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Carta del Docente bloccata: da 500 euro si scende a 400 o addirittura 375? Docenti senza risposte, siamo a febbraio

Il decreto atteso entro gennaio non è ancora arrivato e l’allargamento ai precari pesa sui fondi: cresce l’incertezza su accrediti e arretrati...


La Carta del Docente resta bloccata. A distanza di mesi dalla scadenza del precedente bonus (31 agosto), migliaia di insegnanti si trovano ancora senza accredito e, soprattutto, senza certezze sull’importo che verrà riconosciuto per l’anno scolastico 2025/2026.

Entro la fine di gennaio era atteso il decreto interministeriale che avrebbe dovuto sbloccare il sussidio e chiarire criteri, modalità e somme. A oggi, 4 febbraio, il decreto non è stato ancora emanato e l’importo resta ignoto.


Dal Ministero si continua a parlare di “tempistiche tecniche”, legate alla definizione della platea dei beneficiari, come spiegato dalla sottosegretaria Paola Frassinetti, ma intanto i docenti sono rientrati in classe per la prima volta senza il tradizionale bonus da 500 euro.

Importo in calo: da 500 a 400 o 375 euro

Il nodo centrale riguarda l’ammontare della Carta. L’estensione del beneficio a circa 190–200 mila precari (supplenti al 31 agosto, al 30 giugno e personale educativo), senza un aumento proporzionale dei fondi, rende sempre più probabile una riduzione dell’importo.

Secondo alcune stime, la cifra potrebbe scendere a 400 euro. Ma un’ulteriore simulazione, diffusa da Gilda Napoli, ipotizza addirittura 375 euro a docente. Uno scenario che, se confermato, segnerebbe un taglio netto rispetto agli anni precedenti.

Sindacati sul piede di guerra

La situazione ha innescato una protesta trasversale. Dopo Flc Cgil e Gilda degli Insegnanti, anche Uil Scuola ha denunciato il ritardo e l’assenza di comunicazioni ufficiali.

Sul tema è intervenuta anche la deputata Irene Manzi, che parla di una gestione inaccettabile: il decreto doveva essere adottato entro il 30 gennaio, ma non esiste ancora una data certa né sugli importi né sugli arretrati. Una situazione di “assenza di certezze e di trasparenza” che, sottolinea, non può continuare a ricadere sui docenti.

Nel frattempo, migliaia di docenti continuano a pagare di tasca propria corsi, master e aggiornamenti professionali, oppure rinunciano del tutto alla formazione. Tutto è rimandato al decreto interministeriale, che dovrà definire criteri e modalità di assegnazione, stabilire l’importo effettivo, ridistribuito sulla nuova platea (inclusi i precari) e chiarire tempi di accredito e arretrati.

Fino ad allora, la Carta del Docente resta sospesa tra promesse, ritardi e un possibile taglio che pesa direttamente sulle tasche degli insegnanti.






di LA REDAZIONE




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