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Competenze non cognitive, scadenza al 30 settembre: ecco cosa devono fare le reti di istituti (TESTO PDF)

Il Ministero dell'Istruzione autorizza formalmente il progetto triennale sulle "soft skills" per gli istituti che hanno superato quota 50/100. L'invio via PEC della...

Le istituzioni scolastiche organizzate in "rete" hanno una scadenza da rispettare per poter avviare le nuove attività didattiche legate alle competenze trasversali. Entro le ore 23:59 del 30 settembre 2026, le scuole capofila sono tenute a inviare l'accordo di rete perfezionato tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all'indirizzo dpit.candidature@postacert.istruzione.it. Chi salta questo passaggio perde il diritto a partecipare alla sperimentazione.

Questo passaggio è uno dei punti centrali del decreto n. 151 del 24 luglio 2026, con il quale il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ufficialmente dato il via libera alla sperimentazione nazionale per l'introduzione delle "soft skills" nei percorsi di studio.

Sul piano strutturale, il provvedimento chiude la complessa fase selettiva che ha registrato un'ampia partecipazione degli istituti. A seguito dell'avviso pubblico diramato a marzo, sono giunte agli uffici competenti 594 proposte progettuali. Una Commissione tecnica ha esaminato i fascicoli, ammettendo alla sperimentazione triennale esclusivamente le scuole in grado di raggiungere una valutazione pari o superiore a 50/100.

L'elenco completo delle singole strutture e delle reti idonee all'avvio del progetto è riportato all'interno dell'Allegato A del decreto. Il bacino di applicazione delle nuove misure è vasto: le innovazioni metodologiche coinvolgeranno scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado, estendendosi ai Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) e ai percorsi di istruzione e formazione professionale. Il decreto specifica inoltre che l'intero progetto dovrà essere realizzato senza nuovi oneri per la finanza pubblica e senza alcuna variazione delle dotazioni organiche del personale.


Passando all'aspetto puramente tecnico e pedagogico, l'iniziativa ministeriale trae origine dalle disposizioni della legge n. 22 del 19 febbraio 2025. L'obiettivo primario è quello di strutturare e inserire nella didattica metodologie mirate allo sviluppo delle competenze non cognitive. Questo processo dovrà avvenire nel rispetto dell'autonomia scolastica e delle prerogative decisionali del collegio dei docenti. L'intento dell'amministrazione è quello di fornire agli studenti degli strumenti che vadano oltre il mero nozionismo, in modo da prepararli ad affrontare con maggiore solidità un mercato del lavoro e una società in costante evoluzione.


di Leandro Castagna



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