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Alda Merini: "Il peccato più grande è fare del male a chi ti vuol bene". Le ferite che non passano

Aggiornamento: 21 apr

Perché le ferite più profonde arrivano proprio da chi amiamo? Una riflessione che mette in discussione il nostro modo di vivere i rapporti...

In un mondo in cui ci si preoccupa più di se stessi che degli altri restare umani è ancora possibile?

È questa la domanda che ci si pone insistentemente alla luce di una società cinica e spietata che impone a ciascun individuo di essere performante, raggiungendo ottimi risultati in tempi brevi, senza mai prendere in considerazione anche la possibilità di una caduta o di un inciampo che diventano inevitabilmente sinonimo di fallimento e di insuccesso.

Vivere in tal modo significa, però, inaridirsi, privandosi di quei legami autentici che ognuno di noi dovrebbe custodire gelosamente perché gli unici in grado di preservare il nostro lato umano, rendendo così la vita degna di essere vissuta.

Eppure, nella moltitudine, fra tante persone ciniche e troppo prese da se stesse, esiste ancora chi è in grado di dare amore senza chiedere nulla in cambio, prediligendo rapporti sinceri e duraturi.

Si tratta di persone speciali, dal cuore d’oro, che non hanno paura di mostrarsi per ciò che sono realmente, capaci di dispensare amore e di prendersi cura di chi hanno accanto senza mai tirarsi indietro ma anzi offrendo a ciascuno il proprio tempo e le proprie attenzioni, perché non importa quanto si sia ricevuto ma piuttosto quanto si sia dato.

Eppure in una società come la nostra, nella quale il disinteresse e l’indifferenza fanno da padroni, sembra non esserci spazio per le persone più generose e sensibili che spesso vengono ferite profondamente proprio da chi amano senza riserve.

Essere sempre disponibili, a modo, buoni ed altruisti appare quasi sbagliato: spesso, infatti, ci si approfitta di chi è disposto a donare amore senza chiedere nulla in cambio.

In tale prospettiva la poetessa e scrittrice italiana Alda Merini coglie l’occasione per esprimere il suo pensiero in merito in tal modo: “Il peccato più grande è fare del male a chi ti vuol bene”.

Attraverso poche e semplici parole la poetessa dei Navigli arriva dritta al cuore, riuscendo sempre ad emozionarci, regalandoci ottimi spunti di riflessione.


Dunque, le persone che ci vogliono bene veramente, quelle che sono rimaste al nostro fianco anche e soprattutto nei momenti più difficili e che continuano a prendersi cura di noi giorno dopo giorno, non meritano di essere ferite gratuitamente, perché fare loro del male rappresenta “il peccato più grande”, così come spiegatoci molto significativamente dalla poetessa e scrittrice italiana Alda Merini.

D’altronde, le ferite che fanno fatica a rimarginarsi e che rimangono impresse nella nostra anima sono proprio quelle procurateci dalle persone a cui vogliamo bene: tanto più siamo legati affettivamente ad una persona, tanto più la ferita inflitta appare difficile da risanarsi. Pertanto, in un mondo in cui l’ingratitudine e l’irriconoscenza sembrano prevalere, restare umani appare atto rivoluzionario che connota solo chi è veramente speciale.

E tu, lettore che ci segui, sei stato mai tradito o ferito da chi hai amato profondamente, dedicandogli tempo ed attenzioni? Pensi che in una società come la nostra ci si approfitti di chi è disposto a donare amore senza chiedere nulla in cambio?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di VALENTINA TROPEA

8 commenti


Francesca
21 apr

Noi esseri umani siamo come una moneta, due facce, c'è chi si sente a suo agio facendo del bene e chi il contrario. Chi scegli il bene lo fa per stare in pace con se stesso, chi sceglie il male usa scorciatoie pensando di trarre profitto per se stesso. Conclusione? Siamo tutti egoisti

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Ospite
21 apr

La persona che mi ha fatto più male è un fratello. Una pugnalata alle spalle che non mi aspettavo, per giunta mettendomi contro un altro fratello fragile. La mia famiglia di origine era il porto sicuro, i valori in cui sono cresciuta. Purtroppo una parte di quella famiglia era marcia dentro, con rancori antichi che non immaginavo potessero esistere perché per me erano punti di riferimento. Complice anche una cognata la cui cattiveria e disonestà aveva ferito profondamente i miei genitori, prima il papà e poi la mamma.Porto il peso di questa realtà con la consapevolezza che nulla potrà più essere come prima, ovvero con la consapevolezza che nessun amore c'è mai stato. Forse traumi infantili mai rilevati. Che tristezza!…

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Ospite
20 apr

Amare e' qualcosa di unico porta una dolcezza che ti carica ogni momento della giornata ti fa' dimenticare il negativo per sempre.

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Ospite
20 apr

Alda Merini coglie nel segno la persona che mi ha fatto più.male è stato mio figlio


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Mario
20 apr

"Le persone che mi hanno fatto del male non sembravano cattive". I miei genitori mi hanno vissuto come un intruso, un ingombro una limitazione alla loro libertà. Sono stato maltrattato. Ho impiegato 50 anni a capire, accettare questa realtà così dis-umana. Non è contemplato neanche il perdono o un riavvicinamento. Proprio non interesso. Ho raggiunto l'equilibrio di non amarli né odiarli ma essere indifferente. Per quanto riguarda amare sono pienamente d'accordo con La Merini. Ora sto bene.

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