Docente risarcito per 18 anni di contratti a tempo determinato. La Cisl: "Non si può essere precari a vita. Il nostro impegno continuerà sino a che il MIM non avrà sanato la piaga del precariato"
- La Redazione

- 11 ore fa
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"Per tali ragioni al docente è stato riconosciuto un risarcimento pari a 18 mensilità, proprio come la durata degli anni dei contratti a tempo determinato. Durante la sentenza il giudice..."

Una sentenza del Tribunale di Brescia ha riconosciuto il risarcimento ad un docente di religione cattolica, neoassunto in ruolo, per l'utilizzo abusivo di contratti di lavoro a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La notizia è stata diffusa da “La Repubblica”, il giudice ha ribadito che il concorso, che ha permesso ai docenti di essere assunti in ruolo, non sana la reiterazione dei precedenti contratti a termine.
Per tali ragioni al docente è stato riconosciuto un risarcimento pari a 18 mensilità, proprio come la durata degli anni dei contratti a tempo determinato. Durante la sentenza il giudice ha spiegato: “situazioni come quella in esame rendono evidente come non sia ipotizzabile che una procedura di stabilizzazione, introdotta 18 anni dopo il primo rapporto a tempo determinato, possa andare a ristorare tutto il danno subito dal lavoratore. Al contrario, tale procedura è necessaria per evitare il protrarsi dell’illecito, non per cancellare un pregiudizio che il ricorrente, ovviamente, ha già subito. Il tempo trascorso e l’elevato numero di contratti a tempo determinato sono da ritenersi abusivi, in quanto oltre il limite triennale indicato dalla giurisprudenza”.
Sul caso si è espressa anche la segretaria di Cisl scuola Lombardia, Luisa Treccani, che afferma: “Non si può essere precari a vita. Siamo a disposizione di tutti coloro che vorranno intraprendere questa vertenza al fine di tutelare i loro diritti. Questa sentenza può diventare un punto di riferimento per altre province. Il nostro impegno continuerà incessantemente anche per tutto il resto del personale sino a che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non avrà sanato la piaga del precariato”.
di NATALIA SESSA






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