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Recalcati: "Un figlio felice deve essere libero. Perché la famiglia non lega, ma scioglie"

Massimo Recalcati riflette sul rapporto tra genitori e figli: amare senza possedere, credere senza progettare, lasciare andare senza smettere di esserci...

Massimo Recalcati in un suo recente intervento  lo ritroviamo non solo nelle vesti di psicanalista ma soprattutto nelle vesti di padre. L’esperto ha ribadito più volte che il sentimento d’amore di un genitore verso il proprio figlio, deve eliminare ogni tipo di aspettativa, piccola o grande che sia, e ciò serve a preservarne prima di tutto la sua felicità.

A tal proposito dei suoi figli afferma:  “Non ho nessun progetto su di loro. Ho fede in loro, questo sì. Anche quando si sono presentati dei percorsi accidentati, ma in fondo ho sempre avuto fede”.  Dunque amare un figlio non nella somiglianza, ma nella fede. Credere in lui, nelle sue risorse e pensare che  l’unica sua missione di vita è rendersi felice. Il figlio è prima di tutto uno sconosciuto e se lo pensiamo come tale avremo capito il vero senso di questo legame. Un legame che nasce, si crea, si trasforma, si distrugge e si ricrea sempre tra le stesse mura. In una casa nella quale devono convivere sconosciuti che devono passare tutta la vita a conoscersi. Ma perché è così difficile questa convivenza?

A tal proposito Recalcati risponde: “Perché la famiglia non risponde alle leggi della natura, lo spermatozoo non è sufficiente ad istituire un padre, l'ovulo non è sufficiente a istituire una madre e il sangue, la consanguineità, non è sufficiente a istituire un legame di fratellanza, ci vuole uno sforzo di poesia sullo sfondo di un paradosso”.

Non basta il vincolo di sangue, per essere genitori, figli, fratelli o sorelle è necessario uno sforzo maggiore, è necessario essere disposti a creare le condizioni per andare avanti insieme. La famiglia è l’unico spazio nel quale entriamo ed usciamo senza il nostro volere per cui trovare un equilibrio all’interno di essa è necessario per il nostro benessere e il benessere di chi ci gravita attorno.

Tra l'altro, il legame familiare, ma soprattutto il legame tra genitori e figli, diversamente da quello tra amanti, per esempio, si compie definitivamente solo quando si scioglie, quando si consente al figlio, di essere libero, cioè di fare la sua esperienza nel mondo della vita, dei legami” conclude Recalcati. Pertanto, il legame familiare, genitori e figli, si può dire compiuto quando separa, scinde, disgrega le parti non quando si fonde rischiando di diventare una cosa sola, soffocando in questo modo desideri e passioni individuali. 

Per te, lettore che ci segui, nella tua esperienza di vita, ti è mai capitato di sentire il peso delle aspettative di un genitore, oppure di portarle tu stesso verso un figlio? Quando hai capito che amare davvero significa credere, senza pretendere?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri genitori e figli a riflettere e a non sentirsi soli.



di NATALIA SESSA

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