abbraccio o semplicemente l’intensità di un sentimento vissuto pienamente e profondamente. “L’illusione più pericolosa è quella di potersi comportare come strumenti: efficienti, infallibili, sempre attivi. Ma non siamo macchine. Non siamo la Ferrari.
E non serve cercare di esserlo. Quel modello è inadatto alla fragilità e alla profondità della condizione umana. La fretta disumanizza, la lentezza restituisce senso”, così come spiegatoci dal Professore di Fisica senza alcuna esitazione ma con grande forza e determinazione.
Ciascuno di noi, infatti, deve riscoprire la bellezza del tempo lento: bisogna, pertanto, scandire ogni attimo, ogni momento, rendendolo unico e vivendolo intensamente perché non siamo macchine perfette ma esseri umani che non devono aver paura di mostrare le proprie fragilità.
Il nostro valore non si misura dalla velocità in cui raggiungiamo i nostri traguardi ma dalla capacità di rialzarci dopo ogni caduta, risollevandoci e non facendoci travolgere da un mondo che ci vuole perfetti, performanti ma incapaci di cogliere il senso della vita.“La vera forza non sta nell’arrivare prima, ma nel sapere dove si è. Non si tratta di rallentare per fare meno, ma per vedere di più. Ogni passo può avere valore, se fatto con consapevolezza. E solo chi sa fermarsi, sa davvero vivere”, in tal modo Vincenzo Schettini conclude la sua ragguardevole disamina.
di VALENTINA TROPEA






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