Maria Rita Parsi: "Molti bambini non si sentono davvero amati". Perché dire ‘ti voglio bene’ può cambiare il modo in cui crescono e affrontano la vita?
- La Redazione
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Maria Rita Parsi spiega perché dire “ti voglio bene” ai bambini non è un dettaglio ma un gesto che costruisce identità, sicurezza e capacità di affrontare la vita.

Prendersi cura dei propri figli, in qualità di genitori ed in primis di educatori, appare alle volte compito assai difficile e faticoso, alla luce di una società che esige da ognuno di noi perfezione, realizzazione ed impeccabilità, così costringendoci a celare le nostre fragilità e debolezze, sinonimo di una vulnerabilità che non deve mai emergere o riaffiorare ma che anzi tendiamo sempre a reprimere e a dominare.
Ed è per tale ragione che spesso ci si sente inadeguati, inadatti, forse anche non all’altezza per poter svolgere congruamente quella importantissima funzione educativa che presuppone senz’altro una grande responsabilità nei confronti di chi siamo chiamati ad accompagnare e guidare lungo il cammino della vita.
Dunque, non esistono manuali da seguire pedissequamente, non vi sono regole rigide da rispettare o abilità particolari grazie alle quali poter riuscir meglio nel nostro intento ed allora cosa necessita veramente per poter essere un bravo genitore?
In tale prospettiva Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta italiana, presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus ed ex membro del Comitato ONU per i diritti del fanciullo, ci offre ottimi spunti di riflessione, sottolineando quanto sia importante prendersi cura dei bambini, donando loro amore sincero ed incondizionato.
“Ai bambini va detto: ‘ti voglio bene perché sei tu, voglio bene a te’, quindi quel bene è diretto a te. Se sbagli, ti dirò con sincerità che c’è un errore ma sicuramente che possiamo recuperarlo insieme.
Se hai una qualità, la metterò prima delle cose che non sai fare o non vuoi fare. Ecco ai bambini va dato sempre un rinforzo positivo. L’amore, la presenza, l’alleanza rimangono nel loro cuore, si sentono accompagnati, seguiti, guidati. Questo è quello che si deve dare ai bambini: ‘io ci sono, io posso farti da guida’. Se ci sono degli errori, discutiamone insieme, anche se pensi che ci sono cose di me e del mio modo di agire educativo che non ti vanno bene. Io ti metterò in condizione di potermelo dire senza la paura di dovermelo dire ma per rinforzare la nostra alleanza educativa”, attraverso tali significative parole la psicoterapeuta italiana inizia la sua profonda ed intima riflessione.
Il rapporto intercorrente tra genitori e figli è un pilastro cardine della famiglia ed è quindi fondamentale gestirlo correttamente.
I bambini hanno bisogno dell’amore dei propri genitori che rimarrà impresso nel loro cuore per tutta la vita così da sentirsi amati, desiderati, protetti, guidati lungo il cammino senza mai perdersi: si tratta di un presupposto imprescindibile per poter crescere serenamente, imparando anche a relazionarsi adeguatamente con gli altri.
D’altronde non bisogna mai dimenticare che “omnia vincit amor”: si tratta della frase per eccellenza, la più grande, perché “l’amore vince tutte le cose nel senso che è talmente un’energia al positivo che anche di fronte alle cose peggiori, nonostante l’attraversamento del dolore, se c’è amore c’è sempre una soluzione e la soluzione stessa è l’amore”, così come prontamente spiegatoci da Maria Rita Parsi.
Un abbraccio inaspettato, una carezza, un gesto affettuoso: è questo quello di cui i nostri figli hanno veramente bisogno.
L’amore cura ogni ferita e solo in tal modo riusciremo ad “affrontare il peggio con il meglio di noi”, superando i momenti difficili e ritornando a sorridere di nuovo.
di VALENTINA TROPEA






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