Scuole italiane all’estero: servono regole chiare e una revisione del D.lgs. 64/2017 per tutelare qualità e personale
- La Redazione

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Contratti locali, indennità estera e assetto normativo: ANIEF chiede un confronto strutturato con il MAECI ...

"L’ANIEF segue con attenzione la mobilitazione dei docenti turchi del Liceo Italiano di Istanbul e ribadisce di non essere contraria, in linea di principio, a rivendicazioni volte al miglioramento delle condizioni salariali e di lavoro. I docenti hanno proclamato uno sciopero ad oltranza che rischia di mettere in ginocchio la scuola.
ANIEF ritiene necessario ricondurre il dibattito nell’alveo della correttezza giuridica e contrattuale, evitando semplificazioni e contrapposizioni tra lavoratori.
I docenti turchi attualmente in servizio hanno sottoscritto un contratto di lavoro locale con la scuola italiana di Istanbul in piena consapevolezza della normativa vigente. Il trattamento economico loro riconosciuto discende direttamente da una specifica norma di legge, esplicitamente richiamata nel contratto sottoscritto. Ne consegue che non si configura alcuna discriminazione, ma la corretta applicazione di quanto contrattualmente previsto da parte dell’amministrazione italiana.
È altresì necessario chiarire un punto spesso oggetto di narrazioni fuorvianti: i docenti italiani in servizio all’estero non percepiscono uno stipendio superiore rispetto ai colleghi che operano in Italia.
Essi ricevono, come tutti i dipendenti pubblici distaccati all’estero, una indennità di servizio estero, erogata dal MAECI, finalizzata a ristorare i sacrifici personali e professionali derivanti dal trasferimento in un Paese straniero, quali l’allontanamento dalla propria rete affettiva, familiare e sociale, nonché i maggiori costi di vita e le difficoltà di integrazione.
I docenti turchi, al contrario, vivono e lavorano nella propria città e nel proprio Paese. Per questo motivo, la richiesta di essere retribuiti “come i docenti italiani”, comprensiva dell’indennità di servizio estero, non è tecnicamente né giuridicamente attuabile: il MAECI non può erogare un’indennità di servizio all’estero a personale che presta servizio nel proprio Stato di residenza.
ANIEF ritiene pertanto utile aprire un confronto serio e costruttivo con i docenti turchi, invitandoli a riformulare le rivendicazioni eliminando le richieste oggettivamente inattuabili, per riportare la discussione su ciò che è realmente negoziabile e possibile. Proprio per sottrarre la vicenda a una contrapposizione sterile e ricondurla in una sede istituzionale adeguata, ANIEF ha formalmente richiesto l’apertura di un tavolo di confronto con il MAECI. L’incontro, già calendarizzato per il 18 febbraio, rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in modo organico e strutturale le criticità del sistema delle scuole italiane all’estero e per avviare una riflessione complessiva sulle ricadute normative e contrattuali del D.lgs. 64/2017.
Il problema strutturale, secondo ANIEF, non nasce oggi ed è figlio diretto del D.lgs. 64/2017, che ha introdotto la possibilità per le scuole italiane all’estero di assumere personale locale anche con contratti a tempo indeterminato, l’assegnazione a personale locale di intere discipline del curricolo italiano e l’affidamento degli spezzoni di cattedra a contratti locali.
Prima dell’entrata in vigore del decreto non esistevano contratti a tempo indeterminato locali sulle discipline del curricolo italiano e gli spezzoni venivano assegnati a docenti italiani presenti nelle graduatorie d’istituto, abolite proprio dal D.lgs. 64/2017.
Quella che all’epoca fu presentata come una misura di razionalizzazione della spesa si è rivelata, nel tempo, una scelta che ha abbassato sensibilmente la qualità dell’offerta formativa delle scuole italiane all’estero e ha innescato meccanismi di instabilità che oggi emergono in modo sempre più evidente.
Il presidente nazionale ANIEF, Marcello Pacifico, afferma che è necessario ritornare alla normativa antecedente al D.lgs. 64/2017 e lancia un appello al Governo affinché intervenga con urgenza.
Sulla stessa linea il responsabile ANIEF per le scuole italiane all’estero, che ribadisce come la battaglia per l’abolizione dei contratti locali sia stata ed è una battaglia sindacale portata avanti da ANIEF anche in solitudine, e rilancia:«Chiediamo al Governo di sederci attorno a un tavolo e fare un vero “tagliando” al D.lgs. 64/2017, nell’interesse dei lavoratori, ma anche dell’intero sistema delle scuole italiane all’estero».
di LA REDAZIONE
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