Galimberti: "Guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita"
Aggiornamento: 27 lug
Galimberti riflette sulla forza d’animo e sul bisogno di essere accettati: restare fedeli a se stessi per non diventare stranieri nella propria vita...

"Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre. E così l'animo si indebolisce e si ripiega su se stesso nell'inutile fatica di compiacere agli altri." Da queste righe nasce una profonda riflessione di Galimberti dedicata alla forza d'animo, un tema che riguarda tutti, non solo i giovani.
Quante volte, pur di essere accettati, prendiamo strade che sentiamo sbagliate? Un lavoro che non ci somiglia, una relazione che ci logora, un compromesso dopo l'altro, solo per non deludere chi ci sta vicino. Secondo Galimberti, ogni volta che lo facciamo, tradiamo noi stessi. E prima o poi quella distanza da sé stessi presenta il suo prezzo.
"Guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita", scrive il filosofo. La forza d'animo significa restare fedeli a se stessi anche quando costa caro. Un esercizio più semplice a dirsi che a farsi.
Per farlo, secondo Galimberti, bisogna accettare anche la parte di noi che preferiamo non guardare. "Per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la propria ombra. Che è ciò che rifiutiamo di noi... Accolta, l'ombra cede la sua forza. Cessa la guerra tra noi e noi stessi", scrive. Si tratta di fare pace con la versione reale di sé, difetti compresi.
È un pensiero che vale per i legami familiari quanto per quelli sentimentali e di lavoro. Quante persone continuano a interpretare un ruolo che non sentono proprio, pur di non deludere un genitore, un partner, un capo? Quante rinunciano a un desiderio per paura del giudizio altrui?
Il filosofo lo scrive pensando soprattutto ai giovani, cresciuti senza più punti fermi a cui appoggiarsi: "I giovani, anche se mai lo confesseranno, attendono qualcosa o qualcuno che li traghetti, perché il mare che attraversano è minaccioso". Ma l'osservazione vale anche per gli adulti, spesso convinti di aver trovato un equilibrio che in realtà è solo rassegnazione. "Sono state acquietate da quell'ideale di vita che viene spacciato per equilibrio, buona educazione. E invece è sonno, conformismo, dimenticanza di sé", avverte Galimberti.
La lezione riguarda chiunque abbia sacrificato una parte di sé per ottenere approvazione. Dire no, quando serve, non è egoismo, ma un gesto di autenticità. È il modo per restare, come scrive Galimberti, "a casa" dentro la propria vita, invece di attraversarla da stranieri.
E tu, lettore che ci segui, ti è mai capitato di percorrere una strada che non sentivi tua soltanto per essere accettato o per non deludere qualcuno? Sei riuscito a ritrovare il coraggio di scegliere te stesso?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.
di Leandro Castagna




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Ho Sbagliato tutto e ormai si è fatto tardi. Non so come uscirne e se anche lo sapessi dove potrei andare a 70 anni?
Si certo che mi è successo purtroppo, e l'ho pagata cara. Molto cara....
Solo in punto di morta mia madre ha preso coscienza del male che mi aveva fatto. Un po' tardino....
La frittata ormai era fatta
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50 anni fa l'educazione verteva sulla responsabilità e sul dovere che i genitori inculcavano ai propri figli. Pochi accenni al piacere, molti riferimenti alla necessità di realizzarsi, specie nel pubblico, per tutte le tutele che offriva e tuttora offre. Chi aveva la fortuna, come me, nonostante i grandi sacrifici, di frequentare l'università, comunque auspicava di trovare un buon lavoro al termine degli studi. Ebbene, ma non sempre, ho avuto la sensazione che l'attività che svolgevo non fosse appagante, soprattutto negli ultimi anni. Ho cercato di cambiare la situazione, ma non sempre ci sono riuscito. Ho l'impressione di essere stato io il nemico nella mia vita in generale,perché non ho mai voluto eludere le mie responsabilità e non per paura dell…
Quello che scrive il professore è vangelo, sarei in grado anch’io a scriverlo. Purtroppo se nella vita un treno l’hai perso, uno l’hai sbagliato e uno non l’hai voluto prendere, è finita.