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Tupini: "I figli sono l’ultima spiaggia, perché l’amore vero è presenza e non buone intenzioni"

Aggiornamento: 19 gen

Nel suo nuovo libro, la psicologa riflette sul rapporto tra genitori e figli e sul rischio di confondere l’amore con le buone intenzioni, ricordando che amare significa esserci davvero...

La psicologa Gabriella Tupini, volto noto sul web, è sempre molto attenta ad analizzare le dinamiche del rapporto tra genitori e figli. Nel capire l’origine delle fratture di questa relazione e nel tentativo di farne prenderne maggiore consapevolezza sia agli uni che agli altri. La consapevolezza, infatti, in alcuni casi è l’unico rimedio.

Nel suo nuovo libro “Come crescere figli sereni” racconta un breve aneddoto, i genitori credono sempre di amare nel modo giusto, ma è davvero così?

Ricordo di un medico senza frontiere che aveva dedicato la vita agli altri in terre lontane, per giunta morendo in terre straniere, lasciando però i figli a casa senza padre. Mentre tutti osannavano la bontà di quest’uomo che si era adoperato per tutti, i figli erano invece molto arrabbiati perché per aiutare gli altri aveva trascurato loro. Le opere buone si fanno anzitutto ai figli, altrimenti non sono opere buone, sono voglia di evadere”.

Un racconto che mette a nudo una verità scomoda, essere genitori è prima di tutto responsabilità, è prima di tutto presenza. L’esempio riportato dall’esperta non è molto lontano dallo scenario contemporaneo nel quale viviamo oggi. Ogni giorno, infatti,  assistiamo a scene nelle quali i genitori sono sempre più lontani dai figli, riducendo questo rapporto al minimo, schiacciati da impegni, distrazioni e priorità che spesso non lo sono davvero..

Essere un genitore non è solo un dovere da portare a termine, ma ha bisogno di mente, cuore, anima, voglia di conoscere chi abbiamo davanti anche se questo è nostro figlio. Non basta esserci fisicamente: occorre restare emotivamente presenti, disponibili, responsabili. “Per chi non avesse ancora compreso. Chi non ama i figli non ama il partner, gli amici, i genitori e così via. I figli sono l’ultima spiaggia, se non li amiamo non siamo capaci di amare, né loro, né noi stessi, né altri”, afferma Tupini.

In questa prospettiva, l’amore verso un figlio non è una possibilità tra le altre, né una voce dell’elenco delle priorità. È l’ultima spiaggia. È il luogo in cui si misura la nostra reale capacità di amare. Se veniamo meno lì, non è il mondo a tradirci ma siamo noi ad aver smarrito il senso più profondo delle relazioni, degli affetti, persino di noi stessi. Perché amare un figlio significa restare, anche quando sarebbe più facile andare via.

Per te, lettore che ci segui, nella tua esperienza di vita ti è mai capitato di accorgerti di essere stato poco presente con un figlio, o di aver sentito la mancanza di un genitore quando ne avevi più bisogno? Quando hai capito che l’amore, come ricorda Gabriella Tupini, non è un’idea astratta ma una presenza concreta?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri genitori e figli a riflettere e a non sentirsi soli.




di NATALIA SESSA

47 commenti


Ospite
24 gen

Ne ho una in prima persona il padre dei miei figli è andato via da casa senza una spiegazione, il grande aveva undici anni e la piccola otto. Si fa sentire solo x fare la vittima, nn kiede mai a voi come và, voi come state... Nn è così Ke si deve comportare un papà. Mia figlia un giorno mi disse: mamma non tutti gli uomini nascono per fare i papà. Ho visto in lei una maturità....


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LadyDisaster74
24 gen

Ogni giorno mi chiedo se faccio abbastanza per i miei figli. La risposta è che faccio quel che posso. Certi giorni è abbastanza e altri no. È un sottile equilibrio. Ma come genitore mi chiedo spesso se loro percepiscono l'amore che provo per loro e se quello che abbiamo costruito insieme in questi anni faticosi (il maggiore ha 11 anni, il piccolo 6 e io 51) sarà abbastanza per farci superare le tempeste inevitabili della vita, in primis l'adolescenza che sta facendo capolino.

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Ospite
21 gen

Inutile dire e scrivere fiumi di parole non siamo dei cloni gli uni degli altri esistiamo per un dna di base ognuno diverso .....con una Nonna nata classe 1870 analfabeta con 5 figli ...di cui uno mio padre con 11 figli, in scala sono la nona, con 2 figli anche con ingegneri in famiglia ad oggi vi giuro preferisco di gran lunga Lei! Conclusione....ma dove erano i grandi enormi problemi genitori figli e Viceversa che abbiamo oggi? Tutto da Rifare...meditiamo gente meditiamo!

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Ospite
20 gen

Anche io la penso cosi

Amare e donarsi senza far pesare niente a nessuno: figli marito genitori e anche amici

Per me questo e il vero amore

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Ospite
20 gen

A volte è difficile continuare a essere buoni genitori, quando i figli escono di casa e (grazie a Dio) si fanno la loro famiglia e costruiscono il loro futuro. È difficile perché di botto, senza che neanche ti rendi conto, cadi in un profondo vuoto affettivo. Vorresti semplicemente avere ancora qualche momento di intimità con loro, non per interferire nella loro vita. Solo poter sentire che ancora sei importante ... Anche solo avere un hobby in comune, per es. O comunque momenti dedicati ... Forse questa è immaturità, non so .... Forse è perché vorrei ancora avere la mamma vicino, perché anche io ho bisogno di sostegno. Non so se questo vuol dire non amare ....

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