Lucangeli: “Corri incontro alla tua gioia”. Le parole che nutrono e trasmettono il coraggio di affidarsi alla vita
- La Redazione

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Parole, gesti e presenza emotiva ci accompagnano fin da bambini, costruendo fiducia, sicurezza e la capacità di aprirsi alla vita senza paura

Ci sono parole che non servono a spiegare, né a insegnare. Servono a nutrire. Arrivano prima del significato, prima delle regole, prima ancora del linguaggio. Sono le parole che un bambino sente addosso, nel tono, nella presenza, nel modo in cui viene accolto.
È da lì che nasce il primo rapporto con la vita: non dalle istruzioni, ma dalla sicurezza emotiva, dalla sensazione profonda di essere attesi e custoditi.
Su questo punto insiste da anni Daniela Lucangeli, ricordando come l’apprendimento, la fiducia e il coraggio di crescere prendano forma solo dentro un’emozione buona, capace di far sentire al sicuro. L’esperta usa parole semplici ma ricche di significato, capaci di raggiungere subito l’anima e il cuore. In un breve estratto di uno dei suoi ultimi libri, scrive: “Il segreto delle carezze che insegnano: ci sono parole che accompagnano la vita dei bimbi, prima ancora che loro imparino a riconoscerle. Parole che non si leggono con gli occhi, ma si sentono dentro, risuonano, curano nel senso del “I care”, “mi stai a cuore”, sono parole che non servono per insegnare ma per nutrire, perché l'apprendimento, come abbiamo visto passo a passo in tutto questo tempo insieme, nasce sempre da e con un'emozione buona che fa bene. Aggettivo qualificativo questo buono, riceve qualità dal bene e del far bene”.
Tutto quello che i genitori fanno, dicono, trasmettono ai loro figli sin da piccoli, non ha solo lo scopo di insegnare ma soprattutto di “nutrire”, far arrivare loro l’amore, la presenza, il coraggio, la forza. Queste sono parole importanti per un bambino piccolo ma il tono che si usa, accompagnato dalla gestualità, fanno in modo che siano ben comprese anche da chi ancora non ne conosce pienamente il significato.
Questo è il primo approccio che il figlio ha con la vita, è da queste parole che inizia a plasmare la sua personalità, il suo modo di vivere. Un aspetto molto importante in questo contesto è quello di trasmettere soprattutto il coraggio di affidarsi, di lasciarsi andare alla vita, senza timori, senza paure. Anche nei momenti più spiacevoli perché i genitori non possono risparmiare nulla ai loro figli, ma possono donare loro gli strumenti giusti per la gestione della rabbia, della paura e del conflitto. Facendo capire loro che la tristezza, proprio come la felicità, scorre come un fiume in piena e sta a noi, non farci trovare pronti, ma custodire gli strumenti e le risorse necessarie per affrontarle al momento opportuno. Tutto parte dalle parole e dalla rassicurazione con la quale sono pronunciate. Infatti, conclude Lucangeli nel suo libro: “Apri le tue braccia, corri incontro alla mamma che ti accoglie, a tuo papà che ti attende, agli amici che ti chiamano corri incontro la gioia che senti e alla gioia che ti viene regalata, a quei sorrisi e alla fine della tua tristezza”.
Per te, lettore che ci segui, ricordi quali parole nella tua infanzia/adolescenza ti hanno davvero nutrito?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.
di NATALIA SESSA



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Sono nata nel 1950. Figlia unica con brave persone come genitori, ma di poche parole.
Anzi molto protettivi e ansiosi.
Quindi al di là di una vita dove non mi mancava niente in famiglia dal punto di vista materiale, mi è sempre mancato qualcosa affettivamente.
Erano altri anni, sono cresciuta anche se con molta timidezza e poi sono andata fuori casa per l’università.
Il nuovo ambiente mi ha cambiato, almeno tirando fuori di me con grande fatica un aspetto molto socievole, e fra alti e bassi anche ironico .
Con ciò il mio carattere forte di natura
mi ha anche molto aiutato.
Comunque devo dire che non si finisce mai di imparare e di cambiare….