Crepet: “Non inseguire nessuno. Restano solo le persone che sentono il bisogno di esserci davvero, non quelle che rispondono per abitudine, cortesia o comodità. Chi sente la tua mancanza non scompare"
- La Redazione

- 1 giorno fa
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“Nei rapporti sani nessuno deve dimostrare di meritare affetto. Il legame si costruisce perché entrambe le persone si riconoscono, si scelgono, si avvicinano. L'amore, nelle sue forme più autentiche, non nasce da un inseguimento interminabile, ma da due persone che si…”

Instaurare legami autentici appare oggi più che mai condizione imprescindibile per poter raggiungere una stabilità emotiva, così da comprendere fino in fondo quali siano davvero le relazioni interpersonali capaci di farci star bene.
Dunque, occorre gradualmente pervenire ad una maturità emotiva in grado di guidarci lungo il cammino, orientando correttamente le nostre scelte: è importante, infatti, investire il nostro tempo in relazioni capaci di arricchirci e di valorizzarci, tralasciando, invece, quei rapporti insani nei quali elemosiniamo amore ed attenzioni, privandoci della nostra dignità.
A tal fine il sociologo e psichiatra Paolo Crepet ha così espresso il suo pensiero: “Ci sono verità che si rivelano solo quando smetti di aggrapparti a chi non ha mai davvero fatto un passo verso di te. Non si tratta di cinismo, ma di lucidità emotiva. Quando insegui qualcuno con insistenza non stai dimostrando affetto, stai mettendo la tua dignità nelle mani di chi non ha chiesto nulla e, spesso senza accorgertene, trasformi l'altra persona in un trofeo immaginario, come se il suo interesse fosse una prova del tuo valore personale.
Ma i legami autentici non nascono da questo tipo di corsa, perché dove uno corre e l'altro rimane fermo, non c'è incontro, c'è distanza, c'è asimmetria, c'è un vuoto che cresce. Le relazioni che valgono qualcosa si riconoscono da un dettaglio semplice, quasi banale: chi desidera esserci, lo è. La presenza non si mendica, si vede nei gesti spontanei, nelle attenzioni piccole ma coerenti, nei momenti in cui l'altro si fa vivo senza che tu debba ricordarglielo”.
Non bisogna mai dimenticare, infatti, che l'interesse vero è reciproco per definizione e che un legame duraturo si instaura solo ed esclusivamente grazie ad una volontà condivisa e non per merito di uno sforzo unilaterale: dunque, chi è orientato verso di noi imparerà a camminare al nostro fianco, dedicandoci le attenzioni che meritiamo e che non dobbiamo mai mendicare.
“Molte persone non sono cattive, semplicemente non sono coinvolte quanto vorresti e, per quanto sia difficile accettarlo, è una delle verità più sane da imparare. Non tutti sentiranno ciò che senti tu, non tutti saranno pronti a camminare al tuo fianco. La mente purtroppo ha l'abitudine di giustificare l'ingiustificabile quando la paura di perdere supera la volontà di vedere. Eppure, quando l'interesse è autentico, un varco si trova sempre, anche nelle giornate più complicate. Chi vuole esserci trova un minuto, un gesto, una presenza. È una legge semplice. Non esiste ‘non ho tempo’ quando c'è desiderio. Ciò che esiste è la priorità e accettarlo è spesso più difficile che sopportare un rifiuto diretto”, queste le significative parole utilizzate dallo psichiatra per continuare la sua profonda disamina.
Solo smettendo di rincorrere chi non ci ricambia possiamo avere maggiore consapevolezza di noi stessi: “nei rapporti sani nessuno deve dimostrare di meritare affetto. Il legame si costruisce perché entrambe le persone si riconoscono, si scelgono, si avvicinano. L'amore, nelle sue forme più autentiche, non nasce da un inseguimento interminabile, ma da due persone che si avvicinano da direzioni diverse con la stessa intenzione. Tutto ciò che richiede insistenza continua è, nella maggior parte dei casi, incompatibile con un legame duraturo, non perché l'altro sia cattivo o egoista, ma perché semplicemente non è orientato verso di te”, così come spiegatoci da Paolo Crepet a gran voce e senza alcuna esitazione.
L’essere sempre disponibili, accondiscendenti, comprensivi, spesso non ci consente di comprendere fino in fondo che è la reciprocità la base di ogni rapporto e che nessuno sforzo può compensarla.
D’altronde “restano solo le persone che sentono il bisogno di esserci davvero, non quelle che rispondono per abitudine, cortesia o comodità. Questa selezione è una delle poche che non richiede sforzo. Accade da sola, quando smetti di forzare ciò che non vuole funzionare”, in tal modo Paolo Crepet culmina la sua profonda riflessione.
di VALENTINA TROPEA






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