Docente risarcito con 18 mensilità per abuso di contratti a tempo determinato, condannato il MIM. “Il concorso non cancella anni di precariato né il danno subito”
- La Redazione

- 10 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 feb
Il Tribunale di Brescia riconosce il danno per abuso di contratti a tempo determinato oltre il limite triennale: la stabilizzazione non sana gli anni di precariato. Possibili effetti per altri docenti.

Diciotto mensilità di risarcimento per abuso di contratti a termine. È quanto ha stabilito il Tribunale di Brescia nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, accogliendo il ricorso di un docente di religione cattolica oggi neoassunto in ruolo. Il giudice ha chiarito un punto centrale: il concorso che ha portato all’immissione in ruolo non cancella il danno maturato negli anni di precariato.
Per tali ragioni al docente è stato riconosciuto un risarcimento pari a 18 mensilità, proprio come la durata degli anni dei contratti a tempo determinato. Durante la sentenza il giudice ha spiegato: “situazioni come quella in esame rendono evidente come non sia ipotizzabile che una procedura di stabilizzazione, introdotta 18 anni dopo il primo rapporto a tempo determinato, possa andare a ristorare tutto il danno subito dal lavoratore. Al contrario, tale procedura è necessaria per evitare il protrarsi dell’illecito, non per cancellare un pregiudizio che il ricorrente, ovviamente, ha già subito. Il tempo trascorso e l’elevato numero di contratti a tempo determinato sono da ritenersi abusivi, in quanto oltre il limite triennale indicato dalla giurisprudenza”.
Sul caso si è espressa anche la segretaria di Cisl scuola Lombardia, Luisa Treccani, che afferma: “Non si può essere precari a vita. Siamo a disposizione di tutti coloro che vorranno intraprendere questa vertenza al fine di tutelare i loro diritti.
Questa sentenza può diventare un punto di riferimento per altre province. Il nostro impegno continuerà incessantemente anche per tutto il resto del personale sino a che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non avrà sanato la piaga del precariato”.
di NATALIA SESSA




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