Pensioni 2026: più basse del 10%? Tutto potrebbe essere determinato dall'Isee. Scopriamo insieme la nuova proposta
- La Redazione

- 4 ott
- Tempo di lettura: 2 min
La nuova ipotesi al vaglio del Governo potrebbe collegare l’assegno pensionistico all’ISEE, premiando chi ha redditi più bassi e penalizzando chi supera determinate soglie...

A partire dal 2026 potrebbe arrivare una novità dirompente nel mondo delle pensioni. Tra le ipotesi allo studio del Governo, infatti, c’è quella di collegare l’importo dell’assegno previdenziale al proprio ISEE.
L’idea sarebbe questa: chi decide di andare in pensione in anticipo si vedrebbe applicata una penalizzazione, calcolata in base al proprio ISEE.
Secondo le prime indiscrezioni, i lavoratori con un ISEE fino a 35.000 euro l’anno potrebbero andare in pensione anticipata senza alcuna decurtazione, mentre chi supera questa soglia o non presenta l’ISEE potrebbe subire un taglio dell’assegno pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni della pensione ordinaria. In pratica, chi andasse in pensione a 62 anni vedrebbe una riduzione dell’importo del 10%.
Questa ipotesi, che riguarda la cosiddetta Quota 41 flessibile (62 anni di età e 41 di contributi), sembrerebbe pensata per favorire i cittadini con redditi più bassi.
Possiamo facilmente dedurre che la manovra è pensata per andare in favore dei cittadini che vivono in situazioni economiche meno agiate. Naturalmente prima di essere inserita nella prossima legge di bilancio, l’ipotesi della riforma, sarà valutata attentamente dai tecnici del Governo. La questione della decurtazione ha sollevato non poche polemiche. Alcuni lavoratori ritengono infatti che la pensione, essendo frutto di anni di contributi versati debba rimanere una questione separata dalla condizione patrimoniale.
Per capire come questa proposta potrebbe influenzare l’importo dell’assegno pensionistico, abbiamo preparato un confronto tra due scenari ipotetici: un lavoratore con ISEE fino a 35.000 €, che non subirebbe riduzioni, e uno con ISEE superiore o non dichiarato, che potrebbe vedere la propria pensione ridotta fino al 10% in caso di uscita a 62 anni. La tabella mostra chiaramente l’impatto della possibile penalità e aiuta a visualizzare le differenze tra i due casi.
ISEE del lavoratore | Effetto sull’assegno pensionistico | Esempio uscita a 62 anni |
Fino a 35.000 € | Nessuna decurtazione: l’assegno viene percepito per intero | Pensione di 1.200 € → percepita 1.200 € |
Oltre 35.000 € o non dichiarato | Penalità del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni | Pensione di 2.000 € → ridotta del 10% → percepita 1.800 € |
Se approvata, sarebbe una riforma che potrebbe cambiare profondamente il modo di andare in pensione in Italia, ma per ora resta un’ipotesi da seguire con attenzione.
di LA REDAZIONE
Carta Docente va a tutti i PRECARI. Punto. 1.000 EURO ad un'insegnante che ha svolto due supplenze annuali senza ricevere nulla per svolgere l’aggiornamento professionale dovuto per contratto
Concorsi Scuola: l'ABILITAZIONE SARÁ TITOLO DI ACCESSO. I percorsi però avranno un costo massimo di circa 2.500 euro. E chi non ha le possibilità economiche? Costi troppo elevati? Facciamo chiarezza
Stipendi docenti e ATA, primo scatto automatico dopo 3 anni anziché 8 e parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Le richieste di Anief negli emendamenti al DL 127/25






.jpg)





















%20(2).jpg)
.jpg)





















Commenti