GPS 2026 sostegno: continuità didattica, cosa succede davvero il prossimo anno scolastico e a cosa prestare attenzione?
- La Redazione
- 20 minuti fa
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Misura prorogata anche per il 2026/27, ma non è la soluzione strutturale al problema: cosa prevede la normativa e quali sono i nodi ancora aperti per docenti e famiglie...

Una delle domande che famiglie e docenti di sostegno continuano a porsi riguarda la continuità didattica: il docente che ha seguito un alunno potrà essere confermato anche il prossimo anno scolastico? La risposta, oggi, è sì, ma con alcune precisazioni fondamentali che è bene conoscere per evitare aspettative sbagliate.
Anche per il prossimo anno scolastico rimane attiva la procedura che consente alla famiglia di richiedere la conferma del docente di sostegno già assegnato all’alunno. Si tratta di una misura, anche se molto discussa a livello sindacale e tra i docenti, pensata per tutelare la continuità del percorso educativo e relazionale, soprattutto nei casi in cui il rapporto educativo costruito nel tempo rappresenti un valore aggiunto per l’alunno.
È importante però chiarire un punto centrale, la conferma non scatta in automatico. La richiesta della famiglia avvia una procedura che coinvolge la scuola, la valutazione del percorso svolto e la compatibilità con le regole di assegnazione delle supplenze. In altre parole, come già sappiamo, la continuità è possibile, ma deve essere motivata e coerente con il quadro organizzativo complessivo.
Continuità sì, ma il nodo resta strutturale
La conferma annuale del docente rappresenta una risposta concreta a un’esigenza reale, ma non risolve il problema alla radice. La vera continuità didattica non nasce da una riconferma richiesta ogni anno, bensì dalla stabilizzazione dei posti di sostegno e dalla riduzione della rotazione dei docenti, soprattutto quando sono presenti insegnanti specializzati.
Finché il sostegno continuerà a essere gestito in larga parte attraverso incarichi annuali, la continuità resterà una soluzione parziale, affidata a procedure eccezionali e non a un assetto strutturale stabile.
Attenzione alla scelta della provincia
Per i docenti, questo scenario impone attenzione nelle scelte che verranno fatte in vista delle prossime operazioni di nomina e di aggiornamento delle graduatorie. La possibilità di essere confermati su un alunno passa anche dalla coerenza territoriale e dal rispetto delle regole previste per l’assegnazione degli incarichi. Quindi nel prossimo aggiornamento delle GPS il docente che punta ad essere riconfermato deve scegliere la medesima provincia dove sta prestando servizio. Non potrà avvenire alcuna riconferma se il docente precario deciderà di cambiare provincia.
In attesa delle istruzioni operative definitive, una cosa è certa, la continuità didattica resta un obiettivo dichiarato, ma non può essere demandata solo alla buona volontà delle famiglie o dei singoli docenti. Senza interventi strutturali, continuerà a essere una tutela fragile, rinnovata anno per anno.
di LA REDAZIONE






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