Crepet: "Per essere felici devi finire in rosso". La frase che mette in crisi il nostro modo di pensare a successo e denaro
- La Redazione

- 14 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 29 gen
Nella vita bisogna aver dato più di quanto si è ricevuto, non dimenticando mai che la vera ricchezza è…

In un tempo in cui tutto sembra misurato in base a ciò che possediamo, Paolo Crepet dice una cosa che spiazza: per essere felici bisogna “finire in rosso”. Dare più di quanto si riceve. Alle volte non possediamo molto eppure le cose semplici, quelle invisibili agli occhi di molti, sono in grado di renderci immensamente felici, riempiendo il nostro cuore di gioia, così da vivere serenamente, apprezzando ciò che di bello la vita ci offre spesso inaspettatamente.
Alle altre, invece, abbiamo tutto eppure sembriamo essere molto infelici.
Il sociologo e psichiatra Paolo Crepet, alla luce di tale considerazione, sottolinea proprio come la ricchezza non renda felici. Ed allora si può essere ricchi anche senza danaro? A tale quesito Paolo Crepet risponde positivamente. Occorre, pertanto, coltivare la ricchezza del proprio cuore, preservando le emozioni pure e sincere, riscoprendo la bellezza dei gesti semplici, delle parole che donano speranza anche quando tutto sembra esser perduto.
“Il mio primissimo maestro, che è stato un armeno, mi diceva: ‘Guarda che anche un galeotto riesce a giocare a scacchi con l’ombra della grata’. Ed io non riuscivo a capire sta roba qua. Vuol dire che c’è sempre una speranza, anche quando non hai niente”, attraverso tali parole lo psichiatra continua la sua profonda riflessione.
Bisogna che le nuove generazioni comprendano fino in fondo come sia più importante conoscere che avere perché “la conoscenza ti fa crescere, l’avere ti può far anche star seduto. Hai due possibilità: navigare o guardare qualcuno che lo fa”, in tal modo Paolo Crepet culmina la sua ragguardevole disamina.
La vita ci offre delle opportunità per essere felici ma è nostro compito prenderci cura di ciò che conta veramente, non dimenticando mai che alcune ricchezze svaniranno col tempo mentre la ricchezza del nostro animo rimarrà per sempre.
Bisogna continuare a coltivare i propri sogni, valorizzando passioni ed ambizioni, non smettendo mai di perdere la speranza, credendoci sempre, perché ci sarà un’occasione migliore per riscattarci, per mostrare il nostro valore, perché la vita è imprevedibile e dopo ogni inciampo continuerà ancora a sorprenderci.
di VALENTINA TROPEA



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Magari dipende dal punto di vista.
Allo sguardo superficiale il messaggio profondo è sempre invisibile.
Per lo stesso sguardo diventa più importante l'avere che l'essere, il possedere invece che il conoscere, le cose invece che le persone.
Serve gettare parole come pietre addosso ad un'idea? Fa sentire meglio? Forse. È utile? mah...
Eppure, che ci si creda o no, nella storia dell'uomo uno dei personaggi più "famosi" al mondo non aveva un conto ma ha creduto con tutto sé stesso nell'intera umanità.
Storia diversa, stessa logica di base.
Poi ciascuno è assolutamente libero di fare le proprie scelte, siano di critica o di riflessione. Però, riflettendoci, alla fine i conti tornano, tornano sempre.
Mi sono divertito veramente a leggere il testo e a leggere in seguito i vostri commenti. Non per insulto, sia mai, ma nel capire come è in che modo chi mi sta' accanto analizza e decontestualizza il testo in base alla propria esperienza. Tecnicamente non ha torto lo psichiatra con l' articolo se ognuno trova un proprio equilibrio economico-sociale nella vita. Immagino che quello che voglia dire e sinceramente lo capisco profondamente è: vivi indipendente dal saper pianificare o meno le tue finanze, poiché prima o poi per quanto tu possa calcolare, comunque, ci sarà sempre un momento particolare che ti capiterà, il poterlo affrontare dipenderà da quando hai sottratto dal denaro o dal lavoro per spenderlo sulle relazioni.
La maggior parte di voi, non capisce cosa Crepet intende dire, certo che i soldi servono per condurre una vita agiata. Ma da soli, i soldi, non bastano per una vita che sia anche felice, i soldi un po' come le emozioni sono volutamente sopravvalutati, e questo oltre che distorcere la realtà, crea illusione e dipendenza soprattutto nelle nuove generazioni. Lavora con pace e la pace (felicità)arriverà attraverso il lavoro.
Che i bambini debbano stare più a contatto con la natura e i libri invece del cellulare e’ giusto, ma dire di stare in rosso è convinto questo signore che ha ragione
Cazzate. Provate a rimanere senza un soldo. Se va bene vi ignoreranno. Nella migliore delle ipotesi la vostra famiglia è condannata al naufragio.