Crepet: "Tu sei importante. Prenderti cura di te stesso è il modo per ricordarti chi sei e che posto occupi nella tua stessa vita"
- La Redazione

- 10 ore fa
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Piccoli gesti quotidiani, identità e rispetto di sé: la riflessione di Crepet su ciò che spesso trascuriamo quando il tempo sembra non bastare mai...

Immaginate una madre risucchiata solo da questo ruolo oppure un padre che passa giornate intere a lavoro senza avere mai tempo da dedicare a sé stesso. A un certo punto non è più solo stanchezza, è la sensazione di non esserci mai davvero per sé. All’inizio la mente sembra lontana, ma col passare del tempo la domanda sorge spontanea: “Io dove sono?”
È proprio da questa domanda che prende avvio la riflessione del sociologo e psichiatra Paolo Crepet, che invita a rileggere il valore dei piccoli gesti quotidiani rivolti a se stessi: “Ci sono abitudini che sembrano superficiali quando le osservi da fuori, però rivelano molto più di quanto si immagina quando le guardi con attenzione. Prendersi cura di sé ogni giorno non è un gesto estetico, non è mania di perfezionismo e nemmeno un capriccio narcisistico, è un modo concreto di ricordarti chi sei e che posto occupi nella tua stessa vita”.
Con queste parole l'esperto ci invita a prenderci cura di noi stessi, non in maniera sporadica, ma in maniera sistematica, abituale per ricordarci la nostra stessa importanza. Sembrano banalità, ma piccoli rituali, piccoli momenti che dedichiamo alla cose che più amiamo sono in realtà la cura a molti malesseri emotivi che quotidianamente affrontiamo. “Molte persone pensano che alzarsi, vestirsi bene, mettere in ordine il proprio spazio siano dettagli senza importanza e invece sono segnali potentissimi che inviano un messaggio preciso alla mente, “io mi rispetto”. Quando trascuri questi gesti, lentamente, perdi la percezione del tuo valore, come se la tua presenza diventasse trasparente persino a te stesso”.
L’ordine che abbiamo intorno crea a sua volta ordine e serenità anche dentro di noi. Quando curiamo il nostro aspetto fisico, la nostra casa, stiamo curando anche la nostra anima. Questo può cambiare anche il nostro modo di vedere le cose, faccende, abitudini, compiti che sembrano obblighi possono diventare medicina. Ovviamente tutto deve essere fatto con equilibrio perché un’eccedenza può ricadere nel perfezionismo e non è ciò che vogliamo ottenere. Il risultato deve essere un ambiente esterno ed interno che riflettono il nostro vero modo di essere, nel quale ci sentiamo bene.
Infatti, continua l’esperto: “Non si tratta di apparire impeccabile agli occhi degli altri, ma di riconoscere la dignità che abita nei piccoli riti quotidiani. Sono proprio quei riti a dare forma al modo in cui ti muovi nel mondo. Se inizi la giornata lasciando tutto al caso, è probabile che anche le decisioni scivolino nella stessa direzione, vivere in modalità automatica, accettare ciò che capita, adattarsi alle circostanze invece di guidarle”.
Non si tratta, dunque, di ricercare la perfezione ma si tratta di prendere decisioni, essere consapevoli del nostro valore, essere certi del fatto che la nostra parola conta ed è importante. Anche gli altri hanno bisogno di fermezza, consapevolezza, stabilità, infatti, quando siamo in grado di guidare noi stessi, siamo in grado di guidare anche gli altri, come ad esempio: famiglia, figli, amici e genitori, che ci guardano e ci ammirano come esempi da seguire. Conclude l’esperto: “Quando dedichi tempo a te stesso, tracci una linea invisibile che dice “questo è il mio spazio, questa è la mia identità”.
Per te, lettore che ci segui quando è stata l'ultima volta che ti sei davvero preso/a cura di te stesso/a ? Riesci a ritagliarti il tempo necessario per valorizzare la tua persona? Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere il proprio punto di vista può essere di aiuto.
di NATALIA SESSA






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