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Recalcati: "Senza i no non nasce il desiderio". Educare i giovani è una questione di limiti

Saper dire no è una delle prove più difficili dell’educazione. Massimo Recalcati spiega perché i limiti sono fondamentali per far nascere il desiderio e aiutare i giovani a crescere

Essere insegnanti o genitori significa assumersi una responsabilità che spesso fa male. Educare vuol dire cercare ogni giorno un equilibrio tra ciò che è giusto e ciò che fa soffrire meno, ma non sempre questo equilibrio è possibile.


È proprio in questi momenti che, secondo Massimo Recalcati, l’educazione mostra il suo volto più difficile: “Un educatore è obbligato a esercitare il potere, è obbligato a dire dei no”. Nell’obbligo c’è un dovere, una necessità, un’imposizione che deve essere portata a compimento, ma non c’è una situazione di piacere. Il senso più profondo che muove insegnanti e genitori è il futuro dei loro giovani, è il senso che fa dire loro: “Ho il dovere di dirti no e per questo soffro, ma so che questa cosa può nuocerti. E anche se non la capirai adesso, in un futuro questo sarà per me motivo di orgoglio e per te motivo di crescita”.

Infatti afferma l’esperto: “ Un maestro o una maestra devono dire dei no, ma non godono quando dicono no. Non esercitano un potere, lo fanno controvoglia”- come se dentro di loro dicessero - “lo devo fare, “lo faccio, dico no,  ma lo dico perché tu possa desiderare”.

La forza che spinge chi ha già esperienza del desiderio, come insegnanti o genitori, è quella di far desiderare a loro volta, perché sanno che questo rappresenta il vero motore della vita. È il desiderio che permette ad un giovane di immaginare, sognare, sperare, lottare e raggiungere. Senza tutto questo  si va incontro ad una vita piatta o ancora peggio ad una vita nella quale si dovrà essere sempre guidati in ogni singolo passo, perché incapaci di prendere decisioni in autonomia. Ma questo desiderio come può essere stimolato?

Applicando il concetto dell’esperto nel quale si negano le possibilità ma si forniscono i mezzi per far attivare curiosità e capacità nei nostri figli o alunni. È un concetto difficile per chi ha in mano il potere ma allo stesso modo permette di dire: “proprio perché non puoi sapere tutto il sapere, puoi conoscere. Proprio perché non hai tutto, non puoi avere tutto, non puoi essere tutto, puoi desiderare” questo, conclude Recalcati: “Serve non a mortificare la vita ma ad accendere il desiderio”.



di NATALIA SESSA

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