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Crepet: "I genitori sono dei rimbecilliti, non sanno dire di no." Perché i giovani faticano a crescere

Aggiornamento: 22 apr

Cosa succede quando i genitori non riescono più a dire no? Il confine tra libertà e assenza di regole torna al centro del dibattito...

"Cerco la gentilezza, ma nella franchezza", queste le parole utilizzate dal sociologo e psichiatra Paolo Crepet, nel corso di un'intervista, per sottolineare la sua attitudine a smuovere le coscienze, attraverso riflessioni spesso scomode ma estremamente veritiere.

In una società che ci chiede di omologarci, uniformandoci alla massa, Paolo Crepet esorta ad andare controcorrente, spronando i giovani a non chinare il capo ma anzi a lottare per esaudire i propri sogni, osando e avendo il coraggio di guardare oltre l'orizzonte.

Ed allora cosa sta succedendo? Perché assistiamo ad un cambiamento radicale nelle nostre relazioni, nelle nostre capacità intellettive, perché stiamo "decrescendo a vista d’occhio"? Una ricerca recente in Norvegia ha dimostrato l’incapacità dei giovani di leggere persino i sottotitoli di un film, così come spiegatoci molto accuratamente dal sociologo.

Ci si chiede, a tal fine, se la tecnologia contribuisca a limitare l'apprendimento ed è proprio Paolo Crepet a sottolineare come il cervello del bambino si esprima con il disegno, o con la scrittura in corsivo ma tutto questo sembra sia stato praticamente cancellato proprio da un utilizzo improprio dalla tecnologia.

Ed allora come risolvere tale problema così dilagante?

"Bisogna sostituire ciò che è pericoloso con altro, proporre ai ragazzi come impiegare quell’enorme quantità di tempo che sprecano sui social in modo utile per la loro crescita. Altrimenti diventano matti! A scuola per esempio inserirei la danza, due volte a settimana, in modo da prestare attenzione al corpo. Non lo sport che è competitivo, ma la creatività del ballo.

O ancora il mimo, oppure inviterei i ragazzi a leggere qualcosa che hanno scritto. O anche solo raccontare una storia, davanti a tutti, diventare insomma protagonisti della propria vita. Certo questo implica una certa fatica, diventa necessario rassicurare dirigenti, genitori. Ma la scuola è morta. È cambiato tutto il mondo e la scuola è sempre quella, è paurosamente conservatrice", questo quanto dichiarato espressamente dal sociologo con grande forza e determinazione e senza mai alcuna esitazione.

A svolgere un ruolo importante sono anche i genitori che, in qualità di educatori, dovrebbero modulare correttamente la propria autorevolezza, trasformandosi così in punti di riferimento senza però essere eccessivamente accondiscendenti o servizievoli ma anzi esigendo stima e rispetto.

Tuttavia, però, questo molto spesso sembra non verificarsi.

Per Paolo Crepet, infatti, i genitori di oggi "sono dei rimbecilliti, non sanno dire di no". È come se fossimo pavidi, incapaci di reagire", queste le parole utilizzate dal sociologo e psichiatra Paolo Crepet per continuare la sua profonda disamina.

Eppure un bravo genitore non è colui che asseconda il figlio in ogni suo capriccio ma anzi colui che riesce a stargli accanto, senza ostacolarlo, accompagnandolo lungo il cammino, facendogli comprendere però che esistono delle regole da rispettare e dei limiti che non possono essere oltrepassati così da permettergli di crescere serenamente e consapevolmente.

E tu, lettore che ci segui, pensi che un genitore debba saper dire no senza assecondare il figlio in ogni capriccio ma anzi esigendo stima e rispetto così da farlo crescere serenamente e consapevolmente?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.










di VALENTINA TROPEA

3 commenti


Tiziana
21 apr

Sono assolutamente in linea col dottor Crepet che reputo un grandissimo professionista.

Io pago oggi per essere stata una mamma più che autorevole...sempre diretta ma spesso un po dura...risoluta ...anche se dolce affettivamente.

Insomma mio figlio che ho cresciuto da sola per 6 lunghi anni ha un padre narcisista che me lo ha sempre messo contro cercando di farsi credere ( riuscendoci) il genitore che lascia spazio...che capisce...e diciamo che a 18 anni mio figlio si e poi rifiutato di continuare il rapporto con me dicendomi che io ho sempre deciso cosa si doveva fare.

Ora dopo due anni la situazione è la medesima...ho perso il mio unico figlio...ma in fondo al mio cuore spero sempre nel futuro e nel…


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Carla
21 apr

Ricordo che mio figlio adolescente era "contento" quando gli mettevo dei limiti.

Questo perché i ragazzi fanno gli sbruffoni, ma hanno quasi paura di troppa libertà; i paletti gli danno sostegno, gli fanno capire che hanno qualcuno che gli sta vicino.

Regole giuste, non intransigenti, graduali.

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Elena
20 apr

Purtroppo i no detti Sun dei miei figli lo li a mai capito e adesso a cresciti due ragazzi sensa regola né educazione e ci si sono rivoltanti contro di noi nonni

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