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Tupini ai genitori: "Se i figli non li amate per quello che sono, chi li amerà?" L’amore conta più della posizione sociale

La riflessione di Gabriella Tupini sul rischio di confondere l’amore genitoriale con risultati, prestazioni e aspettative sociali...

Alcuni consigli rivolti ai genitori, anche quando sembrano ben intenzionati, possono risultare fuorvianti nella crescita dei figli. A sottolinearlo è la psicologa Gabriella Tupini, che invita a riflettere su come spesso l’amore venga confuso con la prestazione. In particolare si sofferma su tre situazioni emerse da un articolo pubblicato su una rivista francese. La prima riguarda il riconoscimento dei successi: “Per rafforzare la memoria dei successi può essere utile creare un "calendario dei successi", sul quale annotarne uno ogni settimana perché sia immediatamente visibile”.

L’esperta in merito non è d’accordo, perché un figlio non può e non deve crescere con l’unico obiettivo di collezionare successi, non è una macchina di produzione, infatti afferma: “Perché mai deve collezionare successi? Senza successi non vale? Perché trasmettergli falsi valori? Dunque lui di per sé non vale, vale solo se conquista delle posizioni?”. Il secondo consiglio riguarda l'approvazione, nella rivista scrivono: “Il rafforzamento positivo nei confronti del bambino che si ottiene anche con piccole cose: "Bella questa pettinatura", "Il tuo zaino è molto più ordinato di una volta"…Però bisogna evitare di sovrastimare le sue capacità: dirgli in continuazione "sei un genio", rischia di essere controproducente”.

Ma l’esperta sull’argomento pone una domanda profonda a tutti i genitori e dichiara: “Ma i figli non si amano anche se non hanno grandi risultati? Se non li amate voi per quello che sono chi li amerà?”. Nelle risposte a queste domande si racchiude il vero senso di essere genitori.  

I genitori, infatti, devono esserci, devono amare i figli anche se non rispecchiano l’immagine che  avevano creato di loro. Anche se le aspirazioni e le ambizioni dei figli non camminano parallelamente a quelle della madre o del padre. Infine, nell’ultimo punto della rivista si legge: “ La buona riuscita a scuola non sempre va di pari passo con le capacità di ciascuno: Einstein (giudicato uno studente mediocre dai suoi professori) ne è l'esempio. Quindi, per preparare un bambino alla vita, è bene fargli coltivare i suoi talenti e le sue passioni, senza pregiudizi: preferite che vostro figlio diventi un ottimo cuoco o un pessimo medico?”.

La risposta a questa domanda, secondo Tupini, dovrebbe essere da parte di ogni genitore: “Preferisco che diventi una persona gaia e amabile, non deve diventare “qualcuno”. In conclusione, secondo Tupini, i bambini crescono “male” perché crescono modellandosi in base alle aspettative dei loro genitori e della società, mentre, il loro vero sentire viene messo spesso da parte. Ma è importante che qualcuno gli spieghi che non è necessario che vincano, che la vita non è una gara e che a prescindere dalla strada che loro prenderanno, a prescindere dal lavoro più o meno prestigioso che decideranno di svolgere, a casa ci sarà sempre qualcuno che li amerà profondamente.

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di NATALIA SESSA

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