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Riforma degli istituti tecnici, FLC CGIL: “Il decreto sulle classi di concorso arriva in ritardo e non risolve i problemi degli organici”

Secondo il sindacato, il DM n. 71 del 29 aprile 2026 è stato trasmesso agli Uffici scolastici regionali troppo tardi rispetto alla definizione degli organici e introduce...

"Il 4 giugno 2026, afferma la FLC CGIL, è stata trasmessa agli Uffici Scolatici Regionali la comunicazione da parte della Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore relativa alla registrazione del Decreto Ministeriale 71 del 29 aprile 2026.


Il Decreto Ministeriale - che riguarda l’“Individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica in relazione ai nuovi quadri orari" - era atteso da tempo e arriva, quindi, in evidente ritardo rispetto alla delicata e complessa fase della definizione degli organici.

Da una prima, provvisoria analisi, il provvedimento risulta modificato solo in alcuni indirizzi rispetto alla bozza informale fatta circolare nelle scorse settimane.

In sostanza, sono state aggiunte alcune classi di concorso alle atipicità già previste.

Di seguito un primo sintetico prospetto:

La FLC CGIL, che sin dall’inizio ha mantenuto una posizione fortemente contraria alla Riforma dell’Istruzione tecnica, anche al fine di evitare le pesanti conseguenze sugli organici dei docenti, ha ripetutamente sollecitato la tempestiva introduzione di correttivi alla bozza di decreto già prima della definizione degli organici, oltre che in occasione degli incontri previsti per esperire - a seguito di indizione dello stato di agitazione - il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, poi conclusosi con esito negativo.


È qui solo il caso di ricordare, afferma la FLC CGIL, che al  fallimento del tavolo di raffreddamento ha fatto seguire dapprima la proclamazione dello sciopero per l'intera giornata del 7 maggio, cui ha fatto seguito lo sciopero delle attività aggiuntive – nel periodo 22 maggio al 21 giugno, l’astensione nell’adozione dei libri di testo e, infine, lo sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno.

Il Decreto Ministeriale 71 del 29 aprile 2026, pertanto, arriva con assoluto ritardo rispetto ai tempi necessari per un ordinato avvio dell’anno scolastico 2026/27. Le atipicità, come ridefinite, non potranno, pertanto essere prese in considerazione adesso che le cattedre sono state inserite a sistema con la individuazione conseguente dei perdenti posto e/o ore.


Ricordiamo infine che, per completare il percorso di riordino dell’istruzione tecnica, manca ancora la pubblicazione delle Linee Guida previste dall’articolo 9, comma 3, del decreto ministeriale 29/2026.

Il Decreto Ministeriale 71 del 29 aprile 2026 è, quindi, sostanzialmente immutato rispetto alla bozza già circolata, con l’aggiunta dei “pannicelli caldi” di alcune atipicità, che certamente non potranno risolvere il problema complessivo dei tagli, ancora non espressi chiaramente dall’Amministrazione nelle complessive e pesanti ricadute quinquennali.


Dalla prima ora, la FLC CGIL ha denunciato la gravità di questa inutile e dannosa riforma, le riduzioni di organico e la pesante diminuzione della qualità dell’istruzione tecnica nel nostro Paese. Rimangono ancor più saldamente in piedi tutte le motivazioni che hanno prodotto l’ampia mobilitazione della categoria e che sostengono le azioni di protesta in campo, tra cui lo sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno 2026.

di La Redazione




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