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Dimensionamento scolastico, Anief chiede il rinvio degli accorpamenti: “In Umbria scuole troppo distanti”

"Si tratterebbe di un segnale importante – sottolinea Pacifico, presidente nazionale Anief – che va nella direzione da noi auspicata: rallentare un processo di dimensionamento che sta..."


"Dopo le proteste della società civile di questi giorni, seguita al commissariamento delle regioni che non hanno voluto applicare il piano di dimensionamento previsto da PNRR, Marcello Pacifico presidente nazionale #Anief invita i deputati ad approvare gli emendamenti attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, in Ia e Va Commissione nell’ambito dell'esame del DL 200/2025: Disposizioni urgenti in materia di termini normativi. Le proposte mirano a prorogare per un ulteriore anno il numero delle autonomie scolastiche esistenti nell’anno 2024/25, mantenendole fino al 2026/27.


Le proposte, a firma dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Italiana, intervengono sull’articolo 1, comma 83-sexies, della legge 107/2015, collegato alla riforma della rete scolastica prevista dal PNRR, e puntano a evitare un’immediata ulteriore riduzione delle istituzioni scolastiche autonome.

“Si tratterebbe di un segnale importante – sottolinea Pacifico, presidente nazionale Anief – che va nella direzione da noi auspicata: rallentare un processo di dimensionamento che sta producendo effetti pesanti soprattutto nei territori difficili, come quelli dell’Umbria, Sardegna ma anche in altri territori”.


Nella regione, infatti, diverse ipotesi di riorganizzazione prevedono l’accorpamento di scuole collocate in aree molto lontane tra loro, spesso con collegamenti complessi e in contesti montani o rurali. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di compromettere la funzionalità degli istituti, la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola come presidio sociale.

ANIEF ricorda di avere da tempo proposto emendamenti finalizzati ad annullare gli effetti più drastici del dimensionamento e a ripristinare almeno le autonomie scolastiche esistenti prima del processo di dimensionamento dove ci siamo costituiti pure in Corte costituzionale. Pur ritenendo tale obiettivo prioritario, il sindacato dichiara il proprio sostegno agli emendamenti ora in discussione, che consentirebbero quantomeno di salvaguardare per l’anno in corso e per il prossimo le autonomie del 2024/25.


Sul fronte giuridico, ANIEF invita alla prudenza: “La Corte costituzionale si è già pronunciata a favore del principio del dimensionamento – osserva il sindacato – per questo ogni eventuale iniziativa giudiziaria dovrà essere attentamente valutata. Riteniamo però che, qualora si proceda in questa direzione, sia fondamentale coinvolgere anche le famiglie, che subiscono direttamente le conseguenze delle scelte sulla rete scolastica”.

“Non si può continuare a intervenire con logiche esclusivamente numeriche – concludono Daniela Rosano Pres. Anief Umbria e Gian Mauro Nonnis Pres. Anief Sardegna – qui come in altre regioni servono soluzioni rispettose dei territori, delle distanze, delle comunità locali. La scuola non è un centro di costo da ridurre, ma un investimento strategico per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese”. Le proteste dei giorni scorsi hanno anche interessato l'Emilia Romagna dove il Pres. ANIEF F. Clemente si è ritrovato spesso in piazza con genitori e alunni.



Gli emendamenti presentati al DL 200/2025: Disposizioni urgenti in materia di termini normativi.

5-bis. Al fine di garantire l'attuazione alla riforma R. 1.3 «Riorganizzazione del sistema scolastico» della Missione 4 – Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, all'articolo 1, comma 83-sexies, secondo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «le regioni di cui al primo periodo del presente comma, per il solo anno scolastico 2025/2026» sono sostituite dalle seguenti: «le regioni che non hanno provveduto al dimensionamento della rete scolastica per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027» e le parole: «per il medesimo anno scolastico 2025/2026» sono sostituite dalle seguenti: «per i medesimi anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027».


6.14. Manzi, Orfini, Iacono, Berruto, De Luca, Ascani, Lai, Bakkali, De Maria, Gnassi, Guerra, Malavasi, Merola, Andrea Rossi, Vaccari, Bonafè, Boldrini, Fossi, Simiani.

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

6-bis. All'articolo 1, comma 83-sexies, secondo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «le regioni di cui al primo periodo del presente comma, per il solo anno scolastico 2025/2026,» sono sostituite dalle seguenti: «le regioni che non hanno provveduto al dimensionamento della rete scolastica per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027,» e le parole: «per il medesimo anno scolastico 2025/2026» sono sostituite dalle seguenti: «per i medesimi anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027,»".


di LA REDAZIONE




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