GPS 2026, cambia l’algoritmo: non sarà più una sola chance. Pittoni spiega cosa cambia davvero per i docenti
- La Redazione
- 42 minuti fa
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Con la nuova ordinanza ministeriale l’assenza di alcune disponibilità non sarà più considerata rinuncia automatica e il docente potrà essere ripescato...

Novità importanti sul fronte delle supplenze scolastiche e sul funzionamento dell’algoritmo utilizzato per l’assegnazione degli incarichi. A chiarire cosa sta cambiando è Mario Pittoni, che interviene su uno dei punti più contestati dagli aspiranti docenti negli ultimi anni.
Finora, il meccanismo di attribuzione delle supplenze prevedeva una regola rigida: ogni aspirante veniva preso in considerazione una sola volta. In pratica, l’impossibilità di accettare o dichiarare alcune disponibilità veniva interpretata dal sistema come una rinuncia definitiva, con l’esclusione automatica dalle successive assegnazioni.
Una logica che ha penalizzato molti docenti, soprattutto in presenza di sedi distanti, spezzoni poco sostenibili o incompatibilità temporanee. Il precedente meccanismo era stato contestato perché ritenuto illegittimo, in quanto assimilava l’impossibilità di accettare una sede a una rinuncia automatica, escludendo il docente dai turni successivi anche in presenza di punteggi più alti.
Con la nuova ordinanza ministeriale, però, il principio cambia. Come spiega Pittoni: "Nell'assegnazione delle supplenze finora ogni aspirante veniva preso in considerazione una sola volta. L’impossibilità di dichiarare alcune disponibilità veniva infatti interpretata dall'algoritmo come rinuncia. Con la nuova ordinanza ministeriale il docente non sarà più considerato rinunciatario e potrà quindi essere ripescato", dichiara Mario Pittoni.
Il passaggio è tutt’altro che marginale. Non essere più considerati rinunciatari significa restare nel sistema e continuare a concorrere per altre disponibilità che potrebbero emergere successivamente, evitando esclusioni automatiche spesso percepite come ingiuste.
Si tratta di una correzione che risponde a una delle principali criticità segnalate dal mondo della scuola e che mira a rendere il meccanismo di assegnazione più flessibile e aderente alla realtà dei docenti, soprattutto precari.
Ora l’attenzione si sposta sull’applicazione concreta della nuova ordinanza e sui chiarimenti operativi che accompagneranno le prossime procedure, per capire in che modo il nuovo algoritmo verrà effettivamente utilizzato nelle assegnazioni.
di LA REDAZIONE
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