Gesù: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora”. Quando manca l’amore la porta si chiude, ecco perché
Nel commento al Vangelo emerge cosa distingue chi riesce a entrare da chi rimane davanti alla porta chiusa...

Di Don Vincenzo Carnevale
“Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo”. Nel Vangelo Gesù dialoga con i Suoi discepoli presentando loro la Parabola delle Dieci vergini, distinte e contrapposte nei loro comportamenti di “stoltezza” e “dissennatezza” delle prime cinque, perché hanno preso solo la lampada, senza altro olio necessario, e di “saggezza” e di “prudenza” delle altre cinque, che, invece, “insieme alle loro lampade , presero anche l’olio in piccoli vasi”(vv 1-4).
Nel tardare dello sposo, tutte e dieci si assopirono e si addormentarono (v 5) e al “grido” del suo arrivo improvviso, tutte si svegliarono e prepararono le loro lampade, ma “le stolte”, che non avevano più olio per le loro lampade che si erano spente, ne chiesero un po’ alle “sagge” e “prudenti”, le quali glielo negarono giustificandosi “perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene “ (vv 6-9). Esse vanno a comprare l’olio, lo sposo giunse e le vergini “che erano pronte” entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa”, e così la trovarono quando, più tardi, giunsero le altre, le quali cominciarono a bussare e a gridare: ”Signore, signore, aprici!” E questi, duramente, rispose: “In verità io vi dico non vi conosco” (vv 10-11). Ed ecco, la conclusione di Gesù, che risuona come urgente avvertimento per tutti noi: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora” (v 13) della venuta dello sposo!
Gesù, nella Parabola, ci esorta ad essere, ogni giorno, sempre “pronti” al Suo arrivo, in quanto, solo il Padre ne conosce il giorno e l’ora. Nella Parabola delle dieci vergini, cinque sagge e cinque stolte, Gesù ci rivela e ci detta quale deve essere il giusto comportamento di ciascuno di noi, Sua “sposa”, nel tempo dell’attesa della Sua venuta. Gesù non vuole impaurirci, minacciarci e scoraggiarci! Anzi, vuole renderci responsabili e sempre preparati e pronti ad andarGli incontro, con la lampada accesa, perché piena dell’olio del nostro amore, che alimenta la nostra fede e riaccende sempre la nostra viva speranza.
Cinque stolte e Cinque sagge
La differenza tra le cinque sagge e le cinque stolte, non è nell’essersi tutte assopite e addormentate perché lo sposo tardava, ma nel fatto fondamentale che le sagge avevano provveduto a riempire i “piccoli vasi” d’olio, da portare con sé, mentre le stolte no! L’incontro con lo sposo va preparato prima e con molta attenzione a non farsi trovare senza l’olio dell’amore per lui, che alimenta l’attesa e accende, sempre più, il desiderio di lui.
Beata, allora, quella sposa che lo sposo troverà pronta e preparata, cioè, con il suo cuore (lampada) acceso e ardente d’amore (olio) per lui, anche se dovesse ritardare nel suo arrivo! Le dieci vergini sono i Suoi discepoli, di ieri e di oggi, siamo noi tutti chiamati ad andare, ogni giorno, incontro al Cristo, con le lampade sempre accese, con la riserva dell’olio di fede, speranza e amore, indispensabile perché necessario a che le nostre lampade non si spengano, nel caso lo sposo faccia ritardo.
L’olio in piccoli vasi
Come la fede, una lampada, perché possa ardere ed espandere luce, ha bisogno dell’olio e di qualcuno che l’accende e che non le faccia mancare mai l’olio necessario perché non si spenga! Questo olio che alimenta la lampada della nostra fede non si vende né è commerciabile, ma è l’amore che sgorga dal “frantoio” del nostro cuore. È, infatti, quando ci aiutiamo a vicenda, ci perdoniamo e, fraternamente, condividiamo i beni materiali e spirituali, che “produciamo” quell’olio raro e prezioso che fa brillare la nostra lampada che illumina e ci indica il cammino per incontrare lo sposo delle nostre anime e corrispondere al suo amore sponsale con l’amore fraterno, il solo olio che mantiene sempre accesa la lampada della nostra fede che non è fatta di parole ma di gesti concreti di amore e di fratellanza universale. L’ascolto e l’obbedienza alla Parola Vivente, la Preghiera incessante e la Carità operosa sono, per i Credenti, la scorta d’olio, che solo può alimentare di fede e di speranza, che non deludono, la prolungata attesa del compiersi definitivo della Storia d’amore nuziale tra Dio e il Suo popolo.




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