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Tupini: "L’autostima di un bambino dipende solo dai genitori". Gli insuccessi non lo rendono meno intelligente

Gabriella Tupini spiega come nasce l'autostima nei bambini e come possono agire i genitori davanti ai suoi successi o insuccessi...

La psicologa, Gabriella Tupini, capovolge quanto affermato in una nota rivista Francese dal titolo “Avantages” secondo la quale esistono alcune regole precise per restituire la stima ai bambini. Anche in questo caso, come in molti altri interventi, l’esperta rappresenta la voce di tutti quei figli cresciuti con il falso mito che portare a casa più medaglie voleva dire anche essere più bravi.

Nella rivista, tra i diversi consigli ai genitori, emerge: “Per evitare che si scoraggi, se l'obiettivo è impegnativo si può aiutare il bambino a tagliare il traguardo attraverso alcune tappe. Se, ad esempio, ha 4 in matematica, è irrealistico pretendere un 8 a breve termine. È invece più facile che riesca ad arrivare al 5 la volta successiva, al 6 quella dopo ancora e al 7 alla terza prova per raggiungere l'8 alla quarta”. Questo consiglio potrebbe sembrare in prima istanza quello più opportuno, ma Tupini afferma: “Perché deve avere 8 in matematica? Non sarebbe meglio dirgli che basta la sufficienza per essere promosso? Anche se non ce l'ha la sufficienza pazienza, ce la farà l’anno prossimo. O i suoi genitori devono vantarsi con gli amici di avere un figlio bravo?”.

Le parole dell’esperta pongono l’attenzione dunque sulle aspettative dei genitori, sul mostrare le capacità del figlio quasi come se fossero un trofeo. Ma l’autostima è ben lontana da tutto questo, si costruisce su basi solide, su presenza costante, non su complimenti  occasionali.

Infatti, dichiara Tupini: “L’autostima del bambino dipende solo dai genitori, se si interessano al bambino, se ci tengono affinché lui impari a esplorare gli spazi, ad esempio gattonando, se lo aiutano ad alzarsi in piedi, se  valorizzano le sue piccole conquiste, di parole e di movimenti. Se spesso lo abbracciano e baciano. In parole povere se lo amano". Per cui va bene attenzionare le piccole conquiste, ma solo questo non  basta, altrimenti nel figlio verrà alimentata l’idea che il suo valore si basa esclusivamente sul raggiungimento di obiettivi. Ma prima dei risultati c’è la persona.  

Continua l’esperta: “secondo gli studiosi la bassa autostima deriva da: 1 dalla mancanza di regole invariabili da rispettare nel contesto domestico; 2 dall’eccessiva rilevanza data agli errori e alle debolezze del bambino; 3 dal distacco affettivo dei genitori”. Secondo la psicologa soprattutto i punti 1 e 3 non riflettono i veri bisogni del bambino perché: “quando un bambino sta male o ha difficoltà gli psicologi dicono alla madre che ha avuto troppo poche regole. Ma davvero si può credere che un bambino impaurito stia così male perché ha poche regole?”. Per Tupini, bisognerebbe prima puntare un riflettore sull’operato dei genitori e solo successivamente sull’emotività del bambino. Anche perché il “distacco affettivo”, è una scelta e ci si può lavorare ma solo se alla base  sussiste un amore viscerale nei confronti dei propri figli.

Per te, lettore che ci segui, quanto hanno influito le aspettative dei tuoi genitori sulla tua autostima? Ti è mai capitato di pensare che i risultati raggiunti avrebbero potuto far accrescere il bene dei genitori nei tuoi confronti?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo per cambiare direzione.


di NATALIA SESSA

20 commenti


Ospite
24 mar

Tutto e strano,i miei genitori non erano fieri di me ,non mi lodavano anzi ho perso mio padre quando avevo 17 anni ,mi dovevo prendere cura di mia madre ....ed ecco mi qua!senza psicologi ,senza psichiatri.Non capisco cosa mancha a nostri ragazzi per essere felici(?)

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Ospite
10 mar

Devastante. Non ebbi mai genitori che creassero in me un senso di autostima. Anzi mi hanno distrutto. Risultato fu che sviluppai depressione e crisi psichiche che a 20 anni mi portarono a nutrirmi di psicofarmaci. Purtroppo loro avevano avuto meno di me.

Modificato
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Emma
09 mar

Credo di aver avuto fortuna i miei genitori erano orgogliosi di me. Ero una bambina adolescente brava ma il messaggio era ...cerca di stare bene studua quanto e necessario e se ti piace.

Ho sempre fatti attivita extrascolastiche e ad oggi sono Laureta e mamma.

Non erano genitiru perfetti ma ci sono sempre stati.

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Ospite
09 mar
Risposta a

Scusate gli errori ma ho scritto di getto e senza occhiali

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Cristina
07 mar

Questo articolo è azzeccatissimo per la situazione che ho vissuto io. Un padre totalmente assente e una madre crudele e anaffettiva. Ha violato tutti i miei confini, i miei no, ha ignorato ogni mia richiesta e minimizzato, e ridicolizzato, le mie emozioni. Non ne ha fatta una giusta. E, infine, ha scaricato tutte le sue frustrazioni su di me. Purtroppo, difendermi con gli strumenti che avevo a disposizione, mi ha resa incompleta e, oggi, porto il peso di troppe mancanze. Avevo tutto il diritto, per il fatto di esistere, che l'amore, la presenza e la protezione mi venissero donati senza condizioni.

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Ospite
07 mar

Non so se i miei genitori avessero delle aspettative su di me, certo è che no hanno fatto molto per capire quali fossero le mie aspirazioni, i miei desideri, e non hanno cercato di scoprire i miei talenti! Mi hanno considerata una persona poco intelligente perché non portavo a casa dei massimi voti!

Diciamo che a mio padre proprio non i teressava molto, e mia madre prevedeva per per me un lavoro che potesse aiutare la famiglia, e poi un buon matrimonio!

Anni veramente difficili per me! Da dimenticare!

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