Maria Rita Parsi: "Quando una coppia si separa, l’amore per i figli deve restare". Le parole che aiutano a non farli soffrire
- La Redazione

- 16 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 17 gen
Quando una relazione finisce, il ruolo di genitori resta: una riflessione che chiama gli adulti alle proprie responsabilità...

L’amore è un sentimento profondo, dalle mille sfumature, e coglierne la vera essenza è di fondamentale importanza. L’amore, come una stella polare, guida la nostra vita, permettendoci di provare emozioni uniche e incomparabili, trasformando la nostra esistenza che in tal modo sembra brillare di luce diversa.
Un sentimento così travolgente può però cambiare forma con il passare del tempo ed è importante imparare a gestire le proprie emozioni, non lasciandosi schiacciare dal dolore quando una storia d’amore finisce. “Quando l’amore fra coniugi si spegne, non è detto che la storia debba finire nella distruzione: può trasformarsi. L’amore che muore come passione di coppia può rinascere come affetto genitoriale, come forma diversa ma non meno intensa di cura e responsabilità.
Restare genitori significa compiere una vera metamorfosi affettiva: riconoscere che, anche se non siamo più partner, resteremo per sempre madre e padre dei nostri figli.
Serve coraggio per farlo, perché il dolore della separazione può rendere ciechi. Ma è proprio in quel momento che dobbiamo ricordarci che i figli non ci chiedono di restare insieme, ma di restare presenti, affidabili, coerenti. La maturità affettiva di due adulti si misura non da quanto riescano a non separarsi, ma da come scelgono di farlo”, con tali significative parole Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta italiana, presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus ed ex membro del Comitato ONU per i diritti del fanciullo, sottolinea quanto sia importante restare genitori, compiendo una metamorfosi affettiva, quando l’amore fra coniugi si spegne.
Se è vero, infatti, che l’amore fra due persone può anche finire, è altrettanto vero che quel sentimento può trasformarsi in qualcosa di ancor più profondo e radicato, riuscendo a rispettarsi vicendevolmente senza mai perdere lo status di genitori che, in quanto tali, devono garantire presenza, supporto e affidabilità ai propri figli, che richiedono agli adulti di riferimento di manifestare un’importantissima maturità affettiva. Avere piena consapevolezza che una storia può volgere al capolinea e al contempo, però, che non si smette mai di essere genitori, è un aspetto che merita un’attenta riflessione, evidenziando le difficoltà che possono riscontrarsi nel gestire emozioni così contrastanti soprattutto quando la rabbia sembra prendere il sopravvento.
Dunque gestire la separazione tutelando i propri figli significa in primis “scegliere consapevolmente di ‘separarsi con amore’, senza usare i figli come campo di battaglia o trofeo da conquistare. La tutela passa attraverso la continuità affettiva, il rispetto dell’altro genitore, la chiarezza dei ruoli e la capacità di costruire un’alleanza educativa anche dopo la rottura. È difficile, ma possibile, se si mette da parte l’ego ferito e si sceglie il bene comune: quello dei propri figli. Separarsi responsabilmente significa trasformare una ferita in occasione di crescita”.
Non bisogna mai dimenticare, infatti, che ciò che fa male ai figli non è la separazione ma la confusione ed è per tale motivo che bisogna sempre dire la verità, dimostrando con i gesti che nulla cambierà nel legame affettivo. Gli strappi emozionali si possono ricucire con presenza e costanza così da insegnare ai nostri figli la lezione più importante: e cioè che “l’amore può cambiare forma senza perdere valore”.
“Amare, anche quando l’amore di coppia finisce, è scegliere di non far soffrire chi abbiamo messo al mondo. È insegnare ai figli che l’amore può cambiare ma non deve mai perdere il cuore”, attraverso tali parole Maria Rita Parsi culmina la sua profonda riflessione.
Ogni bambino vive la separazione in maniera differente ed è per tale motivo che è fondamentale l’ascolto, ricordando sempre che i nostri figli non hanno bisogno di genitori perfetti ma coerenti e bisogna dimostrare loro che ci si può separare senza smettere di volersi bene.
Per te, lettore che ci segui, nella tua esperienza di vita, ti è mai capitato di attraversare una separazione o di viverla da figlio? In che modo l’amore di un genitore ti ha aiutato, o avrebbe potuto aiutarti, a non sentirti solo?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri genitori e altri figli a sentirsi compresi.
di VALENTINA TROPEA



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