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Pittoni: "il doppio canale è un punto fermo sul quale si lavora, mai messo in discussione. È l'unica strada per combattere il precariato, i tempi dei concorsi sono fuori dalla realtà."

"Il doppio canale, non è mai stato messo in discussione dall'attuale maggioranza, sarà oggetto d'interlocuzione con la Commissione Europea per il necessario via libera..."

Dopo le varie affermazioni sul doppio canale circolate sul web, in riferimento alle modalità di reclutamento a tempo indeterminato, arriva la conferma del senatore Mario Pittoni, responsabile Dipartimento Istruzione Lega: " il doppio canale non è mai stato messo in discussione dall'attuale maggioranza, è un punto fermo del nostro programma e siamo attivi per lavorarci - e ancora - da tempo sottolineo l'importanza di invertire il trend che gli ultimi anni ha visto la crescita esponenziale delle supplenze a scapito della stabilizzazione degli insegnanti, prima garanzia di continuità didattica e quindi qualità del servizio. Non a caso dal 2020, per velocizzare l'assunzione dei docenti valorizzando merito ed esperienza, mi batto per il cosiddetto "doppio canale" di reclutamento (ddl S. 1920/20) da affiancare al tradizionale concorso per titoli ed esami. Il progetto sarà oggetto d'interlocuzione con la Commissione Europea per il necessario via libera."


"Il doppio canale di reclutamento dei docenti consentirebbe di definire l'ordine d'accesso al ruolo non solo in base al punteggio individuale, ma anche per categorie fino a un massimo del 50 per cento delle assunzioni totali come indicato dalla Suprema Corte".


Scelta che "eviterebbe agli insegnanti idonei dei concorsi ordinari, ancora presenti nelle graduatorie di merito ad esaurimento, di essere scavalcati in prima fascia GPS, garantendone l'assunzione in via prioritaria.

In seconda battuta permetterebbe l'accesso all'incarico a tempo indeterminato per titoli e servizi ai nuovi abilitati di lunga esperienza in arrivo dalla seconda fascia GPS. Senza doppio canale ci si rassegni a veder crescere ulteriormente la percentuale di supplenti rispetto ai docenti titolari (a danno della continuità didattica e quindi della qualità del servizio), in quanto i tempi per chiudere procedure concorsuali classiche - conclude Pittoni - sono ormai fuori dalla realtà".





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di LA REDAZIONE




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