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Gesù: "Il Regno dei Cieli è simile al tesoro nascosto, alla perla più preziosa, alla rete piena di pesci"

25 lug
Tempo di lettura: 4 min

I cristiani davanti al tesoro e alla perla preziosa riconoscono ciò che vale davvero e scelgono di metterlo al primo posto nella propria vita...

Di Don Vincenzo Carnevale

Qual è il vero tesoro della nostra vita? È questa la domanda che attraversa il Vangelo di oggi e accompagna la riflessione proposta nell’omelia. Le parabole del tesoro nascosto, della perla preziosa e della rete colma di pesci invitano ciascuno a distinguere ciò che appare importante da ciò che possiede un valore autentico ed eterno.

Il Regno di Dio cresce lentamente e chiede di essere riconosciuto, scelto e posto al centro della propria esistenza. Di seguito, l’omelia che ci guida a comprendere il significato delle ultime tre parabole del Capitolo 13 del Vangelo secondo Matteo.

Il Brano di oggi riporta le ultime tre, successive alla zizzania che cresce insieme con il grano, fino al giorno della mietitura; al granello di senape e alla pasta che fermenta grazie ad una piccola porzione di lievito, per indicarci come cresce il Regno: dal “piccolo insignificante iniziale”, alla sua crescita piena e gloriosa! Il Regno dei Cieli cresce lentamente, nella pazienza, senza fragore, senza spettacolarità, ma, irresistibilmente. Le sette Parabole vogliono dunque, affermare la preziosità unica, il valore altissimo del Regno e la necessità e l’urgenza di metterlo assolutamente al primo posto nella propria vita: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).

Il Regno dei cieli, oggi, nelle prime due Parabole, viene assimilato ad un tesoro nascosto in un campo che un colone scopre, subito lo nasconde di nuovo e “va, pieno di gioia” a vendere tutti i suoi averi” per comprare quel campo, non suo, che nasconde quel prezioso tesoro. È anche “simile ad un mercante va in cerca di perle preziose”, ne trova una “di grande valore” e bellezza infinita, va, “vende tutti i suoi averi e la compra”. Chi coltiva il terreno e il mercante nutrono lo stesso amore appassionato e prioritario per il Regno dei cieli e, perciò, impegnano per Esso tutte le loro risorse, tutte le loro energie e tutte le loro forze! La terza Parabola, la rete piena di pesci di ogni genere, ci rivela ancora la compresenza del bene e del male nel mondo fino alla “mietitura” (cfr grano e zizzania di Domenica scorsa) e la separazione tra pesci buoni e cattivi nel giudizio finale.

 Ma, quali sono i nostri veri tesori?


La salute, la famiglia, l’armonia, la pace in famiglia, nella chiesa, nella società, il lavoro e il denaro, sono tutte cose necessarie, per una vita dignitosa e serena, forse, ma, non bastano! Abbiamo bisogno del dono della Sapienza, per saper discernere la netta separazione del bene dal male e “un cuore docile, saggio e intelligente” (prima Lettura), per sapere ascoltare e mettere in pratica la Legge (Parola) di Dio, in quanto nulla c’è di più grande, di più indispensabile e di più amabile di Essa (Salmo 118). Nella seconda Lettura, l’Apostolo ci insegna che nulla c’è di più valido del disegno e della chiamata di Dio ad “essere conformi all’immagine del Figlio suo” ed essere, in Lui, “giustificati ed anche glorificati”. Come nulla c’è di più prezioso e nulla vale più del Regno (Volontà) di Dio, che è il tesoro più grande e il valore assolutamente irrinunciabile (Vangelo).

Allora, urge un serio e sapiente discernimento per un sincero esame di coscienza che deve farci verificare quale bene riteniamo più grande e più necessario nella nostra vita, cosa sia essenziale e indispensabile e, in definitiva, cosa o Chi è al primo posto nel nostro cuore, nei nostro disegni, pensieri, progetti e scelte.

“Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”

Quando Dio ti presenta il momento e l’occasione decisiva per la tua nuova vita, non pensare più a quanto lasci, ma, accogli, senza indugio, il vero tesoro, la perla più preziosa del Regno di Dio, immensa rete che raccoglie tutti i pesci del mare, per poi, separare “i buoni” dai “cattivi”: i primi saranno posti nei suoi canestri, i secondi, saranno “buttati via”. Liberati, senza esitazione, sbarazzati, subito, di tutto ciò che non ti ha fatto felice! “Vendi” tutto e vai a comprare quel campo per “appropriarti” di quel tesoro che ti mancava per essere te stesso, capace di decidere con libertà vera e in piena autonomia della tua vita, del tuo futuro! E se hai la grazia di scoprire quella perla che è la tua vita, vendi tutto, comprala!

Il primato del vero tesoro

Usare i beni terreni sapientemente e “saggiamente nella continua ricerca dei beni eterni”, perché tutto deve essere valutato alla luce di Dio, in quanto, senza di Lui “nulla esiste di valido e di santo” (prima Colletta) e al Padre, “Fonte di sapienza”, domandiamo “il discernimento dello Spirito” perché ci guidi e ci faccia “apprezzare, tra le cose del mondo, il valore inestimabile del Suo Regno” e ci faccia scoprire il tesoro nascosto nel campo e ci guidi a trovare quella perla più preziosa di tutta la vita, ci spinga subito a vendere tutto “per l’acquisto del Suo dono” (Colletta alternativa).




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