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Bonus Mamme fino a 3.000 euro di esonero annuo di contributi previdenziali, escluse le lavoratrici precarie: per Anief è una beffa insopportabile, si va in tribunale

"Il sindacato Anief conferma tutta la sua contrarietà rispetto a queste ennesima esclusione ingiusta delle lavoratrici precarie: avvia quindi ricorso contro l’esclusione del personale docente, Ata ed educativo a tempo determinato dal cosiddetto Bonus mamme"




Sul Bonus Mamme è tutto confermato: le donne lavoratrici non di ruolo rimangono escluse. Dopo l’annuncio della misura, la discriminazione è confermata nella Circolare Ministeriale n. 0002244 di fine marzo, che annuncia l’introduzione di misure di sostegno significative per le lavoratrici madri nel settore educativo. In particolare, sono presenti le disposizioni collocate nell’ultima Legge di bilancio, a partire dall'esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 3.000 euro annui per le madri con tre o più figli, e, in forma sperimentale per il 2024, anche per quelle con due figli. A rendere ingiusta la misura sono alcuni vincoli che rendono applicabile la misura solo alle dipendenti a tempo indeterminato.




Il sindacato Anief conferma tutta la sua contrarietà rispetto a queste ennesima esclusione ingiusta delle lavoratrici precarie: avvia quindi ricorso contro l’esclusione del personale docente, Ata ed educativo a tempo determinato dal cosiddetto “Bonus mamme”: “Non siamo disposti a tollerare ulteriori discriminazioni e beffe ai danni del personale con contratto a termine – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ancora di più perché questa misura intende finalmente dare un supporto reale alle lavoratrici madri. Reputiamo del tutto incomprensibile la scelta di tagliare fuori chi già subisce il danno psicologico e pratico di un rapporto di lavoro precario”.



“Dopo aver avviato con il CCNL 2019/2021 una nuova stagione dei diritti dei precari della Scuola con il riconoscimento dei permessi personali retribuiti – continua Pacifico - non siamo disposti a tollerare ulteriori discriminazioni ai danni del personale con contratto a termine. Abbiamo quindi predisposto un modello di domanda cartaceo (la domanda on line sul portale del ministero non consente l’accesso del personale scolastico con contratto TD) e aperto un form di adesione gratuito per ricorrere contro questa inaccettabile esclusione. Ancora una volta saranno i tribunali a dover porre rimedio all’ennesima discriminazione”, conclude Pacifico.



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di LA REDAZIONE

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