top of page

Crepet: "Del mio primo libro ricordo di aver letto l'introduzione al telefono a mia madre, cercando un incoraggiamento, ma sentii solo la sua commozione silenziosa"

Aggiornamento: 2 ore fa

"Crepet in questo suo scorcio di vita ci insegna che un sogno non si costruisce senza sacrifici e senza fatica, che le cadute seppur violente sono lì per permetterci di provarci..."

"Il primo libro, in quanto autore, è un'esperienza che mi ha dato la prima sensazione di orgoglio, nel vedere un volume con il mio nome. Mi ricordo di aver letto l'introduzione al telefono a mia madre, cercando un incoraggiamento, ma sentii solo la sua commozione silenziosa, il suo tacito incoraggiamento.

Era come se mi stesse dicendo che non poteva finire con la scrittura di quell'opuscolo con la copertina gialla: in fin dei conti era solo la prima prova e non poteva che essere appassionante, sapevo bene che ci sarebbe voluto ben altro per trasformare la scrittura in una professione". Ancora una volta troviamo il sociologo e psichiatra Paolo Crepet, alle prese con una condivisione profonda della sua vita da ragazzo. L'esperto racconta del suo esordio, quei momenti difficili per tutti, tra l'adrenalina di partire, i dubbi verso qualcosa di sconosciuto e l'incertezza della durata.

Il primo libro per l'esperto fu motivo di grande orgoglio, ma successivamente arriva anche qualche delusione: "Ricordo che alla presentazione - di un altro tra i primi volumi - c'era più gente dietro al tavolo che in platea, però non mi piaceva scoraggiarmi, percepivo che la scala era lunga e quelli erano soltanto i primi gradini. Sentivo però anche una spinta, un po' ingenua e delirante, che continuava a suggerirmi all'orecchio: «Continua così! Oggi non c'è nessuno ad ascoltarti, ma non è questo che devi cercare, non l'applauso pericoloso perché formale soprattutto all'esordio, ma il convincimento che quella che percorri è la strada giusta per te» ".

È nota la stima che Crepet nutre verso le cadute, gli inciampi e le interruzioni, forse perché è stato proprio da queste che ne ha tratto i suoi insegnamenti più importanti che ha poi condiviso con il suo pubblico. L'esperto spiega che soprattutto all'inizio di una carriera serve restare concentrati, senza farsi distrarre illusoriamente dai primi successi. La stabilità si costruisce col tempo anche se l'unica persona a credere in quel progetto siamo noi stessi.

Dopo diversi anni Crepet, tra successi e delusioni, inizia a camminare tra i corridoi di case editrici importanti, una tra le principali è la Feltrinelli, alla sua direzione c'era Gabriella D'Ina: "Nutrivo un sentimento di soggezione ogni volta che nei corridoi della casa editrice incontravo Gabriella D'Ina. Un giorno presi il coraggio a due mani e bussai al suo studio. «Venga, entri pure, si accomodi, finisco subito.» «No, guardi non si tratta di una cosa complicata», le dissi, «devo farle solo una semplice domanda. Quindi, se non le dispiace, posso rimanere anche in piedi. Le dovrei chiedere una cosa sola, conoscere la sua opinione e poi me ne vado via senza disturbarla oltre. Vorrei chiederle se so scrivere». Lei alzò lentamente gli occhi , mi guardò, il tempo di vedere i suoi occhi appena sopra gli occhiali da vista, e mi fece: «Sì» accompagnandolo con un gesto del capo. Non aveva usato un tono categorico, non voleva essere definitiva, ma sincera riguardo alle mie capacità di allora; non era un assegno in bianco, ma la prima espressione di chi aveva letto e giudicato centinaia di scrittori ai loro esordi e anche me".


Crepet, iniziò a capire che qualcosa di importante stava prendendo vita: la sua carriera. Era felice ma allo stesso tempo era accompagnato da un senso di responsabilità. Infatti, conclude: "Ringraziai e lasciai la stanza. Non feci certo salti di gioia: capivo che non era tanto un complimento, quanto un cauto investimento che mi sarei dovuto meritare". Crepet in questo suo scorcio di vita ci insegna che un sogno non si costruisce senza sacrifici e senza fatica, che le cadute seppur violente sono lì per permetterci di provarci e crederci ancora più intensamente. Inoltre, ci suggerisce di non lasciarci ammaliare dall' "applauso dell'inizio" ma è nella ricerca della perseveranza e della resilienza il vero orgoglio, la vera felicità.


Per te, lettore che ci segui, quanta fatica è costato il tuo sogno? Sei riuscito a raggiungelo o lo stai ancora costruendo ?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.




di Natalia Sessa

EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page