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Carta del docente, il TAR Veneto ordina al Ministero di pagare 2.500 euro a un insegnante precario entro 60 giorni

Dopo una sentenza passata in giudicato del giudice del lavoro, il Ministero non aveva eseguito il pagamento. Il TAR del Veneto accoglie il ricorso per ottemperanza e impone il versamento della somma nella Carta elettronica entro...


"Quando il giudice del lavoro sentenzia per il risarcimento di un precario della scuola, non sempre l’amministrazione dà seguito alla decisione. Allora, occorre rivolgersi al Tar.


È quello che sta facendo il sindacato Anief, ottenendo i risultati sperati. Come a Venezia, dove il Tribunale amministrativo regionale ha intimato al Ministero dell’Istruzione di indennizzare un insegnante con 2.500 euro: poiché era stata “notificata in data 11-10-2024 la sentenza in epigrafe presso il domicilio digitale dell’Amministrazione soccombente al fine di chiederne l’esecuzione e che la stessa pronuncia è passata in giudicato”, senza alcun effetto, adesso, ha deciso il Tar del Veneto, l’amministrazione dovrà “dare esatta ed integrale esecuzione al titolo giudiziale nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente sentenza a cura della parte ricorrente e, per l’effetto, di attivare la “Carta elettronica” e di versare in essa l’importo oggetto del suddetto capo condannatorio, esclusi ulteriori accessori, atteso che tale importo non può essere equiparato a voci retributive”.


“Sempre in accoglimento della domanda attorea – si legge ancora nella sentenza del Tar - , dev’essere nominato sin d’ora, per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione debitrice, quale Commissario ad acta il Direttore generale della “Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione” del Ministero intimato, con facoltà di delega ad altro Dirigente, il quale vi dovrà provvedere nell’ulteriore termine di 60 (sessanta) giorni successivi alla comunicazione che gli dovrà a tal fine essere effettuata a cura della parte ricorrente.


Il Commissario ad acta dovrà provvedere all’allocazione della somma in bilancio, ove manchi un apposito stanziamento, nonché all’espletamento delle fasi di impegno, liquidazione, ordine e pagamento della spesa, con la precisazione che l’esaurimento dei fondi di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono legittima causa di impedimento all’esecuzione del giudicato, in quanto il predetto organo straordinario deve porre in essere tutte le iniziative necessarie per rendere possibile il pagamento”.



A livello di motivazioni, il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha spiegato che “il ricorso dev’essere accolto, in quanto”, tra le altre cose, “ai sensi dell’art. 112, comma 2, cod. proc. amm.: “l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione: […] c) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato”. Inoltre, ha osservato ancora il Tar, “la sentenza da ottemperare è passata in giudicato, come da certificato ex art. 124 disp. att. cod. proc. civ. prodotto in giudizio da parte ricorrente”.


Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “il ricorso al Tar diventa inevitabile quanto delle sentenze passate in giudicato non vengono liquidate da parte dell’amministrazione: come il tribunale amministrativo regionale del Veneto, hanno dato ragione all’Anief anche i Tar del Lazio, della Calabria,dell’Emilia Romagna e diversi altri ancora. Il motivo è noto: il risarcimento della Carta del docente decretato dai giudici nel lavoro non può essere eluso o rimandato a data da destinarsi. È come andare a fare la spesa e pagare dopo qualche anno. Adesso, però, per chi presenta ricorso è giunto il tempo della riscossione. Il Tar ha infatti deciso l’accreditamento della somma entro massimo 60 giorni, più eventuali altri 60 di cui si occuperrà il commissario ad acta. Anief invita pertanto tutti i precari ed ex precari vincitori di ricorso a presentare quindi ricorso gratuito prodotto con Anief finalizzato al recupero della Carta del docente da 500 euro”.


LE CONCLUSIONI DEL TAR DEL VENETO

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.

Condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle spese e delle

competenze di causa liquidandole nella complessiva somma di € 800,00

(ottocento/00), oltre restituzione del contributo unificato eventualmente versato, spese N. XXXX/2025 REG.RIC. generali nella misura del 15% e accessori come per legge, a favore dei difensori della parte ricorrente dichiaratisi antistatari.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.



di LA REDAZIONE




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