Lucangeli: “Mi stai a cuore, accidenti". L’amore non è un sentimento, ma un’azione quotidiana. La felicità è una scelta collettiva
- La Redazione

- 5 ore fa
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Gli atti d’amore di cui parla l’esperta, sono piccoli gesti o parole che possiamo rivolgere a tutti. Questi non devono essere visti come una sottomissione ma piuttosto come un “dono”...

“Il sentimento dell’amore non è qualcosa di momentaneo. È il sentimento per tuo figlio, il sentimento per la tua donna, per il tuo uomo, per i tuoi amici, per il tuo pianeta, per la giustizia, per l'universo, per Dio, per la bellezza, per la musica è un sentimento stabile è parte della tua identità, è ciò che permane alle altalene di quello che diviene” queste sono le parole di Daniela Lucangeli, esperta di neurosviluppo, in riferimento al bisogno d’amore che mai come in questo momento è necessario nella vita di tutti, adulti, adolescenti e bambini.
L’amore, come spiega l’esperta, è un sentimento che resiste al tempo, ai conflitti, ai cambiamenti. Trova sempre la forza di modellarsi e adeguarsi alle circostanze. Sopporta parole e gesti contrastanti perché è l’unico sentimento in grado di comprendere e aspettare che le cose tornino al proprio posto. L’amore, di cui parla Lucangeli in questo caso, è quello che comunemente rivolgiamo alle persone che vogliamo bene, che amiamo e che conosciamo approfonditamente. Ma questo tipo di sentimento, seppur confortante, non riesce ad essere sufficiente per vivere in un contesto nel quale tutti sono chiamati a sentire e dare amore.
Ovvero, non è sufficiente guardare solo nel perimetro di ciò che più da vicino mi interessa, come può essere la mia famiglia, ma andare oltre, osservare dove c’è bisogno, non d’amore vero e proprio, ma di “atti di amore”, infatti dichiara la psicologa: “Gli atti d'amore sono possibili in ogni istante per ciascuno di noi, quando li emettiamo, vuol dire che “tu sei il mio fine, tu mi stai a cuore”. Il mio cuore si sintonizza con il tuo bisogno e ti risponde”.
Gli atti d’amore di cui parla l’esperta, sono piccoli gesti o parole che possiamo rivolgere a tutti. Questi non devono essere visti come una sottomissione ma piuttosto come un “dono” che facciamo agli altri, ma prima di tutto a noi stessi. Si tratta di quelle piccolezze, sottigliezze, dettagli di cui il mondo “bloccato” nel quale viviamo ha profondamente bisogno. Tutto questo, secondo Lucangeli, è compito degli adulti, per trasmettere esempi buoni, onesti e gentili alle generazioni più piccole:
“Gli adulti devono essere capaci di rimettere la mano su quel "blocco" dell'altalena. Mettere una mano per dare un aiuto a questo tempo del mondo, a rialzarsi con una spinta d'amore che dice “mi stai a cuore, accidenti. Mi stai a cuore ” conclude Lucangeli. Gli atti d’amore descritti dall’esperta sono necessari per far fronte alla fatica che tutti avvertiamo, a lavoro, a casa, mentre ci occupiamo di impegni giornalieri. Sono altresì necessari per generare nel mondo intero cura e attenzione collettiva, un mondo nel quale nessuno può sentirsi mai solo, ma esserci per qualcuno o per qualcosa.
Per te, lettore che ci segui, quanto sono importanti i "gesti d'amore" di cui parla l'esperta? Pensi che metterli in pratica produce un effetto di benessere collettivo?
Scorri in basso ed esprimi il tuo pensiero, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo per cambiare direzione.
di NATALIA SESSA





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Gli atti d'amore sono atti di cura come diceva Don Milani :"Mi stai a cuore",ciò vuol dire mi interessa di te e te lo dimostro,attraverso i gesti e le parole .Il ritorno di questi atti di cura esiste e non vederlo significa non capire fino in fondo l'importanza delle cura e di quel mi stai a cuore...
Assolutamente d'accordo, gli atti d'amore fanno parte di me,sono spontanei e fanno bene a chi li riceve e a me nel donarli fanno provare leggerezza, benessere, non mi aspetto nulla in cambio ed è una parte di me che non voglio cambiare mai!Mi è sempre venuto spontaneo anche con il mio compagno donarli e dimostrare così di tenere a lui in quel caso,lo stesso con mio figlio e con i bambini con cui lavoro a scuola.