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Tupini: "Non dovete credere nelle cose solo perché le dico io", il vostro pensiero è importante, trovate il coraggio di esprimerlo

"Dovremmo solo lasciarci guidare dalle nostre sensazioni, fare attenzione quando un’emozione, sotto forma di pensiero, vuole uscire fuori..."

“È importante avere uno spirito critico, questo è basilare nella vita. Il riuscire ad avere uno spirito critico, cosa significa? Significa poter criticare o giudicare tutti ma non ha nulla a che vedere con il pettegolezzo”. È con queste parole che ancora una volta la psicologa Gabriella Tupini, cerca di condurci verso una vita più dolce, più appagata, più serena.

Il saper criticare, secondo l’esperta, è un’abilità importante che tutti dovrebbero mettere in pratica nella vita, facendo attenzione al fatto che, al contrario di ciò che si pensi questa, non prevede malizia, cattiveria o negatività ma è il pensiero che ci salva quando percepiamo una situazione avversa, è il coraggio che c’è in noi quando pronunciamo le parole: “No, io non sono d’accordo”. Infatti, continua Tupini, il pensiero critico : “Non è dire “Guarda quello come è vestito”, “guarda quello cosa ha fatto” ma è il mettere in dubbio. A volte delle persone mi dicono: io metto in dubbio quello che lei dice, e meno male. Dovete metterlo dubbio. Non dovete credere nelle cose solo perché le dico io. E non dovete credere nelle cose solo perché le dicono gli altri. Io sono fra gli altri”.

Quante volte ci capita di non sentirci all’altezza o in dovere di esprimere il nostro parere, e con queste parole Gabriella Tupini restituisce importanza a noi e al nostro pensiero. Vuole comunicarci che ciò che pensiamo ha motivo di essere attenzionato da noi, e sarà proprio il nostro “spirito critico” a farci capire quando è il momento giusto di tirarlo fuori, di farlo passare dalla mente alle parole.

Il pensiero non è mai senza anima, quello giudizievole lo avvertiamo dentro, lo sentiamo nostro, infatti afferma l’esperta: “Dovete credere alle cose che sentite, cioè, che se sentite che quello che dico è vero per voi, benissimo. Ma lo dovete sentire dentro, Vi deve muovere delle emozioni”. Per cui, secondo Tupini, dovremmo solo lasciarci guidare dalle nostre sensazioni, fare attenzione quando un’emozione, sotto forma di pensiero, vuole uscire fuori.

Conclude Tupini: “Spesso mi dicono: “Mi scusi, ma io non approvo”, e perché deve approvare tutto? Io non mi aspetto questo, cioè ha già proiettato su di me…”. Quando non siamo d’accordo, spesso ci sentiamo destabilizzati, cerchiamo in tutti i modi di non ledere l’altro, ma un pensiero non può offendere se portato con garbo ed educazione, sta poi nell’intelligenza emotiva altrui interpretarlo ma questa non è una nostra responsabilità. 

Per te, lettore che ci segui, hai mai provato una sensazione di blocco dei tuoi pensieri davanti ad un disaccordo? E quando, invece, hai capito che il tuo pensiero ha una grande importanza ?  

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.




di NATALIA SESSA

1 commento


Anna
un'ora fa

Sono perfettamente d’accordo, ma penso ci sia una grande differenza fra la comunicazione parlata e quella scritta.

Nel dialogo bisogna avere una grande capacità di autocontrollo per non cadere nella critica inutile, mentre nello scritto c’è più tempo per riflettere e dare giudizi costruttivi.

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