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Maria Rita Parsi:“I veri maestri sono quelli che stimolano i loro allievi a superarli, riconoscendone l’autentico valore, spingendoli ad andare ben oltre,pur tenendo conto degli insegnamenti ricevuti"

“I veri maestri sono perennemente allievi, pronti a ricercare e ad andare a lezione dai proprio allievi…”

Esistono persone capaci di lasciare un segno indelebile nella nostra vita, persone che ricordiamo piacevolmente e che cambieranno la nostra esistenza per sempre: si tratta di figure di riferimento che svolgono una funzione fondamentale ed impareggiabile.

Ciascuno di noi, infatti, nel riportare alla mente alcuni vecchi ricordi, non può che rammentare quei maestri che hanno svolto adeguatamente e congruamente non solo la loro funzione educativa ma anche e soprattutto la loro funzione di supporto e di guida, indicando ai loro allievi la strada giusta da percorrere.

D’altronde gli adulti di riferimento, in qualità di educatori, svolgono un’importantissima funzione pedagogica che implica senz’altro grande responsabilità, presenza costante e tanta dedizione.

Ed allora quali sono le caratteristiche intrinseche che un insegnante deve possedere perché possa essere definito un bravo maestro?

Per poter rispondere adeguatamente a tale quesito è opportuno richiamare alla mente il pensiero della psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi che, inaspettatamente, alcune settimane fa ci ha lasciati.

“I veri maestri sono sempre e soltanto quelli che stimolano i loro allievi a superarli, riconoscendone l’autentico, originale, personale valore, spingendoli ad andare ben oltre, pur tenendo conto degli insegnamenti che proprio quei maestri hanno dato loro. E anzi aiutandoli a migliorare, approfondire, perfezionare, perpetuare e, perfino, trasformare creativamente l’opera da loro iniziata”, queste le significative parole della psicologa e psicoterapeuta italiana che meritano di essere menzionate al fine di mantenere vivo il ricordo di chi ha dedicato l’intera esistenza alla difesa dei diritti dei bambini.

Solo un buon maestro, pertanto, è in grado di riconoscere l’autentico valore del suo allievo, stimolandone l’apprendimento, motivandolo e spingendolo ad andare oltre, così che lo studente possa superare i suoi limiti, alla luce degli insegnamenti ricevuti.

Il buon insegnante, infatti, abile nel riconoscere il talento e le qualità dei suoi studenti, esorta sempre questi ultimi a migliorarsi, coinvolgendoli e gratificandoli per l’impegno profuso ed i risultati raggiunti, modulando correttamente la sua autorevolezza.

Non dimentichiamo, pertanto, che “i veri maestri sono perennemente allievi, pronti a ricercare e ad andare a lezione dai proprio allievi”.

Ecco allora che ogni maestro può trasformarsi in un allievo così come ogni allievo può diventare un maestro: si tratta di un interscambio continuo che consente un reciproco arricchimento, riconoscimento e miglioramento, perché nella vita non si smette mai di imparare e siamo tutti maestri ma al contempo allievi.



di VALENTINA TROPEA

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